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Sotto i polpastrelli
mille giochi retrò

Sotto i polpastrelli <br />mille giochi retrò
Uno «scrigno di nostalgia» pratico e maneggevole, poco più grande di un portachiavi-souvenir

Sotto i polpastrelli
mille giochi retrò

Uno «scrigno di nostalgia» pratico e maneggevole, poco più grande di un portachiavi-souvenir

Cosa porteresti su un’isola deserta?» è una domanda tranello a cui oggi, nel 2020, rispondiamo senza esitazione. E cioè: «La quantità più grande possibile di pixel», questi tasselli più o meno colorati che formano ciò che oggi «consumiamo» nel mondo digitale, dai film alle foto pubblicate sui social fino ai libri che leggiamo sul Kindle di Amazon. E i videogiochi, ovviamente. Ecco dunque l’accessorio perfetto da portare su quest’isola immaginaria: il BittBoy. Ok, forse non proprio «tanti pixel», ma di altissima qualità per chi ama i giochi retrò, i grandi classici di una volta. Da Sonic a Super Mario, da Tetris a Metroid. E poi ancora OutRun, Hang-On, Donkey Kong Country, Wonder Boy... Tutti sul palmo di una mano.

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Questo simpatico dispositivo è poco più grande dell’ultimo portachiavi-souvenir che qualcuno mi ha regalato dopo una vacanza a Tahiti («Dovresti proprio andarci, è un posto magico. Un’esperienza spettacolare...») e la cosa più affascinante è che non si tratta di un mero oggettino decorativo, come potrebbe sembrare a una prima occhiata. No, c’è un interruttore e l’apparecchio si accende. Wow.

Il BittBoy è proprio quel che dice di essere: il Nintendo Gameboy che finora esisteva soltanto nei sogni di quei poveri bimbi che dovevano accontentarsi di giocare a Tetris su un miserabile schermino, peraltro nemmeno a colori. I più fortunelli all’epoca potevano permettersi di sfoggiare il ‘concorrente’ GameGear. Ma poi, vogliamo mettere la durata delle (innumerevoli ma necessarie per l’alimentazione dello schermo lcd retroilluminato) batterie?

Qualcuno, a questo punto, potrebbe alzare la mano—sì, proprio quell’icona al centro sulla schermata di Teamse dire: «Ehi, ma in fin dei conti stiamo parlando di giochini, no? Io ne ho tantissimi sul mio telefonino». Esatto, è proprio questo il punto. Lo smartphone è solo uno schermo, privo di tasti. Regola numero uno del giocatore all’antica: i pulsanti sono fondamentali. E quelli che abbiamo qui sono fatti bene. Ma non solo, il «telefonone» è fonte di innumerevoli distrazioni. Regola numero due: giocare concentrati. Un dispositivo dedicato solo a questa attività è quindi l’ideale.

L’azienda produttrice di questo «scrigno di nostalgia», che ha sede nel Regno Unito, ha realizzato anche il modello «PocketGo», più grande e maneggevole del BittBoy, e il «PocketGo PS1» con joystick analogico per giocare anche a titoli più recenti, come Crash Bandicoot oppure Super Mario 64.

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