Dove perdersi è una grande bellezza

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Il Labirinto della Masone - vicino a Parma - è il più grande del mondo e fa da cornice alla collezione d’arte di Franco Maria Ricci - FOTO e VIDEO

Dove perdersi è una grande bellezza
Il Labirinto della Masone al tramonto. © FMR

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Il Labirinto della Masone al tramonto. © FMR

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La corte d’ingresso con il Belvedere. © Mauro Davoli

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La corte d’ingresso con il Belvedere. © Mauro Davoli

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Il labirinto visto dal Belvedere. © Mauro Davoli

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Il labirinto visto dal Belvedere. © Mauro Davoli

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Viale del labirinto. © Massimo Listri

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Viale del labirinto. © Massimo Listri

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La corte centrale. © Mauro Davoli

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La corte centrale. © Mauro Davoli

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L’ingresso della corte centrale in notturna. © Mauro Davoli

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L’ingresso della corte centrale in notturna. © Mauro Davoli

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Il labirinto visto dall’alto. © FMR

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Il labirinto visto dall’alto. © FMR

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© Yann Monel

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© Massimo Listri

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© CdT

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Modellino del Labirinto della Masone. © CdT

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Modellino del Labirinto della Masone. © CdT

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© CdT

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Ecco in alcuni scatti la Rocca Sanvitale che caratterizza il centro del borgo di Fontanellato. © Wikipedia

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Ecco in alcuni scatti la Rocca Sanvitale che caratterizza il centro del borgo di Fontanellato. © Wikipedia

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© Wikipedia

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© CdT

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L’orologio all’entrata della Rocca Sanvitale. © CdT

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L’orologio all’entrata della Rocca Sanvitale. © CdT

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© CdT

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Un trucchetto c’è, per venirne fuori. È talmente semplice che quando te lo dicono, rimani lì per alcuni istanti e ti chiedi: «Ma come mai non c’ho pensato prima?». Magari allunghi un po’ il passo, perché qua e là devi comunque tornare indietro per giungere alla fine del percorso, però ci arrivi a botta sicura. Anzi, sicurissima. E non è necessariamente una vittoria, «tagliare il traguardo» in poco tempo, perché è pure bello perdersi, ogni tanto. Fatto sta che per arrivare al punto finale di un labirinto, per quanto grande e complicato possa essere, basta fare così... No, non ve lo diciamo: forse il trucco lo conoscete già e se così non fosse, non vogliamo certo togliervi il piacere di perdervi e riperdervi. Soprattutto quando il labirinto ricopre la bellezza di otto ettari, come quello della Masone a Fontanellato, il più grande al mondo per estensione e situato a una manciata di chilometri da Parma.

Veduta aerea del complesso ideato da Franco Maria Ricci insieme agli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto. © FMR
Veduta aerea del complesso ideato da Franco Maria Ricci insieme agli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto. © FMR

Il Labirinto della Masone è composto da oltre 200’000 piante di bambù, appartenenti a una ventina di specie diverse, da quelle nane a quelle giganti. Ed è pure un complesso museale di valore, perché a volerlo è stato Franco Maria Ricci editore, designer e collezionista che nel 1965 ha fondato a Parma la casa editrice omonima, specializzata in pubblicazioni d’arte e letterarie di pregio. Il complesso di Fontanellato, infatti, ospita anche la collezione d’arte di Franco Maria Ricci che contempla opere antiche e moderne, all’insegna di un’ecletticità che non viene meno a un ben preciso principio: il gusto per il bello e l’eleganza.

L’editore, designer e collezionista Franco Maria Ricci, classe 1937. © Yann Monel
L’editore, designer e collezionista Franco Maria Ricci, classe 1937. © Yann Monel

Non è quindi un caso se prima di accedere al vasto labirinto vegetale e alle sale della collezione si incontra una vettura di classe. È la Jaguar E-Type che appartiene a Franco Maria Ricci, automobile sportiva progettata e prodotta a cavallo degli anni Sessanta e Settanta dello scorso secolo che venne presentata nel 1961 al Salone dell’automobile di Ginevra, impressionando tutti gli appassionati per la sua linea straordinariamente bella e elegante, al di là delle prestazioni motoristiche degne di prestigiosi marchi quali Ferrari, Maserati e Aston Martin. Una macchina, la E-Type, diventata famosa anche perché è quella di Diabolik, altrettanto celebre personaggio dei fumetti uscito dalla mente delle sorelle Angela e Luciana Giussani.

