Zurigo si ritira in casa

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Sulla Limmat ora si seguono le regole - A volte troppo: abitanti indicano alla Polizia movimenti sospetti e volti coperti in un centro; non erano ladri: solo dipendenti in mascherina - Due gruppi di 20 persone sciolti fra venerdì e sabato - A livello cantonale 140 segnalazioni nel weekend, ma «le norme sono osservate»

Zurigo si ritira in casa
Il 18 marzo le persone che passeggiavano ancora a Bellevue, vicino al lago, erano ancora diverse. ©KEYSTONE/Alexandra Wey

Zurigo si ritira in casa

Il 18 marzo le persone che passeggiavano ancora a Bellevue, vicino al lago, erano ancora diverse. ©KEYSTONE/Alexandra Wey

(Aggiornato 17:30) Domenica, ore 10:30. A Zurigo la Sechsenläutenplatz è vuota. Anche nei pressi della stazione centrale regna la calma. Una commessa del take away e negozio di alimentari Sapori d’Italia, proprio alla stazione, ci dice: «Chiaramente questo resta un punto di partenza e di arrivo, ma è molto calmo». I clienti, afferma, negli ultimi giorni sono diminuiti parecchio. Dopo la chiusura, venerdì pomeriggio, del lungolago, dell’Oberer Letten e di varie zone verdi della città, gli abitanti sembrano aver percepito il messaggio: è davvero giunto il momento di stare a casa.

«La popolazione rispetta le norme», ha scritto sabato la Polizia comunale in un comunicato. Le autorità hanno ricevuto, nel weekend, varie segnalazioni di persone che non si attenevano alle regole dettate dal Consiglio federale e dal Governo cantonale. In più casi, arrivata sul luogo indicato, la Polizia non ha però trovato gruppi che superassero le cinque persone e nei quali la distanza di sicurezza non fosse mantenuta. Nella notte fra venerdì e sabato, gli agenti sono invece dovuti intervenire per sciogliere due gruppi di circa 20 persone. Prima presso il centro comunale di Heuried (Kreis 3), poi nel parco (chiuso) della Bäckeranlage (Kreis 4).

Ladri? No, dipendenti

Sabato mattina la Polizia comunale si è recata presso un centro di vendita di apparecchi per l’udito nel Kreis 11. Agli agenti erano stati indicati movimenti sospetti con persone dal viso coperto. Ma invece di ladri, scrive la Polizia nel suo comunicato, nel centro vendita gli agenti hanno trovato solo i dipendenti. Indossavano mascherine protettive.

«Distribuire multe non è il nostro obiettivo»

Dal canto suo la Polizia cantonale ha ricevuto, fra venerdì sera e domenica pomeriggio, un totale di 140 chiamate. Controlli si sono svolti in tutto il cantone, si legge in un comunicato emanato poco fa. Controlli che sono avvenuti «seguendo il principio di proporzionalità»: «L’obiettivo della Polizia non è distribuire multe», cita il testo, bensì fare in modo che le regole per la protezione della popolazione siano applicate. Fino ad ora non c’è stato quindi bisogno di infliggere sanzioni. Nel cantone, in generale, sottolinea la Polizia, «ci si attiene bene alle norme».

Cento segnalazioni riguardavano assembramenti di giovani. Nella maggior parte dei casi, se all’arrivo degli agenti questi gruppi erano ancora compatti, è bastata qualche parola per farli sciogliere. Solo in singoli casi è stato necessario intervenire più drasticamente.

Il resto delle segnalazioni riguardavano invece negozi, ristoranti o altri locali pubblici. In pochi casi è stato necessario ammonire i proprietari. Per lo più dai controlli è emerso che le regole sono seguite e le norme igieniche e i divieti osservati.

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