Tornano i grandi eventi, ecco come

Berna

Dal 1. ottobre le manifestazioni potranno svolgersi nuovamente, con misure severe: il consigliere federale Alain Berset illustra le nuove disposizioni - VIDEO

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©KEYSTONE/Anthony Anex

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Prima di entrare nel merito dei grandi eventi, il consigliere federale Alain Berset, a capo del Dipartimento federale dell’Interno ha spiegato che nei prossimi giorni verrà aggiornata la lista dei Paesi a rischio e che forse il Belgio verrà stralciato dall’elenco. Riguardo alle zone transfrontaliere il consigliere federale ha osservato che si dovrà discutere il tema con i Paesi limitrofi. Una possibilità è che sulla lista vengano iscritte solo alcune aree. «Quelli che ci preoccupano di più - ha detto - sono gli agglomerati. Abbiamo l’obbligo di quarantena per chi arriva dalle zone a rischio e la misura è giustificata perché per la maggior parte dei casi ora sono importati. Dovremo fare più test in autunno». Stephan Kuster, delegato per la COVID-19 della Confederazione, ha osservato che talvolta le persone in arrivo in Svizzera non hanno sintomi e questi si sviluppano successivamente, ecco perché la quarantena è il miglior modo per contenere la pandemia.

In merito ai grandi eventi

«Sappiamo che i criteri saranno una grande sfida per gli organizzatori di eventi», ha esordito Alain Berset. «I Cantoni per ora sono in grado di tracciare i contagi», ha detto il consigliere federale ribadendo le principali misure di igiene e distanziamento per contenere il virus. «Al momento sono soprattutto i giovani ad essere contagiati, a fare i test e a risultare positivi», ha evidenziato.

Dal 1. ottobre 2020, le grandi manifestazioni potranno svolgersi nuovamente, ma solo se autorizzate dai Cantoni. Dopo aver consultato i Cantoni e le federazioni interessate, nella sua seduta del 2 settembre 2020 il Consiglio federale ha stabilito le condizioni per le autorizzazioni. «La situazione epidemiologica del cantone deve essere stabile: non ci sono cifre soglia, ma ogni cantone deve valutare la propria situazione prima di rilasciare un’autorizzazione», ha spiegato Berset. Per ogni manifestazione con oltre 1000 persone, poi, si dovrà presentare un piano di protezione soggetto a severe prescrizioni. Sarà ad esempio applicato, con poche eccezioni, l'obbligo generale di offrire solo posti a sedere, e i flussi di persone dovranno essere gestiti in modo chiaro.

Le partite delle leghe nazionali di hockey su ghiaccio e di calcio saranno soggette all’obbligo della mascherina e a limitazioni di capacità: gli stadi potranno accogliere due terzi degli spettatori rispetto alla capacità massima. «Siamo il primo Paese a riaprire in questo modo», ha osservato Berset, «bisogna essere cauti». «Abbiamo deciso di autorizzare la vendita di alcol a patto che i piani di protezione possano essere rispettati», ha detto il consigliere federale «I responsabili dei club devono assicurare che le norme vengano rispettate, per esempio che le mascherine vengano indossate. Se qualcuno non le rispetta ci saranno conseguenze: non sono previste multe ma ci sono altre sanzioni. Per esempio le leghe possono impedire l’accesso agli stadi e di questo bisogna tenere conto». I Cantoni potranno revocare le autorizzazioni se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare. Il divieto di grandi manifestazioni con oltre 1000 persone faceva parte dei provvedimenti centrali per proteggere la popolazione dal nuovo coronavirus. Il Consiglio federale aveva deciso questo divieto il 28 febbraio 2020, prorogandolo più volte. Con questo e altri provvedimenti è stato possibile ridurre in modo massiccio il numero di nuovi contagi.

La situazione epidemiologica ha portato il Consiglio federale ad allentare progressivamente questi provvedimenti dal 27 aprile 2020. Dal 6 giugno 2020, le manifestazioni con al massimo 300 persone sono state nuovamente autorizzate e dal 22 giugno anche quelle con al massimo 1000 persone. Dal 1. ottobre sarà altresì allentato, anche se in modo prudente e a severe condizioni, il divieto per le grandi manifestazioni con un numero di visitatori o di partecipanti che supera le 1000 persone. Per eventi sportivi, manifestazioni culturali, congressi e altre manifestazioni all’aperto o al chiuso si dovranno presentare piani di protezione che dovranno essere autorizzati dai Cantoni. Dopo aver sentito i Cantoni e le federazioni interessate, il Consiglio federale ha adottato, in data odierna, la conseguente modifica dell’ordinanza COVID-19 situazione particolare.