La Jaguar E-Type di Franco Maria Ricci. © Carlo Vannini
La Jaguar E-Type di Franco Maria Ricci. © Carlo Vannini

Il parco culturale di Fontanellato è stato aperto nel 2015 ed è assolutamente originale, a partire dalla sua architettura. Franco Maria Ricci l’ha ideato e progettato insieme agli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto e offre un’esperienza a 360 gradi per tutti i sensi, fra arte, storia e natura, esposizioni permanenti e mostre temporanee. Il tutto a poca distanza dall’antico borgo di Fontanellato al cui centro si trova la Rocca Sanvitale, maniero di epoca medievale che pure merita una visita. Magari da godersi spezzettando quella al piccolo paradiso di Franco Maria Ricci, visto che il biglietto del labirinto vale per un giorno intero, permettendo di uscire e rientrare da questo affascinante luogo quante volte lo si desidera (fra l’altro, dà diritto a una riduzione per l’accesso alla rocca, sconto applicato pure per il complesso della Masone nel caso in cui prima si visitasse la dimora dei Sanvitale).

La Sala delle Colonne, fra le opere i busti di Antonio di Belgiojoso e Barbara d’Adda. © Carlo Vannini
La Sala delle Colonne, fra le opere i busti di Antonio di Belgiojoso e Barbara d’Adda. © Carlo Vannini

Abbiamo scritto che tutti i sensi vengono coinvolti nel labirinto-museo di Franco Maria Ricci ed è proprio vero, perché lì è anche possibile deliziare il palato, grazie allo chef stellato Massimo Spigaroli che insieme a Rocco Stabellini vi cura la ristorazione, fra Ristorante al Bambù, Cocktail Bar e Hosteria, senza scordare la Bottega dove si possono acquistare specialità della gastronomia parmigiana, da aggiungere magari a uno dei bei libri in vendita nel bookshop, così da ricordare ancora meglio ciò che di bello e affascinante si è vissuto a Fontanellato.

Sala del Novecento con in primo piano la scultura Danzatrice di Mario Dante Zoi.<br />© Archivio fotografico FMR
Sala del Novecento con in primo piano la scultura Danzatrice di Mario Dante Zoi.
© Archivio fotografico FMR

È però dal vasto labirinto di bambù che siamo partiti e qui torniamo: lungo i vialetti delimitati dalle migliaia di piante di bambù che arrivano anche a nascondere la vista del cielo si è immersi in un verde rilassante e non importa quanti chilometri si arrivano a percorrere per giungere alla meta, a un’uscita che apre altri, nuovo orizzonti, introducendoci nella parte centrale del complesso, prima di tornare verso l’edificio che ospita la collezione d’arte e i punti di ristoro. L’avventura, perdendosi e ritrovandosi ma mano che si cerca di avanzare, è assolutamente godibile e dunque rilassante, in un contesto la cui originalità è a prova di bomba. Anche perché viene rinnovato nel tempo, come per esempio sarà fra pochi giorni.

Al Labirinto della Masone si può anche soggiornare in due suite decorate con opere d’arte originali.<br />© Mauro Davoli
Al Labirinto della Masone si può anche soggiornare in due suite decorate con opere d’arte originali.
© Mauro Davoli

Il 31 ottobre, infatti, durante la notte di Halloween nella corte centrale, cuore del labirinto di bambù, una nuvola sovrasterà gli spazi, creando nuovi confini in continua mutazione grazie a Ephemeral, creazione del collettivo artistico Quiet Ensemble. Un’installazione immersiva e sensoriale caratterizzata da vapori, luci e suoni. Già, perché prima che la notte svanisca, nelle sale del Labirinto della Masone si alterneranno il dj scandinavo Kornél Kovács, il musicista romano Capibara con un live set elettronico combinato con videoproiezioni e dj set curati da Laika Mvmnt e collettivo l’ABC. Il tutto dall’apertura dei cancelli alle 22.30 e fino alla chiusura alle successive 4 del mattino, a poco ormai da una nuova alba.

La scultura Vir temporis acti di Adolfo Wildt. © Archivio fotografico FMR
La scultura Vir temporis acti di Adolfo Wildt. © Archivio fotografico FMR

Ecco quindi servita una proposta tanto interessante quanto singolare, da cogliere al volo. Ma non unica, appunto perché in questo luogo le proposte si rinnovano sempre nel corso dell’anno, per esempio ora con la mostra autunnale intitolata «Wendigen» (Rivolgimenti), in programma fino al 15 marzo 2020 e dedicata alla storica rivista di arte e architettura pubblicata ad Amsterdam dal 1918 al 1931. Il labirinto, quindi, ha un suo percorso e una sua fine sempre diversi in ogni stagione. Immutabile, in definitiva, appare solo la splendida muraglia dei bambù, piante che mai si ammalano e d’inverno non si spogliano, per certi versi come è con uno spirito umano sempre votato alla curiosità, una curiosità che è indispensabile per aiutarci a rimanere vivi e che al Labirinto della Masone è sollecitata, appagata e nuovamente riaccesa a getto continuo.

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Il Labirinto della Masone ripreso da un drone. © Franco Maria Ricci
Ecco dove si trova il Labirinto della Masone. © Google Maps
©CdT.ch - Riproduzione riservata

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