Verdi: rilanciare la collaborazione con l’Europa e affrontare il clima

Assemblea dei delegati

Il presidente degli ecologisti ha sottolineato l’importanza di un patto che non rinforzi soltanto la biodiversità, ma che si preoccupi anche degli impieghi di domani

Verdi: rilanciare la collaborazione con l’Europa e affrontare il clima
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I Verdi vogliono rilanciare la collaborazione con l’Europa per far fronte alla doppia crisi del clima e della biodiversità. È questa in definitiva la vera crisi sanitaria, ha sostenuto il presidente Balthasar Glättli, durante l’assemblea dei delegati tenutasi online.

Se la variante Omicron e gli ospedali sotto pressione si sono invitati nel suo discorso, l’iniziativa in favore del clima è stata al centro dell’assemblea. Glättli ha chiesto un nuovo patto verde, un «Green New Deal, che protegga il clima producendo energia in modo diverso e che giri definitivamente la pagina del petrolio».

Un patto verde che non rinforzi soltanto la biodiversità, ma che si preoccupi anche degli impieghi di domani, ha sottolineato il presidente degli ecologisti. L’iniziativa pro-clima deve essere lanciata in collaborazione con il Partito socialista, ha aggiunto Glättli.

Il consigliere nazionale zurighese ha ribadito la volontà dei Verdi di rilanciare - tramite un’altra iniziativa - la cooperazione con l’Unione europea «laddove è essenziale». «Ciascun Paese ha il dovere di proteggere l’ambiente... Ma su scala europea, una protezione climatica comune è una leva molto più potente», ha dichiarato.

L’integrazione europea «è un’opportunità» per meglio proteggere insieme il clima e la biodiversità a livello mondiale, ha affermato Glättli. A suo avviso, deve pure favorire la protezione dei dati e la digitalizzazione responsabile di fronte ai giganti della tecnologia.

Vere sfide sanitarie oscurate

Secondo Glättli, il COVID-19 oscura le vere sfide sanitarie: «Canicole, siccità ed erosione della biodiversità rappresentano una minaccia fondamentale per la salute pubblica e molto più a lungo di qualsiasi pandemia», ha affermato davanti ai delegati che lo ascoltavano online.

Dopo le ondate di COVID-19, il presidente dei Verdi prevede una fase endemica, «una nuova normalità». Ma in materia di riscaldamento climatico, aspettare non è la strategia, ha dichiarato, rimproverando al Consiglio federale la sua mancanza di anticipazione nella gestione del coronavirus.

Mancanza di coraggio

«Se, per la pandemia questo più o meno funziona, per il clima non funziona affatto», ha sostenuto Glättli. A suo avviso, la nuova versione della legge sul CO2 è «un compromesso codardo ad minima», che illustra le esitazioni disastrose del governo.

«Ci impegniamo, laddove gli indecisi e gli assetati di potere in Consiglio federale non osano avventurarsi: ovvero sui due più grandi dossier, l’Europa e il clima», ha riassunto lo zurighese. «Tutte le decisioni che non prendiamo oggi continueranno ad avere un impatto sul riscaldamento climatico tra 100 anni», ha concluso Glättli.

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