L’evoluzione

Al lavoro con il robot,
ma non ci sostituirà

Al lavoro con il robot, <br />ma non ci sostituirà
Una ricerca presentata al World Economic Forum 2020 spiega come la creatività umana resterà indispensabile sul lavoro

Al lavoro con il robot,
ma non ci sostituirà

Una ricerca presentata al World Economic Forum 2020 spiega come la creatività umana resterà indispensabile sul lavoro

Inutile negarlo: l’invenzione – dalla fine dell’Ottocento in poi – di macchine sempre più intelligenti e performanti ha reso superfluo il lavoro manuale dell’uomo in molti campi. Fortunatamente, però, questo è avvenuto specialmente per le mansioni più faticose e ripetitive. Ecco che la tecnologia si è rivelata, nel corso degli anni, più un’alleata della qualità della vita dei lavoratori che una loro nemica. Tanto più se si considera che i macchinari necessitano il più delle volte di un’attenta supervisione umana.

Gli ultimi ritrovati tecnologici, tuttavia, uniti al recente lockdown, sembrano aver dato il via ad una nuova ondata di macchine capaci di sostituirci nella nostra professione. Un report sul futuro del lavoro, presentato al World Economic Forum 2020, mostra come in realtà anche l’uomo finirà per evolversi insieme al mercato occupazionale, sviluppando nuove competenze.

La ricerca, denominata «The Future of Jobs», ha analizzato 300 tra le imprese più grandi al mondo, che danno lavoro a circa otto milioni di persone. Oltre il 50% degli imprenditori presi in esame ha dichiarato di voler favorire l’automatizzazione di alcune mansioni aziendali. Una scelta che, per il 43% degli stessi, comporterà inevitabilmente dei licenziamenti.

Si tratta di un dato in linea con le previsioni a livello mondiale, che prevedono globalmente 85 milioni di posti di lavoro in meno entro il 2025. Operai di fabbrica e impiegati amministrativi: ecco le categorie maggiormente toccate dal cambiamento in arrivo.

Fortunatamente, sostengono i ricercatori, proprio mentre tali mansioni verranno meno, ne sorgeranno 97 milioni di nuove. Si tratterà di occupazioni in cui uomini e macchine dovranno cooperare, sfruttando le proprie caratteristiche migliori. L’uomo affiancherà alla regolarità e alla precisione del lavoro delle tecnologie la propria creatività e la capacità decisionale che lo contraddistingue. Anche la sua abilità nel comunicare resterà impagabile.

Proprio queste considerazioni fanno ipotizzare a Saadia Zahini del World Economic Forum che «in futuro le imprese più competitive saranno quelle che avranno investito di più nel capitale umano». Una bella notizia, insomma, che smentisce in modo categorico chi ipotizzava un mondo del lavoro alla Blade Runner. Economia verde, cloud computing e intelligenza artificiale: ecco i campi più gettonati, secondo i ricercatori. A venire meno saranno invece le professioni che oggi sono meno qualificate e pagate.

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