Turismo, record di pernottamenti

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Nel 2019 la domanda di ospiti svizzeri ha totalizzato 17,9 milioni di pernottamenti, segnando un nuovo primato - In Ticino registrato un aumento dell’1,7% dopo il crollo del 2018 -

Turismo, record di pernottamenti
© CdT/Putzu

Turismo, record di pernottamenti

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Nel 2019 il settore alberghiero svizzero ha contabilizzato 39,6 milioni di pernottamenti. Tale risultato, che rappresenta un aumento dell’1,9% (+755 000) rispetto al 2018 e costituisce un nuovo record, conferma la tendenza al rialzo iniziata nel 2017. La domanda degli ospiti stranieri ha totalizzato 21,6 milioni di pernottamenti, il che corrisponde a un aumento dell’1,1% (+246 000), un numero mai raggiunto prima d’ora. Dal canto suo, la domanda degli ospiti svizzeri è aumentata del 2,9% (+509 000) mettendo a segno il risultato storico di 17,9 milioni di pernottamenti.

Nonostante nei primi due mesi del 2019 siano stati osservati dei cali (gennaio: –1,2% e febbraio: –2,5%), gli altri mesi hanno presentato un aumento rispetto all’anno precedente. Gli aumenti oscillavano tra il +0,3% (settembre) e il +5,2% (giugno). In valori assoluti, le crescite più forti sono state osservate a giugno (+187 000 pernottamenti; +5,2%), luglio (+146 000; +3,3%) e maggio (+132 000; +4,6%).

In Ticino si è passati da 2.270.801 pernottamenti a 2.309.518 (+1,7%) - con un tasso di occupazione delle camere pari al 50% - dopo il crollo del 2018 quando si era registrato un calo del 7,5% (–184.298 persone).

Abitudini dei turisti
Chi si è espresso sul cambiamento delle abitudini dei turisti è il presidente di Hotelleriesuisse Ticino Lorenzo Pianezzi, che ha evidenziato come «la primavera e l’autunno stanno andando molto bene, a confronto di un’estate che sta performando meno rispetto agli anni precedenti. Facciamo tanti eventi e manifestazioni in estate quando abbiamo già molta gente, ma dovremmo rivedere questo programma su altri mesi così da renderli ancora più performanti». Il turista, secondo Pianezzi, «apprezza venire in primavera e in autunno ed è sintomo del cambiamento climatico: il caldo che avevamo in Ticino in estate, ora è a Zurigo e da noi è troppo caldo, quindi siamo meno attrattivi in estate. Bisogna riflettere su cosa fare nel periodo estivo, anticipare la primavera e posticipare la chiusura della stagione autunnale».

Record di clientela svizzera ed estera

Nel 2019 la domanda svizzera ha totalizzato 17,9 milioni di pernottamenti (+509 000; +2,9%), segnando un nuovo record. Con 21,6 milioni di unità (+246 000; +1,1%), anche la domanda estera presentava un valore mai raggiunto prima.

Il continente americano ha registrato un forte incremento (+234 000 pernottamenti; +7,7%). Gli ospiti provenienti dagli Stati Uniti hanno totalizzato 2,5 milioni di pernottamenti, il risultato più alto dal 1990. Rispetto al 2018, questo risultato corrisponde a un aumento di 222 000 pernottamenti supplementari (+9,8%). Si tratta inoltre della progressione assoluta più importante di tutti i Paesi di provenienza stranieri.

Da parte sua, il continente asiatico ha registrato un lieve aumento (+22 000 pernottamenti; +0,4%). La clientela dei mercati della Cina (senza Hong Kong) (+2,4%), Hong Kong (+22,9%) e Cina (Taiwan) (+23,7%) ha presentato il maggiore incremento di pernottamenti. Questi ospiti hanno contribuito a un aumento totale di 118 000 pernottamenti (+6,9%) rispetto al 2018. Anche il Giappone ha generato un aumento (+6900; +1,8%). Per quanto riguarda invece gli ospiti dei Paesi del Golfo, hanno registrato la maggiore diminuzione assoluta di tutti i Paesi di provenienza, con un calo di 82 000 pernottamenti (–8,7%). Anche il numero di pernottamenti degli ospiti provenienti dalla Repubblica di Corea (–4,0%; –18 000) e dall’India (–2,1%; –17 000) hanno accusato un calo. Le diminuzioni dei pernottamenti della clientela proveniente da questi Paesi costituiscono un’inversione di tendenza rispetto ai forti aumenti annuali che si osservavano regolarmente nel corso dell’ultimo decennio.

