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Anche gli oggetti
si parlano

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La domotica sta entrando nella quotidianità

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La domotica sta entrando nella quotidianità

A qualcuno l’espressione “internet delle cose” non piace. In fondo, siamo abituati a considerare la rete come uno strumento di comunicazione tra noi e gli altri, attraverso gli ormai universali social network e social media, le email, le chat e qualunque altro canale ci venga messo a disposizione. Ma i refrattari dovranno abituarsi, e anche piuttosto in fretta. Non solo l’internet delle cose è già tra noi ma, soprattutto, diventerà sempre più diffusa e importante. Se gli esseri umani connessi tra loro sono oggi almeno 4 miliardi e potrebbero arrivare come massimo a 7 se tutti i viventi fossero inclusi, le cose in connessione ad altre cose, e a ciascuno di noi, saranno presto decine di miliardi. Sarà una rutilante allegoria di sensori immersi negli oggetti più disparati, dai motori di aereo ai frigoriferi di casa, che si scambieranno allegramente e continuamente dati senza intervento umano. Solo le informazioni rilevanti arriveranno a noi e ci cambieranno la vita, auspicabilmente per il meglio.

Volendo dare una definizione più precisa, l’internet delle cose (o Internet of Things, o IoT) è una tecnologia che consente di massimizzare le capacità di raccolta e di utilizzo dei dati da una moltitudine di fonti (prodotti industriali, sistemi di fabbrica, veicoli di trasporto...) a vantaggio di una maggiore digitalizzazione e automazione dei processi, della facoltà di sfruttare machine learning e intelligenza artificiale per creare nuovi business e servizi per clienti e consumatori. L’IoT nasce dalla convergenza tra sensoristica, elaborazione e comunicazione in rete di apparati digitali specializzati pensati per essere impiegati ovunque serva raccogliere ed elaborare informazioni, automatizzare o integrare il funzionamento di apparati diversi.
Secondo stime Gartner, entro il 2020 il numero dei dispositivi IoT in rete salirà a 20,4 miliardi rispetto a 8,4 miliardi nel 2018. Ma si arriverà a 50 miliardi nei due-tre anni successivi. IDC prevede che la spesa globale nei progetti IoT possa raggiungere 1,2 trilioni di dollari nel 2022, con una crescita media annua del 13,6% per i prossimi cinque anni. La spinta maggiore all’acquisto proviene da manufacturing e trasporti che arriveranno entrambi a circa 150 miliardi nel 2022.

Quali finora le principali applicazioni? L’IoT è fondamentale nei progetti per rendere intelligenti macchine e linee di produzione attraverso l’integrazione di sensori, attuatori e componenti di edge computing per elaborazione in tempo reale e quindi avvio di processi automatici e allarmi. Un macchinario dotato di sensori, o un motore di aereo o auto, un ponte, un palazzo di molti piani e altro ancora potranno comunicare in continuo il loro stato di salute avvertendo tempestivamente in caso di criticità o anche solo a scopo di manutenzione predittiva e preventiva. Un frigorifero o un magazzino industriale potranno verificare gli stock presenti e il grado di esaurimento per ordinare in automatico il rifornimento. Sensori nei metalli potranno misurare il grado di erosione o potenziale cedimento per i motivi più diversi e richiedere interventi tempestivi.
Importanti per tutti noi, in particolare, le applicazioni nella mobilità e nei trasporti: il controllo remoto della posizione e stato di funzionamento dei veicoli, la protezione degli occupanti in caso d’incidente, servizi assicurativi e di noleggio. Le centraline montate sui veicoli consentono di raccogliere dati per l’assistenza, l’ottimizzazione del funzionamento del mezzo e il miglioramento costruttivo e di sicurezza. Le capacità di collegamento via rete con i centri servizi permettono di adeguare i premi assicurativi ai km percorsi e allo stile di chi guida, rispondere prontamente e automaticamente alle emergenze. L’IoT permette di migliorare la gestione delle flotte, controllare il rispetto delle norme stradali, dei turni dei conducenti, valutare le condizioni del traffico. Il tutto a vantaggio dell’ottimizzazione di tempi, dell’affidabilità, ma anche della creazione di modelli di business innovativi nella mobilità e nei trasporti.

Ma i campi dove già si sta lavorando e da cui aspettarsi molte novità nel breve sono molteplici, dalla smart home e domotica agli edifici intelligenti, dal mondo biomedicale a tutti gli ambiti della telemetria, dalla sorveglianza allo smart agrifood e alla zootecnia. Esiste una vasta gamma di dispositivi che possono essere inseriti in una rete IoT: videocamere, rilevatori di luminosità, calore, umidità e onde magnetiche; sensori di movimento e prossimità e suono. E sempre più i dispositivi indossabili (wearable).
Occorrerà certamente porre molta attenzione alla diffusione e all’uso dell’internet delle cose. Le piattaforme IoT rischiano di diventare un bersaglio per sofisticati attacchi informatici che vogliano prendere di mira centrali elettriche o veicoli autonomi, o entrare nelle case gestite da sistemi di domotica. Ma, secondo gli esperti, moltissime applicazioni saranno possibili e di nullo interesse per i malintenzionati mentre per i sistemi più critici occorrerà scegliere le soluzioni migliori e più sicure. Di una cosa possiamo comunque essere certi: dopo quella degli umani, è iniziata l’era delle cose che parlano tra loro, ed è una rivoluzione che non si potrà più fermare.

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