Test COVID a pagamento: sarà battaglia in Parlamento

Pandemia

Il PLR accoglie favorevolmente l’annuncio del Consiglio federale di volersi attenere alla sua decisione di rendere i test a pagamento dal primo ottobre per le persone asintomatiche, ma Verdi, Alleanza del Centro, UDC e Verdi liberali non ci stanno

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Il PLR accoglie favorevolmente l’annuncio del Consiglio federale di volersi attenere alla sua decisione di rendere i test a pagamento dal primo ottobre per le persone asintomatiche. Verdi, Alleanza del Centro, UDC e Verdi liberali invece non ci stanno e promettono battaglia in Parlamento.

Il PLR è l’unico partito governativo a sostenere questa strategia del Governo. I test a pagamento costituiscono un incitamento a farsi vaccinare, così come l’estensione del certificato COVID, che porta sempre più persone a fare il grande passo, sottolineano i liberali-radicali in una nota. A loro avviso, la vaccinazione resta il solo modo di proteggersi contro il virus e quindi di evitare misure più restrittive.

Anche la decisione del Governo sull’introduzione di controlli in entrata sul territorio svizzero è positiva, secondo il PLR. Ciò soddisfa una richiesta dei liberali-radicali, che auspicavano l’obbligo di un test in assenza di un certificato.

Verdi: no a test a pagamento

Dal canto loro, i Verdi ritengono «incomprensibile» che il Consiglio federale stia prendendo tempo e che i test COVID diventino quindi a pagamento a partire dal primo ottobre. Gli ecologisti intendono «continuare a mettere la pressione» sul Governo durante la sessione autunnale affinché rimangano gratuiti.

I Verdi deplorano il fatto che il Consiglio federale non tenga conto del cambiamento di posizione osservato in seno al Parlamento. «Tale decisione è pericolosa da un punto di vista epidemiologico», aggiungono gli ecologisti.

Anche Centro e PVL per gratuità test

Anche l’Alleanza del Centro e i Verdi liberali avrebbero preferito che il Consiglio federale si fosse pronunciato per la gratuità dei test. Per la situazione epidemiologica e l’umore nel Paese è importante che essi continuino a rimanere gratuiti.

L’atmosfera nel Paese è tesa e il Consiglio federale temporeggia, ha dichiarato su Twitter il presidente del PVL Jürg Grossen. La popolazione ha bisogno di chiarezza e di sapere se dal primo ottobre i test saranno gratuiti o si dovrà pagare per farli. A suo parere, c’è bisogno di un periodo gratuito più lungo. Il tempo per prepararsi ai requisiti del certificato Covid è stato troppo breve, ha aggiunto.

Dello stesso avviso l’Alleanza di centro. Il partito di Gerhard Pfister propone inoltre che i test gratuiti potrebbero essere limitati a un determinato numero al mese o messi a disposizione soprattutto di giovani e giovani adulti, qualora continuassero ad essere gratis «per un certo periodo». Ciò permetterebbe di continuare a seguire lo sviluppo epidemiologico.

Per aumentare il numero di persone favorevoli al certificato COVID, c’è bisogno anche di altre misure come i test gratuiti. Ciò è essenziale, anche per poter diminuire i ricoveri negli ospedali.

UDC contenta dei controlli alle frontiere

Dal canto suo, l’UDC si dichiara soddisfatta per le nuove regole di controllo alle frontiere introdotte dal Consiglio federale. Il primo partito svizzero si dice tuttavia anche stupito del fatto che il Governo non abbia deciso di rendere gratuiti i test contro il coronavirus.

Per quanto riguarda i controlli alle frontiere, l’UDC ricorda come sia dal marzo 2020, che il partito abbia chiesto norme più severe per gli ingressi in Svizzera. I democentristi avrebbero voluto che anche i frontalieri fossero controllati ai confini per contrastare la pandemia di COVID-19.

Per quanto riguarda i test a pagamento, l’UDC chiede che sia la Confederazione ad assumersi i costi, fintanto che vige l’obbligo certificato COVID.

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