Severi criteri di autorizzazione

Il Consiglio federale ha fissato i criteri in modo da consentire l'autorizzazione di grandi manifestazioni già dal 1° ottobre 2020. Pertanto, lo svolgimento di una manifestazione dipenderà, da un lato, dalla situazione epidemiologica del Cantone o della regione interessata. Dall'altro, la condizione per il rilascio di un’autorizzazione sarà che il Cantone disponga delle capacità necessarie per il tracciamento dei contatti. Inoltre, per le grandi manifestazioni varrà fondamentalmente l’obbligo di offrire agli spettatori soltanto posti a sedere. Eccezionalmente, per le manifestazioni all'aperto, come ad esempio le gare di sci alpino o di sci di fondo, le corse ciclistiche o le feste di paese all’aria aperta, potranno essere autorizzati posti in piedi.

Gli organizzatori dovranno presentare al Cantone un’analisi dei rischi e un conseguente piano di protezione che dovrà prevedere, tra l'altro, regole di gestione dei flussi di persone, l’eventualità dell'obbligo della mascherina, la possibilità di tenere liberi dei posti a sedere o la modalità per garantire che i dati di contatto raccolti siano corretti.

Partite di calcio e di hockey su ghiaccio a livello nazionale

Le partite dei campionati nazionali delle leghe professioniste di hockey su ghiaccio e di calcio dovranno poter essere valutate e autorizzate in modo unitario. Per i rispettivi piani di protezione vigono pertanto prescrizioni più dettagliate rispetto alle altre grandi manifestazioni. Negli stadi saranno autorizzati unicamente posti a sedere e sarà applicato l’obbligo della mascherina. Sia negli impianti indoor che negli stadi all’aperto potranno essere occupati al massimo due terzi dei posti a sedere disponibili. L’autorità responsabile delle autorizzazioni deciderà in ogni singolo caso in che misura lo stadio potrà essere occupato.

I posti per i sostenitori della squadra ospite non saranno contingentati. Nei settori dedicati alla ristorazione varrà l’obbligo di stare seduti. La vendita e il consumo di bevande alcoliche andranno limitati nella misura del necessario affinché gli spettatori possano attenersi ai piani di protezione. Il rispetto dei provvedimenti da parte degli spettatori dovrà essere controllato e le violazioni punite. Le prescrizioni si orientano ai progetti dei piani di protezione della Swiss Football League e della Swiss Ice Hockey Federation.

E il Liechtenstein?

Cosa sarà per le partite che si disputano a Vaduz? Il Liechentstein, ha detto Berset, è uno Stato sovrano e quindi dovrà decidere quali norme applicare. La Svizzera non può imporre misure per le partite a Vaduz, anche se la Lega è la stessa.

Autorizzazioni rilasciate dai Cantoni

La responsabilità delle autorizzazioni è dei Cantoni. Se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare massicciamente, i Cantoni potranno disporre la revoca di un’autorizzazione o misure più restrittive. Potranno ad esempio ridurre il numero consentito di partecipanti o disporre un obbligo generalizzato della mascherina per tutte le manifestazioni. Questo varrà anche quando il Cantone interessato non sarà in grado di adeguare le proprie capacità per il tracciamento dei contatti a una situazione epidemiologica in rapido peggioramento. Se l’autorizzazione per una manifestazione sarà revocata, il suo organizzatore non avrà il diritto di richiedere un'indennità di responsabilità civile dall’ente pubblico.

Quando sarà possibile organizzare di nuovo grandi manifestazioni come concerti o festival? «Difficile dirlo» ha spiegato Berset, «perché dobbiamo fare i conti con l’evoluzione del virus e le condizioni per la diffusione ora, con l’autunno in arrivo, potrebbero essere più favorevoli. Dovremo vedere come si svilupperà la situazione epidemiologica».

Il controllo della temperatura degli spettatori all’entrata degli stadi non è previsto: «Solo una percentuale delle persone infettate mostrano febbre», ha evidenziato Kuster. «Chi ha dei sintomi non deve uscire, deve stare a casa», gli ha fatto eco Berset. «Esatto - ha confermato Kuster - la responsabilità individuale sarà molto importante da parte della popolazione. Anche con lievi sintomi è bene restare a casa».

«Se in un Cantone ci fosse un po’ di negligenza il rischio è per tutta la Svizzera, ma finora i Cantoni hanno dimostrato molta responsabilità - ha detto Berset -. La collaborazione tra Confederazione e Cantoni è eccezionale e io non mi preoccuperei in questo senso».

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