Una donna alla testa del PS?

politica

A poche ore dall’annuncio delle dimissioni di Levrat, si susseguono diverse ipotesi - Il partito sarebbe alla ricerca di una donna svizzerotedesca

Una donna alla testa del PS?
© KEYSTONE/Anthony Anex

Una donna alla testa del PS?

© KEYSTONE/Anthony Anex

Il presidente del PS Christian Levrat cede il testimone. A poche ore dall’annuncio delle dimissioni, tutto fa ritenere che il Congresso del partito, in agenda il prossimo aprile, porrà una donna, preferibilmente delle giovani generazioni, alla guida dei socialisti svizzeri.

Il Congresso, la più alta autorità del partito, si terrà il 4 e 5 aprile prossimi a Basilea. L’annuncio dell’apertura del processo di candidatura avverrà il prossimo 11 dicembre, in occasione dell’invio dei documenti dell’assemblea alle sezioni, indica una nota diramata stamani dal partito. Le candidature dovranno essere presentate entro il 19 febbraio. Poi la presidenza del comitato direttivo del PS chiederà la nomina di una commissione elettorale.

Malgrado i tempi dilatati delle istituzioni del partito, oggi è già tutto un susseguirsi di ipotesi e auspici sul futuro capo dei socialisti. I quotidiani friburghese La Liberté e zurighese Blick, a cui Levrat, 49 anni, ha rivelato di non volersi ricandidare in aprile, per primi plasmano ipotesi che poi sono in buona parte ribadite in giornata.

Internamente il partito sarebbe alla ricerca di una donna svizzerotedesca. Un altro scenario vede una possibile copresidenza, in cui una donna sarebbe affiancata da un uomo. Tra i nomi più gettonati vi sono quelli delle consigliere nazionali Flavia Wasserfallen (BE), 40enne, già alla testa della segreteria del partito, Mattea Meyer (ZH), 31 anni, e Barbara Gysi (SG), attuale vicepresidente del PS, che con i suoi 55 anni avrebbe però lo svantaggio dell’età, non incarnando il cambio generazionale a cui punterebbero i vertici.

Per il momento però le Donne socialiste affermano di non avere un candidato pronto. Naturalmente vi è il desiderio di portare un’esponente femminile ai vertici, ma attualmente non è ancora il caso di avanzare nomi, ha indicato a Keystone-ATS la copresidente Natascha Wey. Visto l’»immenso onere» della carica, le donne socialiste sono inoltre aperte a varie costellazioni.

Altri nomi emersi in giornata hanno sin d’ora rinunciato. La consigliera nazionale Marina Carobbio (TI) - che il politologo ticinese di area socialista Nenad Stojanovic vedrebbe di buon occhio alla testa del PS - interrogata da Tio/20minuti, si chiama fuori. «Sono dell’idea che serva un cambio generazionale. Concordo però che, dopo tanti anni di presidenza maschile, sia il momento di avere di nuovo una guida femminile». «Non sarà a disposizione» neppure la consigliera nazionale Nadine Masshardt (BE). E se dovesse prevalere lo scenario bicefalo uomo-donna, ha già rinunciato anche Jon Pult (GR), appena eletto in Consiglio nazionale, che ha fatto sapere di sostenere una candidatura femminile.

Accanto a Stojanovic, anche per il noto politologo Michael Hermann, direttore dell’istituto Sotomo di Zurigo, ritiene che vi sia una «forte pressione» affinché a Levrat subentri una donna. In una nota, la Gioventù socialista (GISO) auspica vertici più giovani, più femminili e portati a proporre «coraggiose alternative, invece che biechi compromessi». «La nuova presidenza deve offrire un’alternativa globale di sinistra e rafforzare il carattere di movimento del PS», afferma la presidente dei giovani socialisti Ronja Jansen, citata nel comunicato.

Nella sua nota di stamani, che ha il sapore di un primo commiato dal suo presidente uscente, il PS celebra Levrat proprio per la sua capacità di rafforzare il carattere di movimento del partito. L’interessato, che a La Liberté e al Blick ricorda di aver preso la decisione di lasciare la presidenza già da tempo, si assume solo una parte della responsabilità del calo di consensi nell’elezione del Consiglio nazionale del 20 ottobre. Tutti i grandi partiti, fa notare, sono scesi al loro livello più basso da anni a questa parte.

Levrat ha assunto la guida del PS nel 2008. Per il friburghese, brillantemente rieletto domenica nel Consiglio degli Stati, uno dei momenti forti della sua carriera politica è stata l’elezione in Consiglio federale di Eveline Widmer-Schlumpf nel 2007.

Il presidente socialista cita anche i successi ottenuti in diverse votazioni, come i no all’abbassamento del tasso di conversione del secondo pilastro nel 2009, ai jet da combattimento Gripen nel 2014 e alla Riforma III dell’imposizione delle imprese nel 2017. L’accettazione dell’iniziativa dell’UDC «Contro l’immigrazione di massa» è invece il suo più grande smacco.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Svizzera
  • 1
  • 1