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L’età dell’oro per
le enoteche digitali

L’età dell’oro per <br />le enoteche digitali
Il connubio perfetto tra tecnologia ed enologia

L’età dell’oro per
le enoteche digitali

Il connubio perfetto tra tecnologia ed enologia

Vino e liquori hanno rubato la scena a molti altri prodotti, da un punto di vista del successo che stanno registrando online. Sono molte le operazioni, di natura finanziaria, che si stanno succedendo dallo scorso anno. Ha aperto le danze Tannico, l’enoteca online di vini italiani più grande del mondo, che ha chiuso il 2020 con 37,5 milioni di ricavi, con un incremento annuo dell’82%, ma soprattutto consegnando 2,5 milioni di bottiglie. L’azienda non solo ha sfruttato le condizioni imposte dal confinamento per ottenere un risultato certamente superiore alle aspettative, ma ha anche raddoppiato il suo giro d’affari nei mercati esteri a partire da Svizzera, Gran Bretagna, Stati Uniti, e Francia. E il tutto è avvenuto nell’anno in cui è stato finalizzato l’accordo con Campari Group per l’ingresso nel capitale della società, operazione dal valore di 23,4 milioni di euro, con l’obiettivo proprio di accelerare l’espansione internazionale. Ma anche un’altra enoteca online specializzata in vini e liquori, Etilika, a 14 giorni dalla conclusione della campagna di crowdfunding (ovvero, raccolta di fondi online) su Mamacrowd, ha già superato l’obiettivo massimo già rivisto a 1 milione e precedentemente fissato a 500mila euro. E anche qui il 2020 si è chiuso con 2,6 milioni di ricavi, mettendo a segno un balzo del +1300%.

Sempre nel mondo vini, ma dall’altra parte dell’Atlantico, a scendere in campo è stata Uber, che si è assicurata la proprietà di Drizly, il principale operatore nella fornitura di alcolici on-demand negli Stati Uniti. Qui è considerata «l’Amazon degli spirits» e il costo dell’operazione è stato l’equivalente di 1,1 miliardi di dollari tra contanti e azioni. Drizly diventerà una consociata interamente controllata da Uber e sarà integrata nella applicazione Uber Eats, mantenendo però anche il servizio di applicazione Drizly separato. Con quest’operazione, la società di San Francisco si è assicurata l’accesso in 1.400 città presidiate da Drizly nella maggior parte degli stati Usa.

Un’altra novità nel settore riguarda Vivino. La wine app con sede in California - ma è stata fondata nel 2011 in Danimarca da Heini Zachariassen and Theis Søndergaard - ha chiuso il suo quarto round di finanziamento che le ha permesso di raccogliere ben 155 milioni di dollari. La raccolta è stata guidata dalla società svedese Kinnevik, con Sprints Capital come nuovo investitore. Hanno partecipato all’operazione anche GP BullHound e Creandum, quest’ultimo già presente nella fase iniziale. L’obiettivo del round è duplice: Vivino punta non solo all’ulteriore espansione, ma anche a sviluppare un sistema di intelligenza artificiale più avanzato e personalizzato. In totale, la raccolta di Vivino nei quattro round conclusi è stata pari a 221 milioni di dollari. Lo scorso anno, il giro d’affari sviluppato dalla applicazione è raddoppiato, arrivando a quota 265 milioni di dollari. Insomma: prosit per tutti e in alto i calici!

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