UDC, Chiesa candidato unico alla presidenza

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La Commissione cerca dell’UDC suggerisce ai vertici del partito di eleggere il consigliere agli Stati ticinese

UDC, Chiesa candidato unico alla presidenza
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(Aggiornato alle 23.38) Colpo a sorpresa in casa UDC. Il consigliere agli Stati Marco Chiesa ha la strada spianata per diventare presidente del partito. Confrontata da mesi con la ricerca del candidato ideale per la successione del dimissionario Albert Rösti, la Commissione cerca ha fatto sapere in serata che propone alla Direzione di eleggere il «senatore» ticinese. Chiesa figura come candidato unico. La Direzione si riunirà la settimana prossima e poi darà la sua indicazione. Il voto finale spetterà il 22 agosto all’Assemblea dei delegati in programma a Brugg (AG).

«Sono pronto a fare la mia parte. È una grande sfida», ha commentato a caldo il consigliere agli Stati, da noi interpellato. «Il fatto che la commissione cerca abbia scelto un rappresentante della Svizzera latina è un punto di orgoglio. All’interno del partito hanno dunque riconosciuto anche l’importanza delle regioni di frontiera, che sono sotto pressione a causa della libera circolazione delle persone».

Chiesa, che in veste di vicepresidente è già inserito da due anni nel vertice del principale partito svizzero, era stato interpellato sin dal mese di febbraio ma aveva declinato l’offerta, in considerazione degli impegni politici, professionali e familiari. Avevano fatto altrettanto personaggi quotati come i consiglieri nazionali Marcel Dettling (SV) e Franz Grüter (LU). Il ticinese – viene sottolineato dalla commissione in una nota – è uno dei più giovani rappresentanti del Consiglio degli Stati ed è un candidato convincente con una chiara visione politica che pone al centro il benessere della Svizzera e della sua popolazione. La commissione si felicita del fatto che il candidato provenga dalla parte latina del Paese, zona nella quale il partito si vuole rinforzare, in particolare in Romandia. Oltre a questo , rileva la commissione, provenendo da un cantone di confine, Chiesa lotta da anni contro l’immigrazione incontrollata, il traffico sulle strade, i crescenti prezzi degli immobili e la concorrenza sleale sui mercati, che provocano dumping salariale.

Fino a ieri i candidati ufficialmente in corsa erano due: il consigliere nazionale zurighese Alfred Heer (ZH) e il collega argoviese Andreas Glarner. Nessuno dei due comunque faceva l’unanimità all’interno dell’organo presieduto dall’ex capogruppo alle Camere Caspar Baader, incaricato di trovare il profilo giusto per presiedere il partito. Il consenso invece è stato trovato sulla figura di Marco Chiesa, a pochi giorni dalla scadenza del termine per proporre i nomi alla Direzione. «Ci siamo sentiti, anche perché oltre ad essere colleghi a Berna siamo anche amici. Sia Heer sia Glarner si sono espressi favorevolmente sulla mia candidatura», ha dichiarato il ticinese. Lo stesso Glarner ha detto al «Blick» che quella di Chiesa è «un’ottima soluzione».

A farlo tornare sui suoi passi dopo il primo rifiuto di febbraio sono stati i cambiamenti intervenuti nel frattempo a livello professionale e il sostegno della famiglia. Chiesa lascerà la direzione della casa anziani «Opera Mater Christi» di Grono, dove ha lavorato per 15 anni, per iniziare un’attività indipendente. «Abbiamo davanti i temi della libera circolazione delle persone, dell’accordo quadro con l’UE, della legge sul CO2, fondamentali per il Ticino. In febbraio non c’erano le condizioni».

Sposato e padre di due bambini, 46 anni, Chiesa si è laureato in economia d’impresa all’Università di Friburgo. A Berna dal 2015, dopo un quadriennio al Nazionale lo scorso ottobre è riuscito a sorpresa a conquistare la poltrona degli Stati.

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