Zone rurali: forte mobilitazione fatale a Legge sul CO2

Svizzera

È quanto emerge dall’analisi dei ricercatori dell’istituto gfs.bern

Zone rurali: forte mobilitazione fatale a Legge sul CO2
© CdT/Chiara Zocchetti

Zone rurali: forte mobilitazione fatale a Legge sul CO2

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La forte mobilitazione delle regioni rurali contro le due iniziative agricole in votazione lo scorso 13 di giugno, che chiedevano di vietare l’uso di pesticidi, ha contribuito ad affossare anche la Legge sul CO2. Contrari soprattutto gli elettori vicini a UDC, PLR e Centro.

A far pendere la bilancia dalla parte dei contrari alla Legge sul CO2 sono stati anche motivi di carattere finanziario - aumento costo benzina e biglietti aerei tra le altre cose, n.d.r - stando ai risultati dell’analisi Vox pubblicati oggi.

Per coloro che hanno respinto la legge, il rapporto costi/benefici non quadrava poiché avrebbe gravato eccessivamente sulle spalle delle piccole e media imprese, secondo i ricercatori dell’istituto gfs.bern che, per l’occasione, hanno interrogato 3.054 elettori.

Dall’indagine emerge anche che il 46% dei contrari è favorevole a un maggior impegno contro il cambiamento climatico. Tuttavia, la maggioranza non ha fiducia né nelle associazioni ambientaliste né nella scienza.

Politicamente, la maggior parte di coloro che hanno respinto il testo simpatizzano per l’UDC, il PLR e il Centro. L’atteggiamento di rifiuto cresce con l’aumentare dell’età.

Per una chiara maggioranza di favorevoli alla normativa, invece, la protezione dell’ambiente deve ricevere maggiore attenzione rispetto agli aspetti economici. Da qui anche l’urgenza di fare qualcosa.

Per gli autori del sondaggio, la mobilitazione contro le due iniziative agricole ha influenzato l’esito del voto riguardante la Legge sul CO2: il triplo no è addebitabile all’ampio sostegno ricevuto dalle zone rurali del Paese.

In merito alle due iniziative per una Svizzera senza pesticidi e per un’acqua potabile pulita, il «no» alle urne deve essere letto come un attestato di fiducia nell’agricoltura odierna. La maggior parte dei «no» è stata espressa da persone che hanno fiducia nel lavoro dei contadini.

In questo caso, dall’analisi del sondaggio, emerge che il fattore territoriale, ossia il luogo di residenza, ha avuto un impatto maggiore rispetto a criteri socio-demografici. Oltre a ciò, una quota importante di simpatizzanti dei Verdi liberali e del Partito socialista ha respinto le due iniziative.

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