Vacanze invernali, forte calo nelle prenotazioni

Turismo

Lo rivela un sondaggio di Svizzera Turismo: le riservazioni per il periodo natalizio sono del 19% inferiori rispetto al 2019, mentre per febbraio la contrazione è del 28%

Vacanze invernali, forte calo nelle prenotazioni
© Keystone/Dominic Steinmann

Vacanze invernali, forte calo nelle prenotazioni

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Si annuncia una stagione invernale difficile per alberghi e impianti di risalita nelle regioni di montagna elvetiche: le prenotazioni per il periodo natalizio sono del 19% inferiori a quelle del 2019, stando a un sondaggio realizzato a fine ottobre presso gli operatori del ramo da Svizzera Turismo, che ha avviato un battage pubblicitario. Per le cosiddette «Sportferien», cioè le settimane bianche di febbraio, la contrazione è addirittura del 28%, si legge in un comunicato odierno dell’organizzazione di promozione del turismo elvetico. L’organismo avanza anche una stima dei pernottamenti in montagna per l’intera stagione invernale: è attesa una contrazione del 22% in confronto all’ultima stagione totalmente non toccata dalla pandemia di coronavirus, quella 2018/2019. Mancheranno completamente i turisti provenienti da nazioni oltre Oceano, mentre per quanto riguarda gli ospiti europei è pronosticano un calo del 51%. La progressione degli svizzeri, che dovrebbe essere pari al 9%, non basterà per compensare la tendenza generale.

Svizzera Turismo ha lanciato oggi a Zurigo la campagna pubblicitaria invernale, che mostra 100 attività che possono essere fatte nelle varie regioni linguistiche del paese. Un approccio soprattutto digitale che vuole spingere gli abitanti dei 26 cantoni a viaggiare in patria. Per quanto riguarda gli altri paesi, Svizzera Turismo si basa invece su un sistema dinamico che può essere adattato a seconda della situazione pandemica.

L’avvio della stagione viene sostenuto anche da due consiglieri federali. La presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga si dice convinta che molto sarà possibile quest’inverno, a patto che le cifre dell’epidemia possano essere ridotte. «Conto su tutti per fare di questo inverno un buon inverno», afferma la politica socialista. Da parte sua il collega di esecutivo e responsabile dell’economia (e del turismo) Guy Parmelin fa sapere che il Consiglio federale farà tutto il possibile per garantire che le condizioni quadro per il turismo siano corrette e che gli ospiti possano godere di vacanze sicure e nella giusta atmosfera. «Rimanete in Svizzera, godetevi il nostro paese, e noi, autorità e i professionisti del turismo, ci prenderemo cura della vostra sicurezza», afferma il ministro UDC.

Svizzera Turismo parla di «grandi sfide» e di «misurata fiducia» nella stagione. Il ruolo dell’organizzazione è stato peraltro criticato negli ultimi mesi: taluni si sono chiesti se valga veramente la pena spendere milioni di franchi per convincere gli svizzeri a fare vacanze in patria, cosa che farebbero comunque, vista la situazione sanitaria, indipendentemente dai messaggi pubblicitari.

Sotto accusa, per quanto riguarda gli sport invernali, sono inoltre le tariffe sempre più elevate degli impianti di risalita. Uno dei periodici più diffusi del paese, il bimensile «K-Tipp», non ha esitato a descrivere gli sciatori come «mucche da mungere su sci» in relazione ai prezzi cosiddetti dinamici. Un sistema, ha denunciato la rivista di difesa dei consumatori, per imporre aumenti tariffari in modo non trasparente. Anche il relazione alla crisi del coronavirus il giudizio è impietoso: secondo un altro periodico, «Saldo», le disposizioni che i gestori degli impianti di risalita inseriscono nelle clausole dei contratti sono poco favorevoli ai clienti: il rischio di chiusura degli impianti verrebbe insomma ribaltato praticamente totalmente sulle spalle dei turisti.

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