Un certificato COVID «light» per proteggere i dati

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La proposta è stata avanzata dall’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza - La versione ridotta, dovesse essere accettata dal Consiglio federale, non conterrebbe le informazioni sanitarie dell’utente e sarebbe considerata valida in Svizzera grazie a un codice QR firmato

Un certificato COVID «light» per proteggere i dati
© CdT/Chiara Zocchetti

Un certificato COVID «light» per proteggere i dati

© CdT/Chiara Zocchetti

Dal 12 luglio dovrebbe essere possibile generare, nell’apposita applicazione, una versione «light» del certificato COVID, riducendo al minimo indispensabile i dati che contiene.

La proposta è stata avanzata dall’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT), indica oggi il Dipartimento federale delle finanze (DFF).

L’applicazione di verifica utilizzata da terzi può in teoria essere programmata non solo per controllare la validità o meno di un certificato, ma anche per leggere i dati relativi alla salute dell’utente, viene rilevato, aggiungendo che la versione «light» non conterrebbe informazioni sanitarie e sarebbe considerata valida in Svizzera grazie a un codice QR firmato.

Il progetto di modifica dell’ordinanza sui certificati Covid-19 preciserà inoltre che i certificati per i vaccini autorizzati in Svizzera possono essere rilasciati solo se l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha reso noto le raccomandazioni corrispondenti. Queste includono il numero di dosi necessarie perché una vaccinazione sia considerata completa.

La consultazione con i cantoni dura fino al 22 giugno. Il Consiglio federale prenderà una decisione il 30 giugno, in vista dell’entrata in vigore del regolamento il 12 luglio.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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