PLR

Via al sondaggio liberale sul clima

Il partito vuole tastare il polso presso la sua base sulla questione ambientalista - Da domani al 21 aprile i membri possono dire la loro - Gössi: «Non si tratta di una mantellina verde da indossare in fretta nell’anno elettorale»

Via al sondaggio liberale sul clima
Petra Gössi. (Foto Keystone)

Via al sondaggio liberale sul clima

Petra Gössi. (Foto Keystone)

BERNA - Il PLR vuole tastare il polso presso la sua base per capire cosa questa pensa del dibattito sul clima. Da venerdì al 21 aprile i membri del partito potranno partecipare a un sondaggio online sul tema per dare spunti al partito. Il 2 maggio, sulla base dei risultati dell’inchiesta verranno tratte le prime conclusioni, che saranno poi presentate all’assemblea dei delegati in agenda il 22 giugno. Le risposte dell’inchiesta non sono vincolanti: cosa i vertici del partito farà con esse o se le pubblicherà sarà una decisione che verrà presa durante il processo. A spiegarlo è stata la presidente liberale Petra Gössi, che giovedì, insieme ad altri «colleghi di squadra», ha presentato il progetto.

Tramite il formulario di 17 pagine, preparato con l’assistenza dell’istituto di ricerca gfs.bern, i membri del PLR possono per esempio dire la loro su questioni come l’influenza dell’uomo sul cambiamento climatico, sulla necessità della politica di fare di più, sull’urgenza o meno per il PLR di rimboccarsi maggiormente le maniche in questo ambito, ma anche su misure concrete da proporre.

Gössi, che a febbraio aveva dichiarato che il suo partito si sarebbe occupato di più di ecologia, ha però sottolineato che la formazione lo farà mantenendo una linea liberale: no ai divieti, sì all’innovazione e all’imprenditoria. In che modo questa visione si differenzi da quella già adottata da tempo dai Verdi liberali il PLR non l’ha voluto rivelare. Ma con una lista di proposte passate ha sottolineato di aver già dimostrato un lato favorevole all’ambiente. «È vero che siamo arrivati un po’ tardi», ha detto la svittese, ma non si tratta di un tentativo di recuperare elettori dopo gli scioperi studenteschi sul clima e i successi dei partiti ecologisti. «Non si tratta di una mantellina verde da indossare in fretta nell’anno elettorale».

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