Un germanofono alla Posta, il Ticino non ci sta

Polemica

La notizia della probabile designazione di uno svizzero-tedesco nel CdA del gigante giallo fa scatenare il putiferio — La deputazione protesta: la Svizzera italiana va finalmente presa in considerazione — Interviene anche il Consiglio di Stato

Un germanofono alla Posta, il Ticino non ci sta
Dall’anno scorso il CdA della Posta ha vissuto tre sostituzioni, includendo quella discussa attualmente. © CdT/Archivio

Un germanofono alla Posta, il Ticino non ci sta

Dall’anno scorso il CdA della Posta ha vissuto tre sostituzioni, includendo quella discussa attualmente. © CdT/Archivio

Dopo il caso Pardini è di nuovo polemica per una designazione in seno al CdA della Posta. L’intenzione che avrebbe il Consiglio federale di nominare un candidato germanofono, come riportato giovedì dal nostro giornale, non è piaciuto alla deputazione ticinese alle Camere federali, che in un comunicato ha ribadito «l’importanza di un’equa rappresentanza di tutte le componenti culturali della Svizzera in seno a organi di direzione superiori delle imprese parastatali».

Il candidato prescelto del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) sarebbe Dirk Reich, membro di numerosi CdA nel settore della logistica (tra cui quello di Kühne & Nagel, azienda per il quale ha lavorato per un totale di 20 anni), scrive il «Nebelspalter». La sua nomina sarebbe...

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