I film di Natale sono sopravvissuti ai cinepanettoni

L’ATTESA

Il periodo delle feste rimane vitale per l’industria cinematografica - Il punto con l’esperto Paolo Mereghetti e con alcuni esercenti ticinesi

I film di Natale sono sopravvissuti ai cinepanettoni
Una poltrona per due, uno dei film di Natale più amati.

I film di Natale sono sopravvissuti ai cinepanettoni

Una poltrona per due, uno dei film di Natale più amati.

I cinepanettoni, così come ci eravamo abituati a conoscerli, non esistono più. Ma nonostante questo, il Natale - con i giorni che gli girano attorno - resta il periodo d’oro dell’industria cinematografica. D’oro per chi produce e distribuisce i film ma anche per chi li vende nelle sale. Un connubio vincente insomma, quello tra il cinema e il Natale. Lo conferma Paolo Mereghetti, critico cinematografico per il Corriere della Sera, autore dell’omonimo dizionario dei film. «Ricordo un articolo di Alberto Moravia, negli anni Sessanta, in cui stigmatizzava il fatto che a Natale uscissero film poco interessanti, che solleticavano i gusti più bassi di pubblico e giornalisti. Il mercato ha in effetti sempre cercato di sfruttare la tendenza a vivere con atteggiamento più lasco e con maggiore voglia di divertirsi il cinema sotto le feste».

La fine di un’era

I cinepanettoni in effetti rispondevano a queste dinamiche, oltre che ai gusti citati da Moravia. «Hanno caratterizzato un’epoca, dagli anni Ottanta al primo decennio del nuovo secolo. Pian piano sono però tramontati. I cinepanettoni corrispondevano all’idea di uno spettacolo semplice, di facile comicità, che funzionava con spettatori magari obnubilati dalle mangiate natalizie, con una digestione un po’ lenta». Il concetto è caduto da qualche anno. «Una formula cinematografica che non funzionava più, divenuta ripetitiva, grattando il barile fino in fondo, senza mai rinnovarsi. Lo scorso anno era stato prodotto Natale a 5 stelle, che avrebbe dovuto essere girato da Carlo Vanzina e che poi era stato diretto da Marco Risi. Proprio per la paura di un’accoglienza non entusiastica, era stato dirottato direttamente su Netflix. Molto, nel settore, dipendeva dalla coppia De Sica-Boldi, che però nel corso degli anni ha sfruttato tutto lo sfruttabile, sino a giungere alla separazione, lasciando spazio a comicità regionali, che poco però hanno aggiunto a prodotti che non erano più così vivi».

L’affluenza

Se i cinepanettoni non piacevano ai critici, facevano comunque il gioco di chi, sugli incassi, gestisce i propri equilibri. Incassi sempre più difficili da accumulare. «L’affluenza cinematografica - continua Mereghetti - ha segnato molto il passo negli ultimi anni. Durante il periodo delle vacanze di Natale, un po’ il tempo libero, un po’ le condizioni meteorologiche, ecco che l’afflusso è in qualche modo favorito. Ed ecco da una parte film di grande richiamo spettacolare - quest’anno infatti esce il nono film della serie Star Wars - e dall’altra film per famiglie, dai cartoni animati alle commedie. Rimanendo al prossimo Natale, molto atteso era il cartoon Frozen 2, ma pure si aspettano i comici italiani. Medusa ha scaglionato, tra la metà di dicembre e la metà di gennaio, i suoi comici più affidabili: Ficarra e Picone, Checco Zalone e Aldo, Giovanni e Giacomo. E la concorrenza non starà a guardare: Vision ha già lanciato Antonio Albanese, mentre 01 punta su un film più ambizioso, il Pinocchio di Matteo Garrone. L’obiettivo? Portare a casa non un solo biglietto, ma quattro o cinque, tutta la famiglia».

