Viaggi in capsule all’interno di tubi: in Svizzera il primo impianto europeo

Hyperloop

Il Politecnico federale di Losanna (EPFL) e la start-up Swisspod hanno costruito la prima infrastruttura funzionante in Europa per i trasporti Hyperloop

 Viaggi in capsule all’interno di tubi: in Svizzera il primo impianto europeo
©KEYSTONE/Jean-Christophe Bott

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L’Hyperloop potrebbe essere il trasporto ad alta velocità del futuro per merci e passeggeri inviati in capsule all’interno di tubi a bassa pressione. Il Politecnico federale di Losanna (EPFL) e la start-up Swisspod hanno ora costruito il primo impianto di test funzionante in Europa.

L’infrastruttura del campus di Ecublens, appena inaugurata, ha la forma di un anello di alluminio fuso di 40 metri di diametro e 120 metri di lunghezza. La struttura, piena di sensori, è stata sviluppata dal Laboratorio dei sistemi elettrici distribuiti (DESL) del politecnico vodese e permetterà la simulazione di una pista Hyperloop infinita. Le prestazioni dei sistemi di propulsione (motori lineari a induzione e compressori d’aria) saranno testate nel vuoto in scala 1:6.

Il sistema Hyperloop, che è più pulito dell’aereo e più veloce del treno, potrebbe rivoluzionare la mobilità a lunga distanza, sottolinea un comunicato odierno dell’EPFL. I progetti si moltiplicano in tutto il mondo e il politecnico di Losanna non vuole essere da meno.

«La piccola pista di prova permette di studiare gli aspetti fondamentali della propulsione elettromagnetica e della levitazione delle capsule, con l’obiettivo di ottimizzare la loro progettazione e il funzionamento dell’infrastruttura Hyperloop», spiega nel comunicato Mario Paolone, direttore del Distributed Electrical Systems Laboratory (DESL).

Per le componenti il DESL ha una stampante 3D industriale che può produrre oggetti fino a 45 centimetri in vari materiali. Infine, un simulatore in tempo reale, per esempio un duplicato digitale, replicherà direttamente il comportamento delle reti di alimentazione

Una delle grandi sfide di Hyperloop è il sistema di propulsione. Per ridurre i costi, l’idea è che non sia l’infrastruttura, come nel caso del treno a levitazione magnetica, ma il veicolo, dotato di un motore lineare, a portare l’energia per l’azionamento. Ma sono ancora necessari significativi sviluppi tecnologici per raggiungere questo obiettivo, riconosce l’EPFL.

Il consumo di energia per passeggero dovrebbe essere di 10-50 Wh/km, a seconda della lunghezza del viaggio, ciò che corrisponde dalla metà a un decimo delle prestazioni di in un’auto elettrica.

Nel progetto LIMITLESS (Linear Induction Motor Drive for Traction and Levitation in Sustainable hyperloop Systems) sono partner la start-up Swisspod e la Scuola universitaria professionale del Canton Vaud (HEIG-VD). Il programma è cofinanziato da una borsa di Innosuisse, l’Agenzia svizzera per la promozione dell’innovazione.

Secondo la start-up Swisspod, citata nel comunicato stampa, una soluzione potrebbe essere sul mercato entro quattro o cinque anni.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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