La rivoluzione

Una pelle «elettronica»
che monitora la salute

Una pelle «elettronica» <br />che monitora la salute
Una ricerca della University of Colorado Boulder percorre l’ultima frontiera del monitoraggio sanitario

Una pelle «elettronica»
che monitora la salute

Una ricerca della University of Colorado Boulder percorre l’ultima frontiera del monitoraggio sanitario

Il futuro del monitoraggio sanitario potrebbe prefigurarsi in una pelle elettronica. Si tratta di una nuova frontiera della tecnologia percorsa dalla University of Colorado Boulder, i cui ricercatori hanno pubblicato un interessante studio sulla rivista scientifica Science Advances. La tesi di fondo della ricerca è che una pelle sintetica in poliammine possa essere utilizzata al posto dei tradizionali cerotti «intelligenti» o delle smartband, con risultati migliori e con un minor impatto ambientale.

Questa pelle sintetica sarebbe in grado di aderire più facilmente alla pelle umana, integrare più sensori e assorbire tutti i parametri vitali – battito cardiaco e temperatura – e quelli legati alla attività fisica (ad esempio il numero dei passi), sostanzialmente senza differire molto da un cerotto (è soltanto leggermente più spessa) e venendo applicata con una procedura a caldo. Un’altra qualità di questa «pelle elettronica» è la sua versatilità: può essere infatti modellata e adattarsi a qualsiasi parte del corpo, come confermato da uno dei ricercatori.

Questa tecnologia aderisce come una collana o un orologio: parola di Jianliang Xiao, professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica della Colorado Boulder. Ma quali sono le specifiche tecniche di questo tessuto? Nel dettaglio, si tratta di un circuito stampato elastico con una capacità di estensione del 60% (senza disperdere la sua funzionalità) e con la peculiarità di riuscire a rimarginarsi qualora dovesse subire tagli, soltanto pizzicando le aree danneggiate. Wei Zhang, un altro ricercatore, ha spiegato meglio in cosa consiste, citando i legami chimici covalenti che contribuiscono alla formazione di una rete che dopo il taglio ricresce.

Un progetto innovativo e ambizioso come questo non può prescindere da un ridotto impatto ambientale. È questo, naturalmente, anche il caso della pelle sintetica in poliammine. Immergendo il dispositivo in una soluzione di riciclaggio, infatti, questa sostanza è in grado di separare le sue molecole componenti e gli elementi elettronici nel contenitore, con la possibilità per entrambi di essere utilizzati di nuovo. Pur essendo ancora remota l’ipotesi di una produzione di massa (il problema principale è l’alimentazione), questa soluzione rappresenta comunque un primo passo verso un nuovo futuro.

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