Lavoro

Tutela sindacale: la Svizzera è fuori dalla lista nera

Il Comitato per l’applicazione delle norme dell’ILO (Organizzazione internazionale del lavoro) ha ritenuto che le preoccupazioni sulla libertà sindacale in Svizzera fossero meno pressanti rispetto alla situazione in altri paesi

Tutela sindacale: la Svizzera è fuori dalla lista nera
Foto Maffi

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GINEVRA - L’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) non ha inserito la Svizzera in una lista nera di 25 paesi che tutelano in modo insufficiente i sindacalisti. La Confederazione figurava su un primo elenco di 40 stati accusati di aver violato i loro obblighi internazionali in materia sindacale.

Era nel mirino per le condizioni di licenziamento dei lavoratori attivi nei sindacati. Il diritto svizzero considera abusiva la rottura del rapporto lavorativo quando essa è legata ad un’attività sindacale legale. Tuttavia, l’indennità massima è di sei mesi di stipendio. E secondo l’ILO, questa compensazione non è sufficiente.

Il Comitato per l’applicazione delle norme dell’ILO oggi ha comunque ritenuto che le preoccupazioni sulla libertà sindacale in Svizzera fossero ben meno pressanti rispetto alla situazione in altri paesi.

Ieri, in occasione dell’apertura della Conferenza per il centenario dell’ILO a Ginevra, il consigliere federale Alain Berset, responsabile della socialità, aveva dichiarato che il collega Guy Parmelin, ministro dell’economia, ha previsto di avviare una mediazione tra datori di lavoro e sindacati. Berset aveva auspicato «una soluzione soddisfacente per tutti» in tempi rapidi.

Oggi l’Unione sindacale svizzera (USS) si è detta contenta «dei segnali lanciati dal padronato, che intende trovare delle soluzioni al problema».

In caso di licenziamento abusivo i sindacati auspicano un’indennità di almeno dodici mesi di salario e la possibilità di riassunzione, mentre i datori di lavoro si oppongono a un aumento del compenso.

Viste le proposte di Parmelin, l’USS ha approvato lo stralcio della Svizzera dai paesi inadempienti, ma aggiunge che manterrà «una forte pressione» affinché ci siano miglioramenti. Ricorda inoltre che la Svizzera dovrà di nuovo rendere conto all’ILO tra un anno.

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