Geografia

Facciamo largo
al quinto oceano

Facciamo largo <br />al quinto oceano
L’oceano Antartico, grazie alle sue caratteristiche ospita interi ecosistemi assolutamente unici.

Facciamo largo
al quinto oceano

L’oceano Antartico, grazie alle sue caratteristiche ospita interi ecosistemi assolutamente unici.

Facciamo largo <br />al quinto oceano

Facciamo largo
al quinto oceano

Ci sono cose che diamo per scontate e spesso non ci permettono di essere coscienti, per esempio, di alcune caratteristiche dell’ambiente che ci circonda. Un ottimo esempio è il fatto che siamo animali fondamentalmente terrestri e quindi tendiamo a dimenticare che le terre emerse rappresentano solo il 30% della superficie del nostro pianeta. Allo stesso modo, quando pensiamo alle sterminate superfici liquide, le suddividiamo, in modo fittizio in grandi aree che chiamiamo oceani. E di nuovo, gli oceani sono, ufficialmente sempre stati quattro: Atlantico, Pacifico, Indiano e Artico.
Ma proprio come, nel 1953, l’Organizzazione Idrografica Internazionale stabilì che l’acqua tra i continenti fosse un unico oceano diviso nei quattro bacini citati, oggi la National Geographic Society (una delle più importanti Istituzioni al mondo per quanto riguarda la geografia del pianeta) ha dichiarato ufficialmente l’esistenza di un quinto oceano, quello Antartico.
In realtà, il mondo scientifico lo considerava già da tempo come luogo geografico, ma l’ufficialità della sua esistenza a livello internazionale non era mai stata riconosciuta per una sostanziale mancanza di accordo dovuta principalmente alle implicazioni politiche (ed economiche) che essa comporta. In seguito al Trattato Antartico siglato nel 1959, infatti, non è possibile alcuna rivendicazione territoriale a sud del 60° di latitudine Sud, ma in realtà diverse nazioni hanno avanzato pretese in questo senso negli anni e la questione rimane aperta. Il fatto è che il continente Antartico è ancora largamente inesplorato, ma si ritiene che sia ricco di risorse naturali come petrolio e gas naturale (e d’altronde sarebbe strano il contrario, visto che si tratta, appunto, di un intero continente). E questo, con la diminuzione delle possibilità di sfruttamento degli attuali giacimenti, rappresenta sempre più un’opportunità interessante da parte di vari governi.
Ma, tornando al “nuovo” oceano, questo presenta alcune caratteristiche che lo rendono unico. Anzitutto, a differenza degli altri quattro, non è delimitato dalle coste continentali ma in realtà circumnaviga un solo continente senza soluzione di continuità (e ne “tocca” altri tre). Questo fa si che le sue acque possano ospitare la Corrente Circumpolare Antartica (ACC), fondamentale per la distribuzione del calore sul nostro pianeta e di conseguenza per l’intero sistema climatico. La ACC, muovendosi da ovest a est e trasportando acque più fresche e meno salate contribuisce alla circolazione termoalina, la quale influisce sul clima globale. Inoltre, proprio queste caratteristiche hanno consentito lo sviluppo di interi ecosistemi unici che ospitano forme di vita ed interazioni chi si ritrovano solo lì.
La speranza della National Geographic Society è quindi che ufficializzandone l’esistenza a livello geografico e scientifico, questo porti ad un riconoscimento definitivo da parte delle autorità internazionali e, a sua volta ad una maggiore attenzione verso quest’area del pianeta che oggi è fortemente minacciata dall’attività umana e dal conseguente cambiamento climatico in atto.

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