Il futuro

La connessione al web
arriverà dallo spazio

La connessione al web <br />arriverà dallo spazio
Cos’è e quando sarà implementato l’Internet of Space, che riceve e invia dati dai satelliti invece che dalle infrastrutture terrestri

La connessione al web
arriverà dallo spazio

Cos’è e quando sarà implementato l’Internet of Space, che riceve e invia dati dai satelliti invece che dalle infrastrutture terrestri

In Svizzera in un numero sempre più alto di case sta entrando l’IoT, ovvero l’Internet of Things (Internet delle cose), la connessione tra loro di oggetti intelligenti: un esempio sono gli elettrodomestici che si possono controllare dal cellulare. L’IoT, prevedono gli esperti, sarà però tra qualche anno superato dall’IoS. A dispetto del nome simile, i due concetti sono molto diversi. IoS è infatti la sigla di Internet of Space (Internet dello spazio), un’infrastruttura che riceve e invia dati dai satelliti invece che dagli impianti terrestri.

L’obiettivo dell’Internet of Space è di arrivare a garantire un servizio globale di connessione, anche nelle zone del pianeta non raggiunte dalla banda larga. Per centrare questo obiettivo saranno messi in orbita migliaia di piccoli satelliti, una vera e propria costellazione di dispositivi collocati nell’orbita terrestre bassa e che lavoreranno in sintonia con ricetrasmettitori terrestri. Secono un’analisi di Deloitte, rispetto ai circa 250 satelliti di questi tipo in orbita a fine 2019, entro la fine di quest’anno ce ne saranno più di 1.700, considerando i dispositivi mandati in orbita da OneWeb e SpaceX.

Quest’ultima società, fondata dall’eccentrico imprenditore americano Elon Musk, è la più avanti nella conquista dell’Internet spaziale. Attualmente il progetto Starlink, la costellazione di satelliti che sta costruendo SpaceX, ha circa 600 dispositivi nello spazio. Secondo dati forniti dalla stessa azienda, ne serviranno però circa 12mila per riuscire a fornire un servizio globale in grado di arrivare anche alle zone del pianeta non raggiunte dalla banda larga. Elon Musk non aspetterà però questa soglia per iniziare a commercializzare il prodotto: già dai prossimi mesi SpaceX permetterà ad alcuni suoi clienti di accedere a un test della versione beta della propria connessione spaziale, che proprio per il numero ancora limitato di satelliti in orbita sarà utilizzabile in un primo momento soltanto nel nord degli Stati Uniti e in Canada. Secondo le indiscrezioni della stampa statunitense, la versione beta dell’Internet of Space targato SpaceX avrà una velocità di connessione che oscillerà tra i 50 e i 150 Megabit al secondo, con una latenza tra i 20 e i 40 millisecondi. Queste performance sono alla portata della maggior parte delle connessioni veloci già presenti sulla Terra, e quindi inizialmente il servizio non sarà vantaggioso per l’utente medio. La corsa alla connessione dallo spazio è però soltanto all’inizio.

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