Test a pagamento e bonus di 50 franchi

Pandemia

Il consigliere federale Alain Berset illustra le nuove decisioni del Governo: i tamponi resteranno gratuiti solo per gli under 16 o chi aspetta la seconda dose, previsto un potenziamento della campagna di vaccinazione - Buoni di 50 franchi per chi convince qualcuno a immunizzarsi – «Ci sono ancora 2 milioni di persone non vaccinate e ogni ricovero ci costa 50 mila franchi»

Test a pagamento e bonus di 50 franchi
© KEYSTONE/Peter Klaunzer

Test a pagamento e bonus di 50 franchi

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Il consigliere federale Alain Berset, capo del Dipartimento federale dell’interno, illustra le nuove decisioni del Governo in materia di coronavirus, in particolare sui test anti-COVID, che dall’11 ottobre diventeranno a pagamento, a meno che non si aspetti la seconda dose di vaccino o si abbia meno di 16 anni.

LA DIRETTA DA BERNA

«Abbiamo discusso molto questa mattina attorno all’offensiva vaccinale e alla procedura per i test gratuiti», ha esordito il consigliere federale e capo del Dipartimento federale dell’Interno Alain Berset aprendo la conferenza stampa da Berna. Prima di spiegare nel dettaglio le ultime novità, è stata fatta una breve panoramica sulla situazione epidemiologica. «Il numero di casi sta diminuendo in tutti in cantoni e in tutte le fasce d’età – rileva –, ma ci sono comunque grandi differenze tra regioni. Dobbiamo continuare a essere vigili e monitorare la situazione dei reparti di terapia intensiva che rimane tesa».

Il consigliere federale prosegue il suo intervento ribadendo che la vaccinazione è la migliore via d’uscita dalla pandemia. Tuttavia, rispetto ad altri paesi europei, «la Svizzera ha un tasso di vaccinazione molto basso. Dobbiamo fare ulteriori progressi e la quota deve aumentare in modo significativo in vista di Natale». Più nel dettaglio, Berset spiega che attualmente ci sono ancora 2 milioni di persone non vaccinate in Svizzera. Un numero, questo, «ancora troppo alto per porre fine alla crisi e revocare le misure». Inoltre, sono state snocciolate delle cifre per quanto riguarda i costi dei ricoveri e dei tamponi. Il consigliere federale sottolinea che ogni ricovero costa circa 50 mila franchi, ma «non si tratta di una questione di soldi – puntualizza –, la vaccinazione non solo evita più costi, ma soprattutto sofferenza». Per quanto riguarda i costi dei test, attualmente ammontano a 50 milioni di franchi a settimana.

Test a pagamento e bonus di 50 franchi

IL COMUNICATO STAMPA
Per superare al più presto l’epidemia, il Consiglio federale, unitamente ai Cantoni, intende intensificare ulteriormente la campagna vaccinale: nelle prossime settimane dovrà essere raggiunto il massimo numero possibile di persone ancora indecise che hanno bisogno di maggiori informazioni per prendere una decisione. Nella seduta del 1. ottobre 2021, il Consiglio federale ha pertanto posto in consultazione piani per un’offensiva di vaccinazione. Sono previsti una settimana nazionale di vaccinazione, circa 170 unità di vaccinazione mobili supplementari, colloqui personali e buoni per consulenze vaccinali. I buoni saranno rilasciati ai privati che saranno riusciti a convincere un’altra persona a farsi vaccinare. Il Consiglio federale ha inoltre deciso che le persone al di sotto dei 16 anni e chi ha ricevuto una prima dose di vaccino potranno continuare a sottoporsi gratuitamente al test necessario per il rilascio del certificato COVID. I contagi stanno calando, ma nei reparti di terapia intensiva la situazione resta tesa. Considerate le molte persone non immunizzate e l’alta contagiosità della variante Delta, vi è ancora un notevole rischio che con le basse temperature dei mesi autunnali e invernali sopraggiunga una nuova ondata che potrebbe mettere in crisi gli ospedali.

