Vaccino raccomandato alle donne incinte, terza dose a immunodepressi

Pandemia

Gli esperti della Confederazione fanno il punto sulla situazione epidemiologica: «Se la Svizzera vuole discutere l’abolizione delle misure di protezione, il tasso di copertura vaccinale deve essere più alto»

 Vaccino raccomandato alle donne incinte, terza dose a immunodepressi
©AP Photo/Jae C. Hong

Vaccino raccomandato alle donne incinte, terza dose a immunodepressi

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La situazione della pandemia in Svizzera resta «in una certa misura» preoccupante: i casi di coronavirus sono stabili ma a livelli elevati e nelle terapie intensive la condizione permane tesa. La vaccinazione contro la COVID-19 resta un importante mezzo per limitare la diffusione del virus motivo per cui viene fortemente raccomandata ai giovani e ora anche alle donne incinte a partire dalla 12esima settimana, maggiormente soggette a decorsi gravi della malattia. Lo hanno dichiarato oggi gli esperti della Confederazione nel settimanale incontro con i media.

Difficile prevedere quale sarà lo sviluppo della pandemia in particolare con l’arrivo dei giorni freddi, ha detto il responsabile della sezione crisi dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) Patrick Mathys. Attualmente il numero di casi giornalieri è stabile tra i 2’000 e i 3’000 e il coronavirus circola soprattutto tra la popolazione mobile. Tre quarti delle persone ricoverate hanno più di 40 anni e l’80% delle unità di terapia intensiva sono occupate, un terzo delle quali da persone infettate dal coronavirus.

Attualmente in Svizzera la richiesta di vaccinazione è più elevata (in media 27’000 al giorno) rispetto alle settimane scorse. Tuttavia il tasso di copertura è ancora troppo basso e la proporzione di popolazione non immunizzata ancora troppo alta per evitare che la pandemia si diffonda ulteriormente, ha puntualizzato Mathys.

Se la Svizzera vuole discutere l’abolizione di tutte le misure di protezione contro il coronavirus - come è il caso in Danimarca, per esempio - il tasso di copertura vaccinale deve essere più alto, e va in particolare aumentato tra i più giovani, in quanto è proprio tra questa fascia della popolazione che il virus circola maggiormente, ha affermato.

Mathys, secondo cui un buon 40% dei ragazzi tra i 10 e i 19 anni di età ha già ricevuto la prima dose, ha detto che oggi l’UFSP ha lanciato una nuova campagna vaccinale principalmente rivolta agli adolescenti e ai giovani adulti.

Vaccinazione raccomandata a donne incinte

La Commissione federale per le vaccinazioni (CFV) e l’UFSP raccomandano inoltre da subito la vaccinazione contro il coronavirus anche a tutte le donne incinte a partire dalla dodicesima settimana. Le donne in gravidanza ha spiegato Christoph Berger, presidente della CFV, hanno spesso un decorso più grave della malattia rispetto alle altre persone. L’immunizzazione è anche raccomandata alle donne che allattano o che stanno pianificando una gravidanza, ha precisato.

Sempre più dati mostrano che i benefici della vaccinazione per le donne incinte superano i rischi di contrarre la malattia, ha detto Berger, giustificando la decisione. Per le donne in stato interessante - ha spiegato - vi è un maggior rischio di ricovero in ospedale e persino di finire in terapia intensiva. Oltre a ciò vi è anche un rischio di aborto spontaneo.

Su 150’000 donne incinte vaccinate negli Stati Uniti non sono mai state osservate gravi conseguenze, ha detto, aggiungendo che una raccomandazione di vaccinazione per le madri in attesa esiste anche in altri Paesi: più recentemente è stata fatta in Germania. Non bisogna inoltre temere alcun problema riguardo alla fertilità né per la donna né per l’uomo.

Il motivo per cui la vaccinazione alle donne incinte viene raccomandata a partire dalla 12esima settimana, ha spiegato Berger, rispondendo a una domanda, è semplicemente dovuta al fatto che nelle prime settimane possono verificarsi malformazioni e aborti spontanei indipendentemente dalla vaccinazione per cui gli esperti vogliono semplicemente escludere una correlazione tra questi eventi e l’immunizzazione.

Terza dose solo per persone immunodepresse

Le persone gravemente immunodepresse in Svizzera ricevono attualmente una terza dose di vaccino contro il coronavirus. La CVF non raccomanda tuttavia attualmente un terzo richiamo per il resto della popolazione, indipendentemente dall’età o da malattie preesistenti, ha detto Berger.

Nel caso di pazienti immunodepressi, non è chiaro se hanno risposto bene alla prima o alla seconda dose, ha spiegato Berger. Questi sono, per esempio, i pazienti che hanno subito un trapianto di rene o quelli con determinate malattie. La vaccinazione è quindi raccomandata per loro, ha detto.

La raccomandazione di vaccinazione è basata su una strategia sanitaria, ha poi aggiunto Berger. La vaccinazione di richiamo non è ancora stata approvata in Europa, ha detto. Estendere la copertura vaccinale rimane la migliore strategia nella lotta contro la pandemia.

Secondo Rudolf Hauri, presidente dell’Associazione dei medici cantonali svizzeri, l’infezione di adolescenti e giovani non può essere evitata. Tuttavia, test regolari e l’obbligo di indossare la mascherina a scuola possono permettere di evitare la diffusione incontrollata del virus.

Nelle scuole e negli asili, le regole di quarantena devono essere gestite in modo differenziato. Più alto è il tasso di copertura vaccinale, prima queste regole possono essere allentate, ha detto il Hauri.

Con l’introduzione del certificato COVID, la domanda di vaccinazioni e test è aumentata. Questa è una buona cosa, perché, ha puntualizzato Hauri, le unità di terapia intensiva sono particolarmente sollecitate e le capacità non possono essere ampliate.

Per poter offrire un vaccino alternativo, la Confederazione è in trattative con Johnson & Johnson, ha spiegato da parte sua Mathys. Sarebbe destinato alle persone che non possono essere vaccinate con una sostanza mRNA per motivi medici. Ma non c’è ancora un contratto.

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