Corriere estate

Con l’auto elettrica non si sgarra

Nonostante i limiti della rete attuale, viaggiare senza benzina è possibile - Bisogna calcolare in anticipo itinerari e necessità, evitando improvvisazioni

Con l’auto elettrica non si sgarra
Foto Shutterstock

Con l’auto elettrica non si sgarra

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«Il Consiglio di Stato ha approvato il nuovo decreto esecutivo concernente le condizioni per l’ottenimento degli incentivi per l’acquisto di automobili totalmente elettriche e per l’installazione di stazioni di ricarica elettrica a domicilio e presso datori di lavoro». Lo si scriveva soltanto il mese scorso. Il Ticino accelera, insomma, verso l’elettrificazione della mobilità. Ma ancora c’è moltissimo da fare. Qui e altrove. C’è però chi sull’auto elettrica già ha investito – non a caso il titolo della Tesla vola in borsa – e chi addirittura vorrebbe muoversi, anche per le vacanze, senza consumare benzina. Verso Saint-Tropez (o Rimini) con l’auto elettrica? Si può. Ma il viaggio rischia di farsi ancora più impegnativo. Il TCS ha svolto una prova pratica in tal senso, e avverte: si può, appunto, «a condizione di prepararsi bene e di pianificare l’itinerario con cura». Non è allora un partire tanto per partire. Non è adatto a chi ama le vacanze selvagge. «Fissare l’itinerario», sottolinea sempre il TCS, che aggiunge: «... verificando dove si può ricaricare l’auto elettrica; assicurarsi che il proprio fornitore di elettricità disponga di stazioni di ricarica rapida all’estero e, se non fosse il caso, ricercare una soluzione con un altro distributore». Problema: «I fornitori svizzeri di ricarica offrono una buona copertura soprattutto in Germania e Austria, ma non nei Paesi mediterranei, per i quali bisogna scegliere altri fornitori». Ecco. «Di questi ce ne sono molti e propongono, in generale, una copertura molto buona». Non bisogna dimenticare di ordinare per tempo le carte di ricarica. Si parlava di Francia e Italia. La principale differenza tra i due Paesi è che, mentre in Francia troviamo le stazioni di ricarica nelle aree di servizio, in Italia si è spesso costretti a uscire dall’autostrada. Il viaggio si fa lungo, non solo per i tempi di ricarica. Una fermata dal 20 all’80% – situazione consigliata proprio dal TCS: mai rischiare di scendere, durante un viaggio di più ore, sotto il 20%! – dura tra i 35 e i 55 minuti. Volendo si potrebbe combinare questa pausa con una visita a un luogo d’interesse o più semplicemente a un lauto pranzo. L’elettricità – ça va sans dire – non è gratuita. Il costo però dipende da una parte dall’autonomia del veicolo, dall’altra dai prezzi applicati dai fornitori. Il test effettuato dal TCS, su due viaggi da 1500 e 1700 chilometri, ha richiesto spese, rispettivamente, di 100 e 180 franchi. Chiudiamo con un consiglio: «È importante verificare prima quali stazioni di ricarica sono compatibili con quali fornitori. Perciò, la funzione filtro dell’app o su internet è molto utile. Infatti, servirsi da un fornitore terzo può costare molto. Per evitare elevate spese di roaming per l’utilizzo dell’app di ricarica, si consiglia di contattare il proprio operatore telefonico ed eventualmente modificare l’abbonamento del cellulare. Infine, per una maggiore sicurezza, si consiglia di portare appresso il proprio cavo di ricarica». I viaggi spensierati, per il momento, sono un’altra cosa.

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