La Svizzera in ritardo con le vaccinazioni
Con il 57% circa di persone completamente vaccinate tra la popolazione residente, la copertura vaccinale della Svizzera è tra le più basse in Europa. La timida crescita della domanda di vaccinazioni constatata immediatamente dopo l’estensione dell’obbligo del certificato, da qualche giorno sta già perdendo velocità. La vaccinazione è la chiave per uscire dalla crisi. È sicura e protegge molto bene dall’infezione. Inoltre, chi si contagia nonostante sia vaccinato contrae molto più raramente una forma grave della malattia. Per immunizzare la popolazione e proteggerla dai decorsi gravi della COVID-19 è necessaria una copertura vaccinale nettamente più alta. Secondo le attuali conoscenze scientifiche, per poter revocare i provvedimenti sarebbe necessaria una copertura vaccinale del 90-95 per cento tra gli ultra 65.enni. Attualmente, nel nostro Paese le persone di questa fascia d’età che si sono fatte inoculare almeno una dose sono l’88,5 per cento. Per la fascia d’età tra i 18 e i 65 anni sarebbe necessaria una copertura vaccinale dell’80% circa. Attualmente siamo al 71 per cento.

La Confederazione pianifica un’offensiva di vaccinazione
Dopo la grande domanda che ha caratterizzato la prima fase della campagna vaccinale, chi non si è ancora fatto vaccinare ha bisogno di sempre più informazioni per decidersi a farlo. Con un’offensiva di vaccinazione congiunta, Confederazione e Cantoni intendono offrire un accesso a bassa soglia alla vaccinazione, innalzando così nettamente la copertura vaccinale del nostro Paese. L’offensiva è destinata soprattutto alle persone indecise che per farsi vaccinare hanno bisogno di informazioni approfondite. Chi dovesse infine decidere di non vaccinarsi va naturalmente rispettato. L’offensiva di vaccinazione si compone di quattro elementi: una settimana nazionale di vaccinazione, unità di vaccinazione mobili supplementari, offerte d’informazione personale e buoni per consulenze vaccinali coronate da successo.

Settimana nazionale di vaccinazione
Scopo della settimana nazionale di vaccinazione organizzata dalla Confederazione e dai Cantoni è di sottolineare l’utilità della vaccinazione per tutta la società. L’obiettivo è di convincere più persone dei benefici della vaccinazione, fornendo loro fatti attendibili e informandole in maniera comprensibile per esempio sull’efficacia, la sicurezza e gli effetti collaterali dei vaccini, i rischi di un’infezione per la salute o le possibilità di vaccinazione. Sono previsti, tra l’altro, eventi informativi organizzati dai Cantoni, dai Comuni e da varie organizzazioni (p. es. chiese, società sportive) e un’infoline.

170 unità di vaccinazione mobili supplementari
Bus in cui è possibile farsi vaccinare andranno a cercare direttamente le persone che vogliono farlo nelle piazze di paese, sui luoghi di lavoro, sui campi di calcio, davanti alle università, nei centri commerciali o all’entrata delle discoteche. L’obiettivo è di cercare il dialogo con le persone, informarle individualmente e offrire loro un accesso a bassa soglia alla vaccinazione. Oltre ai 50 bus attuali, per diverse settimane saranno in circolazione in Svizzera 170 bus supplementari e altre unità mobili.

Contattare individualmente più persone possibile
Per molti decidere di farsi vaccinare è un passo difficile. Per questo consulenti dovrebbero cercare in modo mirato il dialogo con chi non è ancora vaccinato. In tutta la Svizzera circa 1.700 consulenti affiancheranno così i professionisti della salute. Le consulenze saranno offerte per diverse settimane e potranno avvenire per telefono, sui social media o di persona.

