Tranne per il Ticino, elezioni all’insegna della stabilità

Svizzera

Il secondo turno si è infatti tenuto in altri sei cantoni - I Verdi non sono riusciti a imporsi da nessuna parte, neppure a Berna dove era candidata la presidente degli ecologisti Regula Rytz - IL GRAFICO

Tranne per il Ticino, elezioni all’insegna della stabilità
Non piove sul bagnato e i Verdi non ottengono un successo comparabile a quello del primo turno. (Regula Rytz, ©KEYSTONE/Peter Klaunzer)

Tranne per il Ticino, elezioni all’insegna della stabilità

Non piove sul bagnato e i Verdi non ottengono un successo comparabile a quello del primo turno. (Regula Rytz, ©KEYSTONE/Peter Klaunzer)

Con la sola eccezione del Ticino, le elezioni di ballottaggio per il Consiglio degli Stati tenute oggi in sei cantoni si sono svolte all’insegna della stabilità. I Verdi non sono riusciti a imporsi da nessuna parte, neppure a Berna dove la presidente degli ecologisti Regula Rytz sembrava disporre di ottime carte.

Oltre ai ticinesi, anche i bernesi oggi hanno deciso di inviare ad occupare i loro due seggi alla Camera dei Cantoni esponenti politicamente agli antipodi: il «senatore» uscente Hans Stöckli (PS) e Werner Salzmann, attuale consigliere nazionale e presidente della sezione cantonale dell’UDC. Al primo turno Rytz e Salzmann erano giunti seconda e terzo, ma praticamente appaiati, poco lontani da Stöckli.

Tranne per il Ticino, elezioni all’insegna della stabilità

Gli effetti «ambientalista» e «donna», emersi nell’elezione del Consiglio nazionale, non sono bastati per far entrare Rytz agli Stati. Stöckli dal 20 ottobre si è profilato come rappresentante dei francofoni bernesi, che nella imminente legislatura non saranno più rappresentati alla Camera del popolo. Perfettamente bilingue, il «senatore» è in effetti stato per 20 anni sindaco di Bienne, località a maggioranza tedescofona ma con una grossa comunità francofona. Questo suo profilo culturale gli è valso sostegni anche a destra. Una dichiarazione di sostegno gli è giunta persino dal consigliere federale Ueli Maurer (UDC).

La spartizione tra sinistra e destra dei due mandati bernesi nel Consiglio degli Stati non è una novità: dal 2011 i due seggi erano infatti occupati da un esponente del PS e da un rappresentante del Partito borghese democratico (PBD). In precedenza, e per decenni, la situazione è però stata diversa con una doppia rappresentanza «borghese» - un seggio all’UDC e uno al PLR - fino al 2003, quando alla Camera dei Cantoni venne eletta la socialista Simonetta Sommaruga, poi diventata consigliera federale. Da quell’anno il PS è sempre riuscito a difendere le proprie posizioni. L’UDC dal canto suo con l’elezione odierna recupera il seggio perso nel 2008, quando il suo candidato Werner Luginbühl passò nelle file del PBD, partito che ora non è più rappresentato alla Camera dei Cantoni.

Negli altri cantoni andati oggi alle urne, si sono imposti gli uscenti. A Zurigo, il liberale radicale Ruedi Noser, che godeva dell’appoggio dell’UDC, ha stravinto la gara elettorale che lo opponeva alla candidata verde Marionna Schlatter. Raggiungerà così Daniel Jositsch (PS), rieletto al primo turno il 20 ottobre.

A San Gallo, i due consiglieri agli Stati uscenti Benedikt Würth (PPD) e Paul Rechsteiner (PS), già presidente dell’Unione sindacale svizzera, sostenuto dai Verdi, hanno chiaramente superato lo sfidante dell’UDC Roland Rino Büchel, malgrado il PLR avesse invitato a votarlo.

Würth, già consigliere di Stato molto popolare, aveva fatto il suo ingresso alla Camera dei Cantoni in giugno, dopo un’elezione suppletiva per sostituire la «senatrice» Karin Keller-Sutter (PLR), eletta in Consiglio federale.

La dinamica del voto è stata analoga a quelle delle passate legislature. Già in occasione della sua elezione agli Stati nel 2011 e, poi, della rielezione nel 2015, Rechsteiner era stato designato al secondo turno. L’impresa di Büchel pareva ardua tenendo conto del fatto che il socialista quattro anni or sono si è imposto sul popolare ex presidente dell’UDC nazionale Toni Brunner.

Anche il consigliere agli Stati uscente Roberto Zanetti (PS) è stato facilmente riconfermato per il Canton Soletta. Ha ottenuto il 61% delle preferenze, contro il 39% andate allo sfidante Christian Imark (UDC).

Pirmin Bischof (PPD) era già stato eletto il 20 ottobre. Zanetti, in carica da dieci anni, aveva mancato di misura la maggioranza di voti richiesta. Già al primo turno Imark era stato nettamente distaccato dal socialista. La configurazione di questo ballottaggio è risultata uguale a quella di quattro anni fa. Già allora Bischof era stato eletto al primo turno e Zanetti aveva superato nel ballottaggio uno sfidante dell’UDC. Come quattro anni or sono, anche in vista della competizione elettorale odierna, il PLR non ha appoggiato il candidato democentrista.

A Zugo il liberale radicale Matthias Michel ha difeso oggi il seggio del partito nell’elezione di ballottaggio per la seconda poltrona del cantone. L’ex membro del governo cantonale si è facilmente imposto sul consigliere di Stato in carica Heinz Tännler (UDC). È risultata nettamente distanziata la granconsigliera Tabea Zimmermann Gibson, della lista Alternativi-I Verdi, formazione affiliata ai Verdi svizzeri.

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