Il futuro

Come funziona
l’identità elettronica

Come funziona <br />l’identità elettronica
Potenzialità e sviluppi dell’eID

Come funziona
l’identità elettronica

Potenzialità e sviluppi dell’eID

Nella vita di tutti i giorni è possibile dimostrare e comprovare la propria identità utilizzando il passaporto o la carta d’identità. Su internet, invece, la situazione è più complessa e fluida, proprio perché risulta attualmente complicato fornire tale prova univoca. Per tale motivo, occorre dotare anche il mondo digitale di una prova elettronica dell’identità, la cosiddetta «eID» (ovvero identità elettronica). E proprio in queste settimane cresce l’interesse su questo tema anche e soprattutto in vista della prossima votazione in programma per il 7 marzo 2021 (Legge Federale sui servizi di identificazione elettronica - ovvero la cosiddetta Legge sull’Ie, LSIe-FF 2019 5419).
Si tratta di un passaggio obbligato e previsto di consultazione popolare, che si colloca a seguito dell’approvazione da parte del Parlamento che ha approvato la Legge Federale sui servizi di identificazione elettronica nel settembre del 2019.

Va subito detto che con un’identità elettronica univoca, sicura, semplice e riconosciuta da tutte le pubbliche amministrazioni della Confederazione tutte le operazioni burocratiche diventeranno più facili, immediate e pratiche. Il tutto a portata di pochi click sia su supporti come i computer domestici sia su tablet e cellulari, che ormai sono di utilizzo più che quotidiano per tutti noi. In sintesi, le persone fisiche, ovvero tutti i cittadini, potranno registrarsi sui portali internet privati e pubblici per accedervi in ogni momento in modo sicuro e agevole. L’eID faciliterà i contatti con le autorità che sempre più spesso offrono i propri servizi anche mediante «sportelli virtuali». E in futuro, le applicazioni dell’e-government potrebbero essere utilizzate completamente in rete, come anche i servizi legati alla salute (e-health), che potranno essere integrati ed emessi secondo la legge del 19 giugno 2015.

Per comprendere quanto sia importante dotarsi di un proprio eID e di come si potrà utilizzarlo, è in programma per il prossimo 24 febbraio dalle ore 19.30 alle ore 20.30 un dibattito pubblico, promosso da ated-ICT Ticino, dal titolo: «Identità elettronica: cos’è e come funziona l’eID?». Sarà accessibile su Youtube e attraverso i canali social di ated-ICT Ticino. Parteciperanno all’appuntamento: l’Onorevole Norman Gobbi, Presidente del Consiglio di Stato; Daniel Seiler, Vice-capo ufficio dell’Inviato speciale per la politica estera e di sicurezza in ambito cyber; l’Avvocato Rocco Talleri, Studio Talleri Law ed Edoardo Montenegro, Consulente e Founder di società digitali, in collegamento da Copenaghen (Danimarca).

Abbiamo raggiunto proprio Edoardo Montenegro per avere un suo punto di vista su quanto sia importante oggi avere un proprio eID. «La Danimarca è una società digitale, grazie anche alla fiducia interpersonale fra i cittadini e alle ampie garanzie democratiche che lo Stato offre a persone e imprese. Ogni residente è riconosciuto dal CPR, il codice univoco per interagire con la pubblica amministrazione, i cui database sono fortemente integrati. Internet è nel 94% delle case ed è obbligatorio comunicare con la pubblica amministrazione attraverso Digital Post, un servizio pubblico di posta elettronica certificata aperto anche al settore privato (assicurazioni, banche, scuole, sindacati, ...). L’interfaccia per identificarsi e firmare digitalmente (NemID) è sempre la stessa, mentre ogni transazione fra i residenti e la pubblica amministrazione avviene su un conto corrente bancario scelto dal cittadino per questo scopo (NemKonto). Il denaro contante, infine, è scomparso dalla circolazione. Tutto ciò significa che la Danimarca risparmia circa 300 milioni di euro all’anno, mentre nel corso degli anni il tempo di elaborazione dei processi amministrativi è sceso del 30% e la trasparenza degli stessi è aumentata del 96%. Un’immensa quantità di tempo e di denaro torna nelle tasche e nelle vite dei cittadini, attivando un circolo virtuoso di fiducia che attrae persone, imprese e capitali e concorre fortemente alla crescita della produttività del lavoro, del livello dei salari e del prodotto interno lordo del Paese».

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