Buoni di 50 franchi per chi riesce a convincere qualcun altro a farsi vaccinare
Gli sforzi della Confederazione e dei Cantoni saranno integrati e moltiplicati coinvolgendo direttamente l’intera popolazione: ognuno può contribuire a convincere un amico, un vicino, un collega di lavoro o un membro della famiglia dei vantaggi della vaccinazione. Il contributo della popolazione sarà premiato: ogni nuovo vaccinato potrà indicare una persona che è stata importante per la sua decisione. Questa persona riceverà per posta dal Cantone un buono di 50 franchi come compenso. I Cantoni decidono autonomamente dove potrà essere riscosso il buono, per esempio al cinema o in un ristorante.

Investimenti per al massimo 150 milioni di franchi
I costi dell’offensiva di vaccinazione non supereranno i 150 milioni di franchi. Il Consiglio federale ritiene che si tratti di un investimento sostenibile se paragonato agli attuali costi dei test, pari a circa 50 milioni di franchi alla settimana. I benefici di un alto tasso di vaccinazione per il sistema sanitario e l’economia sono indiscussi: in media, possono essere evitati un’ospedalizzazione ogni 100 vaccinazioni e un ricovero in terapia intensiva ogni 250. A questo si aggiungono altri vantaggi: un alto tasso di vaccinazione permette di revocare in parte o integralmente i provvedimenti in vigore, a beneficio dei settori particolarmente toccati, quali la ristorazione, l’industria alberghiera, i centri fitness e l’industria dell’intrattenimento. La consultazione durerà fino al 6 ottobre; il Consiglio federale prenderà una decisione il 13 ottobre.

Promuovere provvedimenti che possono contribuire a porre fine alla pandemia
Dopo aver consultato i Cantoni, le parti sociali e altri ambienti, nella sua seduta odierna il Consiglio federale ha anche deciso di non estendere oltre il 10 ottobre l’assunzione generale dei costi dei test per il rilascio del certificato COVID. Questo perché vuole concentrare gli investimenti finanziari della Confederazione sui provvedimenti che possono contribuire a porre fine alla pandemia. Inoltre, i costi, molto elevati, dei test non devono più essere sostenuti dalla collettività. In sede di consultazione, i Cantoni hanno in ampia parte sostenuto questa posizione. Il Consiglio federale ha quindi deciso di non dare seguito alla richiesta di una proroga avanzata dalle due commissioni parlamentari.

Test gratuiti per chi ha ricevuto la prima dose del vaccino e per i giovani
Il Consiglio federale prolunga tuttavia la gratuità dei test per determinati gruppi della popolazione. La Confederazione finanzierà ancora fino alla fine di novembre i test (test antigenici rapidi e test PCR salivari aggregati) delle persone cui è stata somministrata la prima dose del vaccino, ma che non hanno ancora ottenuto il certificato. I test saranno inoltre gratuiti per tutte le persone sotto i 16 anni.

La Confederazione assume i costi dei test ripetitivi per il rilascio del certificato
Per incentivare i test ripetitivi, per chi presenta il risultato negativo di un test eseguito in questo quadro, il rilascio del certificato sarà finanziato dalla Confederazione. Attualmente alcuni offerenti rinunciano a rilasciare i certificati perché i costi sono a carico del committente, per esempio il Cantone o l’azienda. Con questo adeguamento, il Consiglio federale risponde a una richiesta del Parlamento. Per permettere ai laboratori e ai Cantoni di adeguare i loro processi sarà verosimilmente necessario un periodo di transizione.

Organo nazionale per la richiesta di certificati COVID
Tutte le persone immunizzate all’estero con un vaccino omologato dall’Agenzia europea dei medicinali che hanno bisogno di un certificato in Svizzera possono richiedere il certificato COVID svizzero. Per facilitare la procedura e sgravare i Cantoni, la Confederazione allestisce un organo nazionale per la richiesta elettronica del certificato, come ha deciso nella sua seduta odierna il Consiglio federale dopo aver consultato le parti interessate. In questo modo viene a cadere per i Cantoni la necessità di approntare piattaforme proprie. L’organo sarà operativo dall’11 ottobre. Il periodo transitorio per l’ammissione di ulteriori attestati di vaccinazione sarà esteso dal 10 ottobre al 24 ottobre.

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