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L’anima dei giradischi
tra note e spirito retrò

L’anima dei giradischi <br />tra note e spirito retrò
Breve guida pratica all’acquisto di uno dei dispositivi musicali più amati nel tempo: ecco cosa prendere in considerazione

L’anima dei giradischi
tra note e spirito retrò

Breve guida pratica all’acquisto di uno dei dispositivi musicali più amati nel tempo: ecco cosa prendere in considerazione

C’è un lieve ronzio, unico nel suo genere ed in quanto tale del tutto riconoscibile, che emerge nel silenzio quando si «mette su» il proprio vinile preferito. Quel rumorino che non dà mai fastidio e che anticipa le prime note della colonna sonora della vita assume spesso lo stesso calore dei ricordi più belli e ormai lontani nel tempo. È l’atmosfera creata dal giradischi, accessorio vintage per antonomasia che non solo è tornato molto di moda nell’ultimo decennio ma che, soprattutto, arreda la casa conferendole un tocco di stile e di design in più.

Quale modello scegliere non è però una cosa semplice. Bisogna infatti considerare alcuni aspetti, così da individuare l’esemplare che fa davvero al caso proprio. Tra le caratteristiche da valutare in tal senso ci sono il telaio, la testina, la trazione e il braccio.

Il telaio è quella sorta di piccola impalcatura su cui sono appoggiati il piatto che ospita il vinile e il braccio mobile che termina con la testina finale. Ci sono due tipologie di telai: quelli rigidi e quelli sospesi. I secondi sono ammortizzati dalla presenza di molle elastiche che garantiscono un isolamento completo dalle vibrazioni. E, infatti, i veri intenditori di giradischi prediligono questa variante.

La testina, invece, è la parte finale del braccio che si poggia direttamente sul vinile. Termina con uno stilo, o puntina: per quanto minuscolo è proprio l’elemento che fa la differenza in ogni giradischi, in quanto permette al suono di propagarsi. Anche in questo caso si può scegliere tra due varianti, la testina a magnete e quella a bobina mobile.

La trazione, dal canto suo, è il movimento che consente al piatto di girare: quando la testina percorre i solchi del vinile è possibile ascoltare la musica prodotta. Nei giradischi a trazione diretta l’albero del piatto è collegato direttamente al motore, mentre in quelli con trazione a cinghia una «bretella» in gomma, la cinghia appunto, collega il motore al piatto trasmettendo di conseguenza il movimento.

Infine bisogna considerare anche il braccio di lettura, che si divide a sua volta in dritto o tangenziale, pur esistendo anche altre varianti più rare di braccio a J o ad S. Il braccio dritto, di norma, è più economico, stabile, robusto e leggero. Mentre il modello tangenziale tende a piacere maggiormente agli intenditori, in quanto si muove in parallelo al raggio del disco ed è usato in giradischi di alto livello.

Automatico o manuale, con diverse velocità di lettura e capace di ospitare o meno sia i 33, che i 45 e i 78 giri, questi meravigliosi compagni d’avventura sono veramente immancabili tra le mensole dei nostalgici e degli amanti dell’Old-Style.

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