Test obbligatori a St. Moritz per personale alberghiero e maestri di sci

pandemia

Il Cantone dei Grigioni ha annunciato che si tratta di una «misura di sicurezza finalizzata a prevenire nuovi contagi e interruzioni delle attività»

Test obbligatori a St. Moritz per personale alberghiero e maestri di sci
©KEYSTONE/Giancarlo Cattaneo

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Il personale degli alberghi di St. Moritz e Celerina e i maestri di sci attivi nei comprensori del Corviglia e del Corvatsch saranno tenuti a sottoporsi al test del coronavirus. Lo ha annunciato oggi il canton Grigioni precisando che si tratta di una «misura di sicurezza finalizzata a prevenire nuovi contagi e di conseguenza interruzioni dell’attività».

Dopo la scoperta di casi della variante inglese del virus in due alberghi di St. Moritz, l’Ufficio dell’igiene pubblica dei Grigioni aveva organizzato un test a tappeto su base volontaria fra la popolazione della località turistica. Ora il cantone estende i test e li rende obbligatori per alcune categorie professionali in contatto con i vacanzieri.

Tutti i collaboratori degli alberghi di St. Moritz e Celerina dovranno quindi sottoporsi a un test PCR lunedì o martedì. Lo stesso vale per le persone che attualmente lavorano per scuole di sci e di sport nei comprensori sciistici Corviglia e Corvatsch o che inizieranno questa attività entro il 1° febbraio.

Sarà esentato solo chi è in grado di presentare il risultato negativo di un test PCR effettuato dopo il 17 gennaio e chi può provare di essersi ammalato di COVID-19 dopo il 17 novembre 2020. Non è quindi necessario che le persone che hanno partecipato al test su base volontaria di martedì scorso si sottopongano nuovamente al tampone.

Questa misura «serve a impedire che la nuova variante si diffonda ulteriormente dai focolai locali individuati». Il cantone raccomanda inoltre a tutte le imprese di far sottoporre regolarmente ai test i propri collaboratori.

I risultati delle analisi del personale alberghiero e delle scuole di sci non saranno disponibili prima di mercoledì sera, precisa ancora il comunicato. Dal test volontario svolto in settimana è risultato che il tasso di positività medio nei due alberghi interessati era del 4% e quello tra la popolazione dell’1%. «A seguito della rapida individuazione delle mutazioni - la quale è stata resa possibile dal test a tappeto effettuato - è stato possibile evitare la chiusura o la messa in quarantena di altri alberghi. L’analisi dei test dimostra inoltre che i piani di protezione negli alberghi sono efficaci», conclude il cantone.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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