La domanda degli ospiti del continente europeo presenta un risultato leggermente negativo (–26 000; –0,2%). Tra i Paesi di questo continente, i cali assoluti più importanti sono stati quelli dell’Italia (–32 000; –3,5%) e della Spagna (–29 000; –6,0%). Anche il Regno Unito (–11 000; –0,7%) e la Francia (–8800; –0,7%) sono stati al ribasso, mentre la domanda tedesca è aumentata (+34 000; +0,9%). Da parte loro, per il Belgio (+26 000; +4,3%) e i Paesi Bassi (+15 000; +2,4%) è stata registrata una crescita marcata.

Infine, è in rialzo anche la domanda dell’Oceania (+9400 pernottamenti; +2,4%) e l’Africa (+6000; +2,1%).

Pernottamenti in crescita nella maggioranza delle regioni turistiche

Rispetto al 2018, nel 2019 11 regioni turistiche su 13 hanno registrato risultati al rialzo. In primo luogo la regione Zurigo presenta 247.000 pernottamenti supplementari (+3,9%), ovvero la progressione assoluta maggiore. Seguono prima il Vallese (+131.000; +3,2%) e i Grigioni (+124 000; +2,4%) e poi la Regione Berna (+83 000; +1,6%), la Regione Lucerna/Lago dei Quattro Cantoni (+50.000; +1,3%) e la regione Lago Lemano (Vaud) (+47.000; +1,6%). A registrare un calo sono invece Ginevra (–30.000; –0,9%) e la Svizzera orientale (–42.000; –2,2%).

Stabile la durata di soggiorno

Nel 2019 la durata di soggiorno era di 2,0 notti, come nel 2018. I soggiorni degli ospiti stranieri, con una media di 2,1 notti, sono leggermente più lunghi di quelli degli ospiti svizzeri (1,9). Tra le regioni turistiche, i Grigioni vantano la durata di soggiorno più lunga con 2,6 notti. Segue il Vallese con 2,3 notti. La regione Friburgo, invece, con 1,6 pernottamenti ha presentato la durata più breve.

Aumento del tasso di occupazione delle camere

Nel corso del 2019, i tassi di occupazione delle camere ha superato la soglia del 55% (55,2%), determinando una progressione di 0,7 punti rispetto al 2018. Si tratta inoltre del tasso più alto registrato dall’inizio dell’osservazione di questo indicatore (2005). Tra le regioni turistiche, Ginevra presenta il tasso più elevato, ovvero il 66,5%. Segue la Regione Zurigo con il 65,0%, mentre il tasso più basso è stato registrato nella Svizzera orientale (41,1%).

Coronavirus e ripercussioni sul settore
«Per il momento la situazione è sotto controllo e relativamente tranquilla. Abbiamo avuto le prime cancellazioni, ma sporadiche, con una distinzione tra viaggiatori individuali e business». Parola del direttore di Ticino Turismo Angelo Trotta sulle ripercussioni che il primo caso di coronavirus in Ticino ha avuto nel settore turistico. Proprio per tenere sotto controllo l’evoluzione della situazione, è stata istituita una «task force» con «gli addetti ai lavori, ovvero i quattro direttori delle organizzazioni turistiche regionali e i rappresentanti del settore alberghiero e di quello dei campeggi. Siamo sempre in contatto anche con Svizzera turismo e anche con il DSS e DFE», ha dichiarato Trotta. Se invece la situazione dovesse protrarsi nel tempo e avere delle ripercussioni sul settore dell’albergheria o della ristorazione, «dovremmo effettivamente capire cosa si può fare e mettere in campo un piano d’azione per contrastare il problema», ha concluso il direttore di Ticino Turismo.

Fiducioso e poco preoccupato il presidente di Hotelleriesuisse Ticino, che rimanendo in tema di coronavirus e ripercussioni, ha dichiarato che «il Ticino ha reagito in maniera pronta e corretta a quella che poteva essere un’emergenza. Abbiamo un caso negli ultimi tre giorni e non possiamo quindi parlare di emergenza. Siamo attenti e stiamo valutando cosa sta succedendo». Per quanto riguarda gli annullamenti di prenotazioni, Pianezzi ribadisce che «ci sono stati, ma sono cancellazioni da società internazionali e molto meno dal cliente privato che sta prolungando il soggiorno. Il nostro cliente tipo svizzero tedesco rimane in Ticino e il turista non sta percependo nessun tipo di pericolo. Chi annulla ha sede all’estero e sente parlare di un’eventuale emergenza che non è il caso di considerarla tale perché non esiste attualmente. Non siamo preoccupati, ma siamo attenti a cosa sta succedendo e stiamo monitorando la situazione. I pernottamenti privati stanno reagendo in maniera normale».

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