Uso di pesticidi, respinte alcune proposte del Nazionale

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Servono norme più vincolanti tuttavia alcune disposizioni proposte dalla Camera bassa sono state respinte dagli Stati

Uso di pesticidi, respinte alcune proposte del Nazionale
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L’uso dei pesticidi deve essere sottoposto a norme più vincolanti. Tuttavia talune disposizioni non piacciono al Consiglio degli Stati, che oggi ha respinto diverse proposte del Nazionale. Il dossier ritorna quindi alla Camera del popolo.

Il progetto mira a proteggere meglio le falde freatiche e a rispondere alle due iniziative popolari sull’acqua potabile e per il divieto dei pesticidi sulle quali il popolo si esprimerà in giugno. I rischi legati all’uso dei prodotti fitosanitari dovranno essere ridotti del 50% entro il 2027.

Il dossier, già trattato una prima volta dalle due Camere, consente di regolamentare l’utilizzo dei pesticidi in modo più severo e a ridurre considerevolmente i rischi per l’essere umano, gli animali e l’ambiente. Mira anche a proteggere le acque di superficie, gli habitat semi-naturali e le acque sotterranee usate come acqua potabile.

Obbligo di notifica allentato

Tuttavia, alcune novità introdotte dal Nazionale non sono piaciute ai «senatori». Nella legge sull’agricoltura, essi sono tornati alla carica sull’obbligo di comunicare le forniture di alimenti per animali e concimi alla Confederazione.

Contro il parere della commissione, seppur di strettissima misura (23 voti a 22), gli Stati hanno adottato una proposta di Beat Rieder (Centro/VS) che chiede di non imporre tali notifiche per gli alimenti importati. Secondo il Centro e la destra, tali obblighi di notifica creano un onere amministrativo supplementare per le aziende agricole.

La sinistra ha combattuto invano quello che considera un passo indietro. Si tratta di non svuotare della loro sostanza le nuove disposizioni che vanno nella direzione delle due iniziative popolari, ha sottolineato Roberto Zanetti (PS/SO).

Anche il ministro dell’economia Guy Parmelin ha precisato che gli alimenti per animali sono altrettanto importanti dei concimi: 49’000 tonnellate di azoto sono utilizzate mediante gli alimenti concentrati a fronte di 47’000 tonnellate di concimi minerali. Senza i dati sugli alimenti per animali, non si può stilare un bilancio globale dei fertilizzanti, ha aggiunto il consigliere federale.

Cantoni risparmiati

Nella legge sulla protezione delle acque, i «senatori» non hanno inoltre voluto obbligare i cantoni a delimitare zone di estrazione d’acqua d’interesse generale fino al 2035. La maggioranza, con 26 voti contro 14 e 1 astenuto, ha ritenuto che i cantoni si vedrebbero imposti troppi obblighi senza essere stati preventivamente consultati.

Adèle Thorens (Verdi/VD) ha ricordato che questo obbligo per i cantoni non è una novità. La legge consentirà di sostenere un processo in corso, ha aggiunto invano.

Suisse-Bilanz

Infine, il Consiglio degli Stati - con 26 voti contro 15 e 2 astenuti - ha approvato una mozione della sua commissione che chiede di adattare Suisse-Bilanz, uno strumento per il computo della fertilizzazione. Tale bilancio dovrebbe tener conto del potenziale di rendimento delle colture nonché del consumo di foraggio, un adeguamento condiviso da tutti gli ambienti interessati.

Ma il punto più controverso della mozione riguardava il mantenimento della tolleranza del 10% attualmente in vigore e che la Politica agricola 2022 (PA22+) vuole abolire. Secondo Parmelin, tale margine era comprensibile in passato, poiché all’epoca della sua introduzione Suisse-Bilanz non era molto preciso. «Ma oggi questo margine di manovra non è più giustificato».

Il consigliere federale non è però riuscito a convincere il plenum. Stando a Peter Hegglin (Centro/ZG) questa base è dettagliata. Occorre quindi mantenere una soglia di tolleranza in particolare in caso di condizioni eccezionali, ad esempio di tipo meteorologico.

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