L’idea

Ticino, superare la crisi
grazie alla Blockchain

Ticino, superare la crisi <br />grazie alla Blockchain
Michele Ficara Manganelli, Presidente del neonato Swiss Blockchain Consortium, spiega come la ricerca possa beneficiare della tecnologia impiegata dalle criptovalute

Ticino, superare la crisi
grazie alla Blockchain

Michele Ficara Manganelli, Presidente del neonato Swiss Blockchain Consortium, spiega come la ricerca possa beneficiare della tecnologia impiegata dalle criptovalute

Da un lato abbiamo medici e infermieri impegnati negli ospedali per fronteggiare l’avanzata della pandemia innescata dal Coronavirus Covid-19. Dall’altra parte ci sono scienziati, ingegneri e ricercatori che nei loro laboratori lavorano per individuare presidi di cura efficaci e risolutivi per debellare la virulenza del virus. Nel mezzo si pongono la tecnologia e l’innovazione più spinta che possono dimostrarsi risolutive nell’aiutare medici e ricercatori a raccogliere e analizzare una mole imponente di dati, provenienti da ospedali e centri di ricerca di tutto il mondo. Per esempio, emerge che l’intelligenza artificiale può oggi essere utilizzata per identificare i focolai di malattie e prevederne la natura di diffusione. Ma entra in campo anche una tecnologia come la blockchain, letteralmente "catena di blocchi", una sorta di registro digitale in cui le cui voci sono raggruppate in blocchi, concatenati in ordine cronologico, dove l’integrità è garantita dall'uso della crittografia. E qui grandi nomi tra cui IBM e Oracle lavorano con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e collaborano insieme per costituire un’enorme banca dati aperta ai ricercatori di tutto il mondo, che utilizzerà la tecnologia blockchain per verificare la veridicità dei dati relativi alla pandemia.

Trattandosi di argomenti molto complicati, dove l’innovazione è di frontiera, ne abbiamo parlato con Michele Ficara Manganelli, Direttore di Assodigitale e Presidente del neonato Swiss Blockchain Consortium, chiedendogli di spiegare come le tecnologie e la ricerca scientifica possano beneficiare in modo virtuoso delle numerose risorse messe in campo dalla blockchain in questa delicatissima fase mondiale.

La blockchain permette di “certificare” solo le news provenienti da fonti mediche attendibili e diffuse da testate giornalistiche altrettanto affidabili, come nel caso della prima agenzia di stampa nazionale italiana Ansa, che da pochi giorni certifica tutte le sue news su Blockchain Pubblica, così che il lettore possa sempre fare una ricerca di verità in qualsiasi momento.

In che modo la blockchain può essere utile per aiutarci a convivere meglio ed a superare in modo più rapido la pandemia Covid-19?

Il primo vero grande problema della Pandemia, sembra assurdo, ma è la “Infodemia” ovvero la preoccupante quantità di Fake News e bufale, che si stanno riversando sui social media e su molte testate giornalistiche, dove vengono snocciolate informazioni false e fuorvianti per l’opinione pubblica, che rischiano di provocare più danni della malattia stessa.

La blockchain permette di “certificare” solo le news provenienti da fonti mediche attendibili e diffuse da testate giornalistiche altrettanto affidabili, come nel caso della prima agenzia di stampa nazionale italiana Ansa, che da pochi giorni certifica tutte le sue news su Blockchain Pubblica, così che il lettore possa sempre fare una ricerca di verità in qualsiasi momento.

A livello medico tra poco saranno disponibili le famose “patenti di immunità”, che serviranno a distinguere i cittadini sani e che ormai hanno superato la malattia generando nuovi anticorpi e certificati da esami sierologici. Inutile nascondere che presto questo documento sarà indispensabile e cento volte più importante di un passaporto per iniziare a condurre una vita normale, senza più distanziamento sociale e possibilità di varcare le frontiere liberamente.

Per evitare la contraffazione tali documenti dovranno essere inevitabilmente certificati in blockchain, per permettere alle autorità una veloce verifica delle credenziali, oltre che alle autorità mediche di poterle continuamente aggiornare in base alle prossime mutazioni della malattia.

