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Svolta digitale
con la Generazione Z

Svolta digitale <br />con la Generazione Z
Una nuova puntata de «L’Opinionista» dedicata alla generazione Z, all’imprenditoria e al mondo digitale

Svolta digitale
con la Generazione Z

Una nuova puntata de «L’Opinionista» dedicata alla generazione Z, all’imprenditoria e al mondo digitale

La rubrica l’Opinionista, in collaborazione con MAG del Corriere del Ticino, incontra Karl Heinz Frankeser, nel board di Ticinocom SA, intervistato da Davide Proverbio.

I nostri giovani, definiti Generazione Z (ne abbiamo scritto sul Corriere del Ticino qui) stanno iniziando a prendere in mano le redini di alcune aziende, anche del nostro territorio ticinese. È il caso emblematico di Karl Heinz Frankeser, 21 anni e Chief Marketing Officer e Chief Information Officer di Ticinocom, che nell’intervista di Davide Proverbio racconta in che modo idee e digitale si combinano in un contesto come il suo già molto portato a sperimentare e innovare. Ne è nata una chiacchierata aperta, diretta anche sui rischi e opportunità connessi, piena di stimoli dettati dalle «idee del Karl moderne e digitali», che proviamo a sintetizzare qui di seguito.

Guarda la puntata de «L’Opinionista» con Karl Heinz Frankeser, Chief Marketing Officer e Chief Information Officer, intervistato da Davide Proverbio

Karl Heinz, parliamo di come la Generazione Z è chiamata a fare impresa. Come ci si sente ad essere imprenditore o c’è magari un altro termine che ti definisce meglio?
«Fare oggi l’imprenditore copre un ampio spettro di possibilità, perché non è più solo produrre beni fisici e prodotti come eravamo abituati un tempo. Il ruolo ha assunto una maggiore complessità rispetto al passato. Per me esserlo vuol dire creare valore nel mercato in modo molto trasversale e polivalente, anche attraverso un canale YouTube, o con un servizio di consulenza mirato. Vedo che oggi oltre al fare bene un certo prodotto, è fondamentale creare dei contenuti mediatici che interessino i clienti e il pubblico di riferimento».

Tu sei la seconda generazione di Ticinocom. Vedi l’evolversi della società in questo ambiente digitale in cui siamo immersi. Ma qual è la tua passione principale nel contesto in cui ti muovi?
«La mia passione principale è quella di risolvere i problemi dei nostri clienti, attraverso la digitalizzazione dei processi già esistenti. L’altra parte è quella dell’innovazione ovvero trovare nuovi business, ideare nuove soluzioni per loro o migliorare esperienze esistenti. Su questi assi si muove il mio lavoro, con grande attenzione nel provare a cambiare approccio e forma mentale».

Visto che innovare vuol dire spesso cambiare il modo di fare le cose, come riesci tu che sei così giovane a convincere e confrontarti con generazioni aziendali che non parlano esattamente il tuo linguaggio?
«È il punto nodale della questione. Devo dire che siamo da subito partiti molto innovativi. Perché da circa 20 anni in Ticinocom adottiamo la fatturazione digitale negli abbonamenti e siamo sempre stati molto digitali nei nostri processi. Nonostante questo, mi trovo spesso a dover introdurre ad alcuni dei miei colleghi di un’età diversa dalla mia quella che in azienda viene definita la «soluzione del Karl moderna e digitale». Io ho sempre preso in modo giocoso il fatto che una mia idea sia presentata così, ma ho sempre chiesto di testarla per un mese in parallelo a una soluzione più tradizionale e poi di scegliere o vedere quale percorso funzioni meglio. In questo modo, devo direi che gli attriti si sono sempre smussati, perché non sono mai stati imposti, ma nel frattempo ho consolidato le mie competenze e capacità di proporre iniziative digitali più nuove e di rottura».

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