Come convivo con il diabete

A PROPOSITO DI ... La testimonianza di Giuseppe Tavano

"Ho saputo di avere il diabete 6 anni fa, tornando dalle vacanze. Uno sfogo sul collo. Il medico di famiglia, appena mi ha visto ha detto: o ci sono problemi al fegato oppure hai il diabete. Ed era proprio così. Mi ha misurato la glicemia ed aveva valori altissimi, vicino al coma diabetico. Sono una buona forchetta. Mi sono chiesto: ora dovrò rinunciare ai piaceri della tavola. Invece non è stato così.Il medico mi ha inviato dal dr. Sebastiano Franscella che mi ha dato all?inizio dei medicamenti. Ma mi ha anche spiegato che la condotta di vita e un cambiamento delle abitudini mi avrebbero aiutato moltissimo. Ed infatti è stato così. Ho cambiato il modo di assumere cibo, ho cominciato ad andare in palestra. E le pastiglie, piano piano, ho potuto scalarle, prima 3, poi 2, 1 e adesso zero! Da molto tempo ormai non prendo più nessuna medicina. Il valore è intorno a 7. Da poco sono prepensionato, dopo aver svolto la professione di impiegato di banca. Il fatto di non lavorare più porta più tranquillità nella vita, naturalmente. Negli ultimi tempi sono salito nuovamente con il peso; ma mi sto impegnando per riportare la mia salute in equilibrio. Ho ripreso le attività fisiche che avevo interrotto, vado nuovamente in palestra.Credo che la buona volontà e la capacità di prendere in mano il proprio destino siano determinanti per combattere le malattie. Anche con il fumo è stata così. Mi ha aiutato molto il dottor Giorgio Salvadè di cui abbiamo tutti pianto la scomparsa l?estate scorsa. Un giorno, era il 1985, mentre ero ad una festa di famiglia, mi sono sentito male. Fumavo, all?epoca, tre pacchetti di sigarette al giorno, in media, facevo fatica a respirare, sentivo che il cuore batteva male, era in disordine. Mi sono recato dal dr. Salvadè che mi ha subito fatto le radiografie, dicendomi, subito dopo: "ciò che vedi in bianco è il negativo, i tuoi polmoni sono neri, in realtà! Se vuoi continuare a vivere e goderti la tua famiglia, sai cosa fare!" Sono uscito dallo studio e ho buttato nel cestino il pacchetto e mezzo di sigarette che avevo nelle tasche. Ho iniziato subito a curare le vene, le arterie, il cuore, grazie alle cure del dr. Salvadè. Mi sono rimesso a nuovo grazie ai suoi amichevoli consigli. Soprattutto, non ho più toccato una sigaretta.Con il diabete, ma penso anche con altre malattie, non bisogna lasciarsi andare o prendere dal panico. Mangio come prima, ma in modo diverso. La pasta? Bastano 60-70 grammi perché poi bisogna lasciare il posto alle verdure, alla carne. L?altra sera c?erano 12 amici, a casa mia: mi chiedevano spiegazioni, ridendo, sul fatto che in tavola, nei piatti, c?era poca pasta. Ma i miei commensali si sono alzati tutti contenti, perché avevano mangiato bene e non era avanzato nulla. Il vino me lo faccio bastare: un bicchiere al giorno.Se si vuole vivere una vita sana, bisogna cacciar via la pigrizia!

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