Sul fronte, invece, del controllo sociale sarà fondamentale garantire a tutti i cittadini il rispetto assoluto, totale ed inderogabile della propria privacy in previsione del controllo massivo digitale dei flussi. E questo perché nessun uomo debba diventare un suddito di qualsiasi governo strumentalizzando la malattia, ma possa in qualsiasi momento potere esercitare il suo diritto riconosciuto costituzionalmente alla difesa ed al controllo della propria identità anche a livello sovranazionale. Questo si realizza grazie alle nuove tecnologie (definite di Digital Self Sovereign Identity), dove il possesso e la gestione del dato personale rimane in capo al soggetto fisico che lo certifica e lo memorizza in Blockchain, concedendo solo a chi riterrà opportuno e meritevole l’utilizzo del dato stesso. La tecnologia esiste già e deve solo essere adottata dai Governi che avranno un ulteriore vantaggio a livello gestionale oltre che di trasparenza sociale.

La situazione elvetica è estremamente dinamica e negli ultimi 5 anni abbiamo visto nascere un importante polo dell’innovazione a Zugo, che ha preso il nome di Cryptovalley ed è immediatamente diventato famoso in tutto il mondo con centinaia di startup fondate e notevoli potenzialità di sviluppo. Ma bisogna stare attenti...

Secondo lei quali sono le realtà tecnologiche in Svizzera che potrebbero in questa corsa avere maggiore rilevanza e successo?

La situazione elvetica è estremamente dinamica e negli ultimi 5 anni abbiamo visto nascere un importante polo dell’innovazione a Zugo, che ha preso il nome di Cryptovalley ed è immediatamente diventato famoso in tutto il mondo con centinaia di startup fondate e notevoli potenzialità di sviluppo. Ma bisogna stare attenti, perché quando la candela brucia velocemente con una fiamma troppo intensa tende a consumarsi molto rapidamente ed è quello che è appunto successo. E oggi, complice anche la Pandemia, Zugo ha dovuto ridimensionare notevolmente la propria realtà industriale, nata sotto una stella troppo luminosa e che oggi si sta rivelando un gigante dai piedi d’argilla. Questo avviene a causa soprattutto all’errata impostazione merceologica, troppo sbilanciata sul lato delle attività basate sulla vendita delle cryptovalute, che rappresentano sicuramente un aspetto importante, ma comunque non totalizzante del complesso universo dei servizi basati su Blockchain.

Qui in Canton Ticino abbiamo imparato dall’esperienza di Zugo e il comparto Digitale delle Industrie Blockchain Ticinesi è estremamente variegato e diversificato, comprendendo tutti gli ambiti di applicazione di questa innovativa tecnologia in tutte le sue più peculiari sfaccettature.

Ad esempio, fa parte del nostro Consorzio il Gruppo internazionale Consulcesi di Balerna, che sta sviluppando importanti soluzioni di tracciatura per applicazioni sanitarie in ambito medicale e della gestione dei dati personali in blockchain, oltre che algoritmi di trading innovativi e molto efficaci in termini di performances finanziarie.

A Lugano, il centro principale della Blockchain Valley Ticinese, abbiamo visto la nascita, lo sviluppo e il successo a livello internazionale di Luxochain, società finanziata da imprenditori immobiliari locali, che ha sviluppato il sistema anticontraffazione in blockchain più evoluto al mondo e che oggi viene utilizzato da quasi tutti i brand Fashion & Luxury più affermati.

Ci sono altre imprese nate sul suolo elvetico che ci può segnalare?

A Lugano annoveriamo il Gruppo Eidoo, a Chiasso abbiamo inoltre la storica Swiss Crowd, mentre a livello di Startup create da zero va ricordata The Nemesis.

È importante anche sottolineare che ci sono realtà storiche nel campo delle fiduciarie Luganesi, come la Fidinam, che per adeguarsi alle nuove opportunità offerte dal mercato della creazioni di startup digitali hanno creato una società pensata dalle sue fondamenta per cogliere la sfida digitale, che si chiama Fidigit. Fondamentale anche l’apporto all’ecosistema Blockchain Luganese dello studio legale Kellerhals & Carrard, che per primo ha creduto nella Blockchain con un centro di competenza per tutti gli imprenditori che vogliano entrare da protagonisti nel mercato della Blockchain.

