Un formulario che porta burocrazia o trasparenza?

verso il 26 settembre

I ticinesi si esprimeranno sull’introduzione obbligatoria in caso di penuria di alloggi del formulario di inizio locazione - Per i favorevoli permette di frenare il continuo aumento delle pigioni, mentre per i contrari crea solo inutili oneri amministrativi

Un formulario che porta burocrazia o trasparenza?
© CdT/Zocchetti

Un formulario che porta burocrazia o trasparenza?

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Il 26 settembre in Ticino si voterà sull’iniziativa «No alle pigioni abusive, sì alla trasparenza: per l’introduzione del formulario ufficiale di inizio locazione». Ecco quello che c’è da sapere.

1. Su che cosa voteremo il 26 settembre?

I ticinesi sono chiamati a esprimersi sull’iniziativa popolare «No alle pigioni abusive, sì alla trasparenza: per l’introduzione del formulario ufficiale ad inizio locazione». I promotori del testo nel 2018 hanno raccolto 7.606 firme (a fronte delle 7 mila necessarie). Una maggioranza del Gran Consiglio (43 voti a 18) ha però bocciato l’iniziativa e sarà dunque il popolo, il 26 settembre, ad avere l’ultima parola.

2. Che cosa prevede l’iniziativa?

Il testo chiede di introdurre l’obbligatorietà, in caso di penuria d’alloggi, del formulario ufficiale in caso di stipulazione di un contratto di locazione. Il documento dovrà contenere le informazioni sulla pigione precedente e su quella all’entrata del nuovo inquilino, così come le motivazioni di un eventuale cambiamento di pigione. Lo scopo dell’iniziativa è di frenare l’aumento degli affitti al momento del cambio d’inquilino e creare trasparenza nel settore. E questo perché, come previsto già oggi dal Codice delle obbligazioni, il nuovo inquilino può contestare presso l’autorità di conciliazione (entro 30 giorni dalla consegna dell’appartamento) la liceità della pigione iniziale e domandarne una riduzione, ad esempio, in caso di un aumento sproporzionato e non giustificato.

3. Che cosa cambierebbe rispetto alla situazione attuale?

Oggi non esiste a livello federale l’obbligo di usare tale formulario. Tuttavia, lo stesso Codice delle obbligazioni prevede la possibilità per i Cantoni di introdurlo in caso di penuria di abitazioni. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, per «penuria di abitazioni» si intende un tasso di alloggi vuoti inferiore al 2%. Ad oggi, sette Cantoni (Zugo, Zurigo, Friburgo, Vaud, Neuchâtel, Ginevra e Basilea Città) hanno deciso di introdurre il formulario ufficiale. Se l’iniziativa venisse approvata dal popolo, in Ticino in caso di penuria di alloggi il Consiglio di Stato sarebbe tenuto a dichiarare obbligatorio il formulario su tutto il territorio cantonale o in determinati distretti. Non sarebbe più una facoltà, bensì un obbligo. In questo caso, però, la soglia per definire la «penuria di abitazioni» verrebbe fissata a un tasso dell’1,5% di abitazioni vuote (in tutto il Cantone oppure in un distretto) per almeno due anni.

4. Quali sono gli argomenti dei contrari?

I contrari all’iniziativa fanno innanzitutto notare che oggi in Ticino non c’è penuria di alloggi. Al 1. giugno 2020 il tasso di abitazioni vuote si attestava al 2,7%, un dato in continua crescita e che contribuisce a mantenere basse (e in calo) le pigioni. Inoltre, viene evidenziato che già oggi il Codice delle obbligazioni permette al nuovo inquilino di chiedere che gli sia comunicato l’ammontare pagato da quello precedente. Per il comitato si tratta dunque di un’ingerenza ingiustificata nella libertà contrattuale tra le parti. Un’ingerenza che andrebbe pure a creare ulteriore burocrazia e oneri amministrativi, i cui costi alla fine sarebbero addebitati agli inquilini stessi. Oltre a ciò, aumenterebbero pure le contestazioni presso l’autorità di conciliazione. E più in generale si andrebbe a creare maggiore conflittualità nel rapporto tra proprietari e inquilini, «i quali in Ticino presentano invece un grado di soddisfazione elevato circa la propria situazione abitativa».

5. Quali sono gli argomenti dei favorevoli?

I favorevoli al testo rimarcano innanzitutto che in Svizzera e in Ticino le pigioni sono già troppo alte e continuano ad aumentare. Inoltre, secondo i favorevoli l’argomento per cui «esiste già la possibilità per il Consiglio di Stato di rendere obbligatorio il formulario» è nulla, e questo perché ad oggi questa possibilità non è mai stata invocata in Ticino. Il comitato promotore nell’opuscolo informativo fa inoltre notare che il mercato immobiliare è poco trasparente: «Alla firma di un nuovo contratto l’inquilino non sa se la pigione precedente sia stata aumentata e se sì per quali motivi. Senza che l’inquilino debba chiederli espressamente, il formulario ufficiale permette di conoscere questi dati, migliorando il rapporto fra inquilino e proprietario». Inoltre, l’introduzione del formulario andrebbe a tutelare anche il proprietario poiché potrà «dimostrare la liceità di quanto chiede e in generale la sua correttezza». Anche i favorevoli riconoscono che già oggi il conduttore può contestare la pigione iniziale. Tuttavia fanno notare che oggi è semplicemente «troppo difficile farlo».

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