Carlo Cracco: «La mia pizza? Bisognerebbe farne di più»

CUCINA

A un anno dal suo lancio, lo chef stellato racconta la sua creazione: «Una provocazione per far capire che anche in cucina dobbiamo osare»

Carlo Cracco: «La mia pizza? Bisognerebbe farne di più»
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Il grande chef Paul Bocuse sosteneva che «La cucina francese vedrà il suo declino il giorno che gli chef italiani si renderanno conto del grande patrimonio gastronomico che hanno a loro disposizione». Forse c’è chi si è accorto di quel patrimonio così eterogeneo e di qualità, ma per qualche ragione l’Italia ha sempre faticato a emergere alle competizioni mondiali di cucina. In particolare al Bocuse d’Or, la manifestazione internazionale più prestigiosa per gli chef: una sorta di campionato del mondo. E quest’anno l’Italia ha deciso quindi di affidarsi a una vera e propria «task force» per risalire la china: tra di loro svettano il tristellato Enrico Crippa e Carlo Cracco. Proprio quest’ultimo ha ospitato oggi, nel suo ristorante milanese, la conferenza con la quale è stato presentato il team e gli chef che rappresenteranno la gastronomia tricolore. L’occasione giusta per parlare con Cracco anche del suo progetto di una scuola per giovani chef e della sua tanto discussa pizza a un anno dal lancio.

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