Terrazze: i cantoni si rammaricano della decisione CF

Governo

La Conferenza dei direttori cantonali della sanità ritiene che il contesto attuale permetta «un primo prudente allentamento»

Terrazze: i cantoni si rammaricano della decisione CF
© CdT/Gabriele Putzu

Terrazze: i cantoni si rammaricano della decisione CF

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I cantoni si rammaricano che il Consiglio federale non abbia dato seguito alla loro richiesta di riaprire le terrazze di bar e ristoranti dal 1° marzo. Sostengono comunque un deconfinamento cauto e graduale come proposto dal governo.

La Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) ritiene che il contesto attuale permetta un «primo prudente allentamento», precisa un comunicato. È necessario essere cauti, soprattutto a causa delle nuove varianti del virus e del fatto che ancora non è stato chiarito se i vaccini proteggono anche dalla trasmissione.

Nel corso della consultazione, una stretta maggioranza di cantoni si è detta d’accordo con la strategia di deconfinamento sostenuta dal Consiglio federale. Un approccio concertato in tutto il paese, senza differenziazioni cantonali, è stato pure giudicato positivamente.

Prossima tappa

In particolare, i cantoni hanno accolto con favore le concessioni per i giovani, particolarmente colpiti dalle restrizioni in vigore. Quasi la metà dei cantoni in consultazione ha giudicato la strategia del governo troppo esitante e ha chiesto, ad esempio, intervalli più brevi tra le tappe di riapertura. Il Consiglio federale ha tenuto conto della richiesta fissando la prossima tappa il 22 marzo invece del 1° aprile.

La maggior parte dei cantoni aveva pure chiesto che le terrazze fossero aperte a partire dal 1° marzo con rigorosi piani di protezione. A loro avviso, il rischio di trasmissione all’aperto è «gestibile».

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