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Marte vi chiama:
pronti a rispondere?

Marte vi chiama: <br />pronti a rispondere?
Marte è l’ambizioso obiettivo futuro della NASA

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Marte è l’ambizioso obiettivo futuro della NASA

Marte vi chiama: <br />pronti a rispondere?
Un «Mars rover» (©NASA)

Marte vi chiama:
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Un «Mars rover» (©NASA)

“Marte sta chiamando! La NASA sta cercando candidati per partecipare in qualità di membri dell’equipaggio alla prima missione analogica di un anno in un habitat progettato per simulare la vita su un mondo lontano, prevista per l’autunno del 2022”. Queste sono le parole della NASA che accolgono i visitatori sul sito web dell’Agenzia: in pratica un invito a baldanzosi e temerari a farsi avanti per cominciare - qui sulla terra per il momento – a fare esperienza di ciò che sarà, un domani, il viaggiare fino a Marte. E probabilmente il soggiornarvi.

Si tratta di una serie di missioni denominate CHAPEA (Crew Health and Performance Exploration Analog) durante le quale gruppi di quattro persone vivranno per un intero anno in un modulo (ottenuto con la stampa 3D) di ca 160 m2, chiamato Mars Dune Alpha. Lì, saranno impegnati in diverse mansioni tutte volte a stabilire i parametri e le caratteristiche necessarie al sostentamento di un equipaggio nelle condizioni decisamente estreme che caratterizzano i viaggi nello spazio (nonché la permanenza su un pianeta alieno). Si tratta di esperimenti decisivi per la raccolta di dati volti a definire sia le caratteristiche dell’ambiente nel quale i membri dei futuri equipaggi dovranno vivere fianco a fianco, sia quelle fisiche e soprattutto psicologiche che possano permettere di avere le migliori probabilità di riuscita. Basta pensare allo stress dovuto alla lunga permanenza in un piccolo spazio vitale, fianco a fianco con le stesse persone senza perdere mai il focus sulla missione e sulle prestazioni richieste, circondati da un ambiente estremamente ostile. D’altronde la distanza media tra la Terra e Marte è di circa 230 milioni di km (varia tra i 53 e i 400, a seconda delle relative posizioni orbitali) e di conseguenza il tempo di viaggio viene calcolato in circa 9 mesi (solo andata). Va da sé che la permanenza in ambiente estremo sarebbe di ben più di un anno e quindi questi esperimenti segnano “solo” l’inizio dello studio concreto delle condizioni che renderanno possibile un’impresa di tale portata.

«(Le missioni) analogiche sono fondamentali per testare le soluzioni necessarie a soddisfare le complesse esigenze date dal vivere sulla superficie marziana. Le simulazioni sulla Terra ci aiuteranno a capire in anticipo come affrontare le sfide fisiche e mentali che gli astronauti dovranno affrontare». Sono le parole di Grace Douglas, capo scienziato del dipartimento Advanced Food Technology della NASA presso il Johnson Space Center di Houston. Peccato che la NASA cerchi solo “cittadini statunitensi o residenti permanenti sani e motivati, non fumatori, di età compresa tra i 30 e i 55 anni, che conoscono l’inglese” (oltre naturalmente a diversi altri requisiti legati alla formazione professionale) e questo esclude quindi candidati dal resto del mondo.
In ogni caso, Marte come obbiettivo nell’esplorazione spaziale rappresenta per la NASA l’ultimo passo di un programma - “Artemis” - che nel suo dipanarsi porterà prima a rimettere piede sulla luna, portandovi la prima donna e la prima persona di colore per poi “usare ciò che impareremo sulla (e intorno alla) Luna per compiere il prossimo passo da gigante (per l’umanità): inviare astronauti su Marte.”

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