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Rivoluzione in Apple:
il processore M1

Rivoluzione in Apple: <br />il processore M1
La casa di Cupertino inizia a utilizzare sui Mac i chip usati per gli iPhone e assicura: «Migliori prestazioni e riduzione dei consumi». Una decisione destinata a cambiare il mercato

Rivoluzione in Apple:
il processore M1

La casa di Cupertino inizia a utilizzare sui Mac i chip usati per gli iPhone e assicura: «Migliori prestazioni e riduzione dei consumi». Una decisione destinata a cambiare il mercato

Le parole d’ordine? Ottimizzazione delle prestazioni e riduzione dei consumi. Sono questi gli obiettivi alla base dell’importante cambiamento annunciato nei mesi scorsi dall’ad di Apple, Tim Cook, al momento di presentare il nuovo processore della casa di Cupertino, l’M1.

Si tratta, di fatto, di una decisione epocale nella storia di Apple, che apre la strada alla «terza generazione» dei Mac. Per un precedente cambio di passo così rilevante bisogna tornare indietro di ben 15 anni, al 2005, quando Steve Jobs, al Moscone Center di San Francisco, annunciò che i computer Macintosh avrebbero detto addio al chip PowerPc e si sarebbero affidati a Intel, cambiando completamente architettura. Una storia di grande successo durata tre lustri, che ora si interrompe per mettere ancora più al centro le competenze sviluppate dalla più famosa azienda della Silicon Valley.

I nuovi modelli di Mac sono infatti già dotati dei chip Apple Silicon. Più nello specifico, l’M1 è un processore Soc (System on a Chip) che ricalca, per le sue caratteristiche, i chip utilizzati negli smartphone. I vantaggi? Nessuna componente distinta, ma tutto è racchiuso – dall’elaborazione centrale per arrivare alla grafica, passando per la memoria Ram – all’interno dello stesso chip. Inoltre, Apple ha assicurato che non ci saranno problemi di compatibilità con le applicazioni per Intel. In questo modo, il gigante di Cupertino prepara anche un altro cambiamento, i cui effetti si vedranno sul medio termine: iOS e MacOS diventeranno, di fatto, un unico grande ecosistema e questo, secondo gli esperti, andrà presumibilmente a ridefinire il mercato del mondo della tecnologia.

Il lancio della nuova linea di chip è arrivato con tre nuovi Mac, un Macbook Pro e un Macbook Air. Quest’ultimo, insieme al Mac Mini, è stato definito dalla stessa Apple più veloce «del 98% dei laptop Pc attualmente in commercio», mentre il Macbook Pro, sempre secondo quanto dichiarato dalla casa di Cupertino, sarebbe «tre volte più veloce dei notebook Pc più venduti».

Ultimo dettaglio – non certo da sottovalutare, soprattutto per gli utenti – è il calo dei prezzi medi dei dispositivi. Un aspetto che dimostra una volta di più quanto Apple, puntando su M1, abbia aperto una sfida su più fronti, sicura dell’esperienza maturata nell’ultimo decennio. La fase di transizione – impossibile, per ora, abbandonare i milioni di utenti che usano Intel – saprà dare già i primi riscontri. E far capire se la nuova scommessa di Apple è stata, ancora una volta, vincente.

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