La digitalizzazione

Vivere con robot
e computer quantistici

Vivere con robot <br />e computer quantistici
Computer quantistici, intelligenza artificiale e mecatronica pervadono la quotidianità

Vivere con robot
e computer quantistici

Computer quantistici, intelligenza artificiale e mecatronica pervadono la quotidianità

Come si è osservato in un precedente articolo («Una bella laurea in trascrittomica»), la tecnologia è il più importante agente di cambiamento della nostra era. Per questo comprenderne le dinamiche evolutive consente di capire meglio il futuro che verrà. Abbiamo già parlato di intelligenza artificiale (IA), ingegneria genetica e dispositivi per il potenziamento del corpo umano. Qui parliamo di altre aree cruciali quali le tecnologie robotiche, la manifattura innovativa e i computer quantistici.
Le tecnologie robotiche sono un gruppo articolato di nuove tecnologie il cui aspetto più rivoluzionario, dal punto di vista dell’utilizzo, è la nuova dimensione sociale. Mentre i primi robot avevano un uso esclusivamente industriale (nella fabbrica) o militare, la nuova ondata di soluzioni robotiche incomincia a entrare nella società: insegnanti, commessi di negozi, infermieri, badanti, ... sono tutti mestieri verso i quali la robotica ha preso a posizionarsi. Questa prospettiva apre grandi opportunità ma anche notevoli questioni, etiche, sociali, comportamentali.

Due sono le aree tecnologiche che, oltre all’IA, contribuiscono al futuro della robotica: la prima concerne la realtà virtuale e la realtà aumentata, ossia la capacità di vedere, ascoltare, toccare in modo artificiale (con il riconoscimento visivo, vocale e con le interfacce atipiche in grado di restituire le sensazioni tattili).
La seconda è la meccatronica: i robot devono essere in grado di tradurre decisioni in azioni e di poter intervenire nel contesto in cui operano. È il grande capitolo della meccanica robotica (braccia, gambe, ...) dove si integrano meccanica, elettronica e informatica per creare motori, sensori, attuatori, controllori. Un capitolo a sé è la forma del robot, la sua apparenza. Il tema non è solo estetico ma si porta dietro importanti implicazioni psicologiche.
La manifattura innovativa non è un tema recente e molte innovazioni sono già operative. Ma il percorso è appena avviato e le innovazioni associate alla stampa 3D, all’additive manufacturing, alla creazione di oggetti ibridi (con componenti sia naturali che artificiali) si stanno moltiplicando. Un aspetto importante è costituito dall’inserimento di sensori negli oggetti e ciò comporterà ulteriori sfide tecnologiche per mantenere la produzione a un elevato tasso di innovazione. Anche il mondo dei dati giocherà un ruolo importante nella nuova manifattura, in quanto consentirà un adattamento (e miglioramento) continuo dei processi produttivi.

Infine, i computer quantistici. Nei prossimi anni, e sicuramente entro un decennio, si potrà disporre di dispositivi per il trattamento e l’elaborazione delle informazioni che utilizzano i principi della meccanica quantistica, come la sovrapposizione degli stati e l’entanglement. È dagli anni ’80 che gli scienziati si cimentano nello sviluppo di questi computer, in grado di superare le barriere dei supercomputer di oggi e aprire nuovi orizzonti per l’IA.
Sono già oggi disponibili sistemi basati su relativamente pochi qubit (i bit quantistici) ma la sfida è sviluppare computer basati su centinaia o migliaia di qubit per ottenere un vero “salto quantico” nel numero e nella qualità di calcoli possibili. I principali investimenti sono di aziende come IBM (che ha introdotto il suo primo computer quantistico commerciale a inizio 2019), Google, Microsoft, Intel ma anche di centri di ricerca come MIT e Harvard, oggi in forte competizione con i centri di Russia e Cina. L’Ue investirà un miliardo di euro nei prossimi 10 anni.

Enrico Sassoon, direttore responsabile di Harvard Business Review Italia

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