La rivoluzione

Telelavoro perenne,
una grande occasione

Telelavoro perenne, <br />una grande occasione
Molte aziende stanno ridisegnando la propria organizzazione per consentire ai dipendenti di operare da casa anche al termine della pandemia

Telelavoro perenne,
una grande occasione

Molte aziende stanno ridisegnando la propria organizzazione per consentire ai dipendenti di operare da casa anche al termine della pandemia

Lavorare da casa? Se lo avessimo chiesto solo ad inizio di questo 2020 non avremmo ottenuto molte risposte positive dai datori di lavoro. Ma la pandemia ha costretto molte aziende ad adottare massicce misure di smart working, ridefinendo la routine lavorativa. In questo momento di grande incertezza le vie che stanno seguendo molte realtà, soprattutto le più strutturate, sono due: rendere questa nuova condizione permanente, oppure introdurre un forma di lavoro ibrido ufficio/casa.

Innanzitutto è bene fare un passo indietro. Lo smart working non è una novità dettata dalla COVID-19, ma è quello che una volta veniva chiamato semplicemente telelavoro. Si tratta di una modalità di lavoro a distanza, che consente di svolgere le proprie attività anche da casa propria. Va da sé che oggi la tecnologia e le nuove possibilità di connessione, aiutino molto in questo scenario e consentano a molte realtà di poter sviluppare forme di organizzazione del lavoro diverse. Non solo, in questo modo le aziende possono ridisegnare gli uffici contenendo i costi di gestione. Meno personale in azienda vuol dire meno scrivanie, risparmio delle utenze, ecc.

Oggi gran parte delle aziende concordano sul fatto che il modo di vivere e di lavorare è cambiato, probabilmente per sempre. Questo è forse un bene, ma è indubbio che ponga le imprese di fronte a nuove sfide e complessità da risolvere. Si tratta di un cambio di visione in cui è importante trovare un equilibrio tra modi di lavorare diversi, che si alternano ridisegnando lo spazio di lavoro.

Una visione appunto è lo smart working permanente, ovvero lavorare sempre da casa, o da dove si vuole, indipendentemente dalla situazione. In altre parole, i dipendenti possono continuare a non andare in ufficio anche a pandemia superata. È il caso, per esempio, di Microsoft e Twitter, che hanno già informato i propri dipendenti di questa possibilità. Ovviamente, questo approccio non potrà essere applicato a tutti i lavoratori di un’azienda. Nel caso della compagnia di Bill Gates, ad esempio, sistemisti hardware, ingegneri o coloro che lavorano sui data center, senza dimenticare il personale che si occupa della formazione, dovranno per forza essere presenti in ufficio.

In virtù di questo, alcune aziende hanno anche aperto alla possibilità che i dipendenti si possano trasferire a livello nazionale o internazionale, se il lavoro a distanza è fattibile per il loro ruolo. Si potrà quindi cambiare città, addirittura Paese, senza per forza dover lasciare il lavoro. Il lavoro ibrido, invece, prevede lo smart working per circa il 50% delle ore lavorative settimanali. In questo modo il personale «ruota» all’interno della struttura, consentendo lo stesso una contrazione dei costi (sia per i lavoratori che per l’azienda), ma non perdendo il contatto con la realtà aziendale.

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