Ma siamo soltanto all’inizio di una grande rivoluzione industriale digitale e ticinese, grazie anche alla grande attenzione posta su questo tema dalla Città di Lugano, che ha appena siglato un accordo di interscambio e partneriato tecnologico con la Città di Milano, oltre a dare vita al Lugano Living lab. Ma il forte accento è stato posto sul tema dello sviluppo dell’innovazione nel campo tecnologico anche dal Governo Cantonale, insieme alle università locali come USI e SUPSI.

Oggi nel 2020 sono oltre 30 anni che dedico la mia vita professionale al mondo dell’innovazione, affinchè possa contribuire fattivamente al bene e al progresso dell’umanità. Ovvero, per permettere che le tecnologie siano una risorsa estremamente democratica, utile alla collettività, alla portata di tutti i cittadini, anche i meno abbienti.

Lei è l’ideatore e il Fondatore di una nuova realtà consortile con sede in Svizzera, ma con ambizioni mondiali: lo Swiss Blockchain Consortium. Ci definisce più compiutamente obiettivi e missione di questa iniziativa unica nel suo genere?

Oggi nel 2020 sono oltre 30 anni che dedico la mia vita professionale al mondo dell’innovazione, affinchè possa contribuire fattivamente al bene e al progresso dell’umanità. Ovvero, per permettere che le tecnologie siano una risorsa estremamente democratica, utile alla collettività, alla portata di tutti i cittadini, anche i meno abbienti. Ma in questo lasso di tempo spesso abbiamo assistito a una evoluzione, che non sempre è andata in questa direzione. Oggi il mio progetto diventa quello di raccogliere le migliori menti e le migliori imprese del settore Digitale in un Consorzio che permetta di sviluppare in una regione operosa e fertile come il Canton Ticino la tecnologia del futuro, ovvero la Blockchain, che io non esito a definire il nuovo sistema operativo della internet 3.0. Il Canton Ticino, oggi, grazie a una serie di fattori strategici, quali la posizione territoriale estremamente favorevole a livello logistico, la presenza di prestigiose e numerose università a vocazione tecnologica, la presenza già consolidata sul territorio un nutrito gruppo di importanti imprenditori digitali che hanno dato vito alla maggiore concentrazione di imprese digitali di tutta la svizzera, rappresenta sicuramente l’ambiente deputato a sviluppare la tecnologia Blockchain e, quindi, tutto ciò la rende inevitabilmente il luogo migliore dove creare e sviluppare il Consorzio Svizzero della Blockchain.

Ma questo è solo il prologo della storia, infatti il Consorzio nasce con tutti i crismi della Swissness, riassunti in tre semplici termini quali “Concretezza” “Precisione” “Efficacia”. Ma ha ambizioni di sviluppo in tutto il mondo grazie agli accordi già in essere con la vicina Italia e in fase di sviluppo con la zona franca di Dubai, con alcune importanti realtà cinesi quali Huawei e con una strettissima collaborazione già operativa da tempo con gli organi preposti alla codifica della Blockchain nell’ambito dell’Unione Europea.

Al momento il Consorzio ha debuttato sul territorio con ben già 30 imprese aderenti, ma grazie alle numerose manifestazioni di interesse già raccolte, contiamo di raddoppiare il numero degli aderenti entro fine anno e nonostante la grave crisi pandemica, che per noi non è un elemento di rallentamento bensì di stimolo a proseguire, stimiamo di raggiungere oltre cento imprese aderenti entro la metà del 2021. Nel Consorzio potranno entrare solo le aziende più meritevoli del settore Blockchain e che dimostreranno di essere realmente operative sul mercato con soluzioni di eccellenza per lo sviluppo di servizi basati su Blockchain.

Infine, il Consorzio Svizzero della Blockchain fungerà, inoltre, da catalizzatore di talenti per portare in tempi estremamente rapidi allo sviluppo di numerose nuove startup innovative, che realizzino progetti immediatamente fruibili e che attraggano nel territorio cantonale ticinesi imprenditori con capitali d’investimento, per favorire la ricerca, lo sviluppo locale e la creazione di manodopera qualificata e locale.

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