Il progetto

In città, ma ovunque,
in appena venti minuti

In città, ma ovunque, <br />in appena venti minuti
La mobilità del futuro ci farà raggiungere i luoghi delle nostre attività in pochi minuti, migliorando sensibilmente la qualità della vita

In città, ma ovunque,
in appena venti minuti

La mobilità del futuro ci farà raggiungere i luoghi delle nostre attività in pochi minuti, migliorando sensibilmente la qualità della vita

Atterrato in aeroporto, raggiungi il centro città su un drone elettrico in pochi minuti. Sali quindi su un monopattino elettrico e arrivi alla sede della tua riunione di lavoro in modo rapido, comodo e sicuro. La sera, poi, su un’auto elettrica - recapitata davanti al tuo albergo dal servizio di concierge del tuo brand preferito di auto sportive - vai a cena sul vicino lago, una famosa destinazione turistica con ottimi ristoranti. Un sogno futuristico? Non proprio. Perché, come in un mosaico, i tasselli della mobilità del futuro si stanno sviluppando e integrando tra loro, e creano il nuovo volto della vita in città.

Come in un remoto passato, quando nelle città tutte le attività che si svolgevano dentro le mura urbane erano raggiungibili in 20 minuti, nelle città del futuro ci riapproprieremo del tempo e guadagneremo qualità della vita. Perché, se è vero che la mobilità è un fattore di sviluppo economico e sociale, di libertà, di emancipazione, i fabbisogni sempre crescenti di spostamento negli anni hanno portato effetti negativi: tempo sprecato nel traffico, inquinamento dell’aria, inquinamento acustico e incidenti.

Le condizioni tecnologiche per la mobilità del futuro esistono già, i desideri e i comportamenti sociali stanno cambiando. Nuove tecnologie ci potranno aiutare a sostare riducendo percorrenza e carburante: oggi tra il 10% e il 30% del traffico generato nelle nostre città è dovuto alla ricerca di parcheggio. A Bonn su alcune strade sono stati inseriti sotto l’asfalto dei sensori – grandi più o meno come una lattina di birra - con l’aiuto dei quali in una app gli automobilisti possono vedere dove ci sono possibilità di parcheggio. Soluzioni simili si stanno studiando anche a Parigi, Amsterdam e Milano.

Dal punto di vista sociale si osservano cambiamenti comportamentali che inducono alla diffusione del car sharing o del ride sharing. Per le nuove generazioni, i mezzi di trasporto sono ormai percepiti come commodity, usati in maniera “naturale” come l’acqua o il telefono. I “nuovi cittadini” si aspettano quindi un servizio integrato di mobilità, che offra diverse buone opzioni al momento giusto e al posto giusto.

Per pensare al futuro della mobilità bisogna partire dalla persona, a piedi, offrendo modalità di spostamento diverse in maniera che possa passare dall’una all’altra agevolmente e senza interruzioni. Cambia l’urbanistica: aree di parcheggio per i veicoli in sharing, per quelli autonomi, per le soluzioni “ultimo miglio” come biciclette, e monopattini elettrici, viabilità dedicata e integrata, e per tutti un’appropriata infrastruttura di ricarica. In molte città significa anche rinnovare ed espandere la rete di trasporti pubblici come metro, tram, bus. E renderli più “puliti”.

Le città del futuro - le smart cities - si preparano dunque a una radicale trasformazione. Manterranno la propria storia, la cultura, l’identità profonda, ma offriranno nuove esperienze, nuove infrastrutture, nuove modalità di interazione con l’ambiente. Il potenziale è enorme, sia economico che sociale.

Il trasporto e la mobilità sviluppano coesione sociale, accesso all’istruzione, alla sanità, ai servizi: immaginiamo un futuro prossimo con una mobilità sempre più facile, con l’obiettivo primario di una migliore qualità della vita.

Josef Nierling

Amministratore Delegato Porsche Consulting

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