Tra cooperazione transfrontaliera e gestione della pandemia

L’incontro

Su invito del consigliere federale Ignazio Cassis si è svolto a Lugano l’incontro annuale tra i cinque ministri degli esteri di lingua tedesca

Tra cooperazione transfrontaliera e gestione della pandemia
©KEYSTONE/Ti-Press/Pablo Gianinazzi

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Tra cooperazione transfrontaliera e gestione della pandemia

Su invito del consigliere federale Ignazio Cassis si è svolto oggi a Lugano l’incontro annuale tra i cinque ministri degli esteri di lingua tedesca. I colloqui si sono concentrati sulla cooperazione transfrontaliera, anche nella gestione della pandemia di COVID-19, sulla diplomazia scientifica come parte della politica estera digitale e su altre questioni europee e internazionali. Il consigliere federale Cassis ha accolto i suoi omologhi di Germania, Austria e Lussemburgo e la sua omologa del Liechtenstein a Lugano, sua città natale, per la riunione di quest’anno dei ministri degli esteri di lingua tedesca. L’incontro annuale è un omaggio alle strette relazioni che legano i Paesi vicini di lingua tedesca. In questa occasione, il capo del DFAE e i suoi omologhi hanno convenuto che una più intensa cooperazione tra Stati europei che condividono la stessa linea rimane essenziale nel quadro dell’attuale pandemia e per affrontare le crisi future. «La pandemia lo ha dimostrato molto chiaramente: il dialogo continuo, il mantenimento della libera circolazione delle persone e della circolazione internazionale delle merci sono indispensabili, non solo per noi, ma per un’Europa sana e ben funzionante», ha affermato il consigliere federale Cassis durante l’incontro. Per la Svizzera, questa cooperazione significa anche trovare soluzioni pratiche per i quasi 340.000 frontalieri e frontaliere che ogni giorno vengono a lavorare in Svizzera dai Paesi confinanti. In questo contesto è stato messo in evidenza il ruolo delle piattaforme di dialogo regionale, come quella della regione del Lago di Costanza.

La diplomazia scientifica come opportunità per la politica estera digitale

Durante la riunione si è parlato anche della crescente importanza della diplomazia scientifica (science diplomacy) nelle relazioni internazionali. La fondazione Geneva Science and Diplomacy Anticipator (GESDA) ha presentato il suo lavoro in questo campo e sono state discusse soluzioni digitali interoperabili e interregionali, come i moduli d’ingresso digitali, la cui utilità è risultata evidente già durante la pandemia di COVID-19 e che si riveleranno indispensabili in futuro. La digitalizzazione e la diplomazia scientifica – pilastri importanti della strategia di politica estera della Svizzera – offriranno nuove soluzioni alla politica estera tradizionale. La Ginevra internazionale, nella quale oltre alle organizzazioni multilaterali sono attivi anche il mondo scientifico e gli attori della digitalizzazione come la fondazione GESDA, potrebbe diventare la capitale digitale del futuro. Durante i colloqui sono state discusse anche questioni europee e internazionali, tra cui la candidatura della Svizzera al Consiglio di sicurezza dell’ONU. Il capo del DFAE ha inoltre aggiornato i suoi omologhi sullo stato del dossier europeo. L’incontro tra i ministri degli esteri si è concluso con una visita al Museo Hermann Hesse a Montagnola. I profondi legami della Svizzera e del Ticino con l’area germanofona situata nel cuore dell’Europa si rispecchiano nella vita e nell’opera di Herman Hesse, premio Nobel per la letteratura, che un secolo fa elesse il Ticino a sua dimora.

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