L’idea

Sembra carta, ma...
Cari foglietti addio!

Sembra carta, ma... <br />Cari foglietti addio!
Il reMarkable è alla sua seconda edizione

Sembra carta, ma...
Cari foglietti addio!

Il reMarkable è alla sua seconda edizione

Yotobi e io abbiamo molto in comune (a parte un discorso un po’ fumoso sulla Schadenfreude, che non credo di aver afferrato appieno): anch’io mi sono dotato di un Surface per «avere un vero computer sottile e leggero sempre con me, da tenere nello zaino», salvo poi usarlo quasi soltanto «per prendere appunti e scrivere... con la penna, a mano!». L’idea è far sparire quei blocchetti perlopiù estemporanei e con decine di pagine, foglietti più o meno vitali che però finiscono chissà dove—dato che ci muoviamo in un mondo analogico di atomi, privo di hashtag e cloud.

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Un primo tentativo l’ha fatto Moleskine con lo Smart Writing System: affascinante vedere la pagina che «atterra» così come l’abbiamo scritta sullo schermo del nostro dispositivo, una magia «ai confini della realtà», o in quella zona di confine di cui si parla nel riquadro qui a destra. Insomma, un «grande balzo»... però la carta c’è ancora, non l’abbiamo eliminata. Per questo la prima volta che ho avuto tra le mani il mio reMarkable mi sono sentito trascinare allo stesso tempo nel passato e nel futuro. Nel passato—alla Anton Ego in Ratatouille—per il richiamo evidente alla lavagnetta magnetica magica dei tempi dell’asilo: penna leggera, superficie liscia e con poca resistenza. Nel futuro perché sotto il «cofano» di questo affascinante gingillo batte il cuore di un tablet di ultima generazione, che sfrutta la tecnologia e-ink, quella del Kindle di Amazon per intenderci, e che si legge bene anche sotto la luce diretta del sole. Metto subito le mani avanti: la versione due di reMarkable è in preordine e arriverà nel giro di qualche settimana (ah-ehm, di svariate settimane!). Vedo già qualcuno inforcare la lente sotto il naso stile Sherlock Holmes alla ricerca dell’etichetta del prezzo. Lasciate perdere, i 399€ richiesti non lo rendono per nulla competitivo rispetto ai famigerati blocchi per appunti. Ma se volete lasciarvi alle spalle i difetti della carta senza rinunciare ai pregi... questa è la via.Un vantaggio senza paragoni sta pure nella velocità di scrittura: sarà («...l’aria? L’acqua?) il materiale, la sensibilità della pressione sulla penna che permette la variazione dello spessore del tratto... quel che si vuole, ma si scrive meglio, in modo confortevole, con scorrevolezza e velocità. I pensieri sembrano proprio «scivolare» su questa tavoletta grigia e poco patinata che «sembra carta ma non è». Inchiostro e pagine «non finiscono mai». Come al contrario è la fine dell’uso della carta nella vita di tutti i giorni? «Anche no».

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