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Internet: +40% di traffico per la pandemia

Internet: +40% di traffico per la pandemia

Internet: +40% di traffico per la pandemia

Le chiusure più o meno severe nei vari Paesi del mondo hanno decretato una crescita a doppia cifra dell’uso di Internet e dei media digitali. Tra gli studi che hanno analizzato questo aspetto, interessante è quello pubblicato da Sandvine: “The Global Internet Phenomena Report”. In particolare, questa società americana ha organizzato e predisposto una rete di 500 sensori che analizzano i principali operatori nel mondo digitale e dal 2011 pubblica un’indagine semestrale del traffico, classificato per volume e tipologia. I dati sono aggregati per macroaree geografiche (EMEA: Europa, Medio Oriente e Africa; APAC: Asia e Pacifico; Americas: America del Nord, Centro e Sud) e, essendo disponibili le serie storiche degli ultimi 9 anni, consentono di seguire i trend di crescita e i cambiamenti nei comportamenti degli utenti di Internet in un lasso temporale abbastanza ampio.
L’ultimo report, quindi, con esplicito riferimento alla COVID-19, riferisce che la crescita del traffico globale è stata del 40%, benché tutte le principali piattaforme di streaming (cioè di diffusione online di filmati) abbiano scelto di adottare politiche di riduzione della qualità per contenerlo. È in pratica cresciuto soprattutto il traffico dalle abitazioni, che tecnicamente si definisce di upstream, (ovvero, la trasmissione dei dati dal cliente alla rete), aumentando di oltre il 120% su scala globale. Mentre per il cosiddetto downstream (ovvero il trasferimento dei dati da una rete all’utente) l’aumento si colloca sul 15-20%.

Nella classifica tracciata, l’applicazione che genera più traffico a livello globale è YouTube, con un +100% rispetto all’anno precedente, seguito da Netflix, lievemente in calo. Nella sola regione delle “americhe”, Netflix è invece al primo posto (19.1%), con una crescita del triplo rispetto al 2019, seguita da YouTube (14.4%, quasi 4 volte di più), e compare per la prima volta Disney+, al decimo posto (2.0%). Nella regione Emea, in cui compare l’Europa, dopo YouTube (16.2%, crescita di 2.5x), sale al secondo posto HTTP (10.5%, l’anno scorso era allo 0.9%).
Per quanto riguarda il solo traffico mobile, tra le applicazioni che utilizzano più traffico troviamo YouTube, Instagram, Netflix, Facebook, mentre Twitter compare all’ottavo posto (2.9%).
Volendo provare a delineare qualche considerazione di scenario, sembra che si affermi una più libera fruizione di Internet. Nel senso che ciascuno individua che cosa leggere o vedere in un ventaglio di opportunità amplissimo, ritornando però a usare gli strumenti più tradizionali del Web, che quasi sempre si appoggiano sulla piattaforma YouTube per i contenuti video spesso virali.
Si registra, inoltre, una continua ricerca di informazioni e di aggiornamenti di ogni genere e tipo, evidenziata dalla crescita di Twitter, ma anche dalla piattaforma WordPress, su cui ormai si basano tantissimi siti e blog della rete.
In sostanza, ognuno si costruisce il proprio palinsesto o la propria bolla informativa, sia pescando dai soliti social network, sia utilizzando una propria lista di link preferiti e commentatori di fiducia, visitati regolarmente. Quindi, da una parte il desiderio di essere informati su quello che accade viaggia sui nuovi canali di comunicazione in rete, dall’altra, la ricerca di evasione da una realtà che preoccupa trova tante strade alternative. Netflix in primis, ma anche YouTube e tutte le altre piattaforme di streaming, come Amazon Prime Video, Disney+ e Facebook Video.

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