Il dibattito

Tecnologia biometrica,
sicurezza apparente

Tecnologia biometrica, <br />sicurezza apparente
L’impiego di telecamere che consentono il riconoscimento facciale degli individui nei luoghi pubblici dimostra di avere parecchie criticità e di ledere la privacy delle persone

Tecnologia biometrica,
sicurezza apparente

L’impiego di telecamere che consentono il riconoscimento facciale degli individui nei luoghi pubblici dimostra di avere parecchie criticità e di ledere la privacy delle persone

L’intelligenza artificiale ha rivoluzionato le nostre esistenze, tanto che si è pensato di impiegarla anche come deterrente a reati commessi nei luoghi pubblici. Tra i dispositivi più utilizzati, in questo campo, ci sono quelli di sorveglianza biometrica, vale a dire tutte quelle tecnologie che consentono il riconoscimento facciale degli individui in parchi, piazze e strade.

L’installazione nei luoghi pubblici di telecamere che permettono di risalire all’identità di un individuo ha come scopo principale quello di far sentire le persone più al sicuro. Tuttavia, secondo diversi esperti, si tratterebbe di una sensazione di sicurezza solo apparente: tanto che le circostanze hanno indotto un numero sempre maggiore di sociologi e attivisti a opporsi a questo sistema, denunciando apertamente le criticità derivanti dall’applicazione dell’intelligenza artificiale nel controllo delle aree frequentate da molte persone. «Reclaim Your Face: Ban Biometric Mass Surveillance» (Reclama il tuo volto: mettiamo al bando la sorveglianza biometrica di massa) è il nome della campagna avviata da alcuni gruppi per i diritti umani impegnati nella denuncia delle storture nell’uso di sistemi ipertecnologici di controllo a distanza. Un movimento che negli ultimi mesi ha ottenuto già importanti risultati, portando al blocco di questa pratica in alcuni paesi.

A giustificare questi interventi sono anche alcuni studi che evidenziano le lacune del riconoscimento facciale a distanza. Nella maggior parte dei casi, infatti, i delinquenti sono camuffati o sono comunque in grado di far perdere le proprie tracce. Joy Buolamwini, ricercatrice del MIT, ha poi sottolineato il fatto che le foto di donne di colore, quando scansionate, vengano scambiate per immagini di uomini. A ciò si aggiungono le dichiarazioni dell’Associazione americana per le libertà civili, che ha denunciato come tali sistemi possano essere utilizzati dalla polizia per violare i diritti umani e le libertà fondamentali.

Ultimo tra i timori sollevati dagli studiosi, è il rischio che la tecnologia biometrica venga sviluppata al punto tale da consentire la misurazione delle micro-espressioni facciali, così da rilevare falsi, bugie e incertezze degli individui. Una capacità, questa, che sempre più sviluppatori si stanno impegnando a trasmettere ai software.

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