Le fiabe

Uscendo dalla dinamica dei cinepanettoni, i film di Natale sono quelli dei miracoli, delle vite possibili e impossibili, di angeli e fantasmi. «Miracoli però se ne vedono sempre meno al cinema. In qualche modo ci prova Garrone, con una fiaba. Ma la mia sensazione è che il pubblico abbia sempre voglia di miracoli. I supereroi in fondo rispondono a questo desiderio. Un miracolo più tecnologico, fisico, che non spirituale. Ma al cinema continuiamo a chiedere un’uscita dal tran tran quotidiano». Nel nostro tran tran è entrato anche lo streaming. Anche Netflix si è buttato sul Natale. «Lo streaming è una possibilità molto allettante, non soltanto legata alle feste. È la direzione verso cui il mercato si sta muovendo. Se poi questi canali, oltre a serie Tv e documentari, o film superficiali, si mettono a produrre anche grandi opere, allora ben si capisce dove possono arrivare. The Irishman, di Martin Scorsese, rilasciato negli scorsi giorni, per esempio è un capolavoro, come lo sono Roma di Alfonso Cuaron o il nuovo film di Noah Baumbach, Storia di un matrimonio. Sono convinto che i film prodotti dalle grandi case di streaming possono avere una bella vita anche al cinema. Certo, occorre un accordo tra i produttori e le sale cinematografiche sull’ampiezza della finestra di distribuzione esclusiva nelle sale. La distanza da colmare non è eccessiva. Il cinema troverà nuova linfa anche nel mondo dello streaming». Perché non è sempre Natale.

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I classici e le indicazioni di Mereghetti

Quali sono i film di Natale più amati di sempre? Nelle classifiche del sito Imdb, in testa c’è La vita è meravigliosa. Ben piazzati anche Nightmare before Christmas, Il miracolo della 34a strada, varie trasposizioni da Charles Dickens, e poi Mamma, ho perso l’aereo, Bianco Natale e, naturalmente, Una poltrona per due. Paolo Mereghetti cita i film da lui più attesi per questa stagione invernale: «Il 19 dicembre sarò in prima fila per due film molto distanti tra loro, La dea fortuna, di Ferzan Ozpetek, e il nuovo capitolo della saga di Star Wars, ovvero L’ascesa di Skywalker. Sono però anche molto curioso di capire cosa ha fatto Matteo Garrone del suo Pinocchio (in attesa nelle nostre sale sempre il 19, ndr). E poi c’è Checco Zalone, che con Tolo tolo, in uscita il 1. gennaio, si misura con una commedia più ambiziosa, diretta da lui stesso e che dovrebbe toccare il tema dell’immigrazione in Italia». Ficarra e Picone, con Il primo Natale, sono previsti per il 12 dicembre.

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Tra scelte popolari e alternative

CineStar, Lugano Bruno Gomes: «Puntiamo ancora molto sugli incassi dei mesi di dicembre e gennaio, è il periodo nel quale realizziamo le maggiori entrate. Più o meno possiamo dire che in questi due mesi raddoppiamo le entrate rispetto agli altri mesi dell’anno. Se fino a dieci anni fa spopolavano i cinepanettoni, oggi il pubblico è un po’ cambiato. Continua ad andare forte l’animazione. Infatti puntiamo molto su Frozen II, già nelle sale, ma anche su Pinocchio, una fiaba. E poi i film di Natale sono cambiati: pensate a Star Wars! O a Zalone! Per quest’anno addirittura, visti i titoli, ci aspettiamo più gente rispetto all’anno scorso. Quello attorno al Natale resta un periodo a parte, perché lo spettatore non va a cercare un film in particolare ma va al cinema per il gusto di farlo, per stare in famiglia».

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Lux, Massagno Joel Fioroni: «Se pensiamo a un anno fa, l’incremento durante le feste fu quasi del triplo. Ci aspettiamo un incremento anche quest’anno. Il periodo di Natale è da sempre molto importante per i cinema e questo dato si conferma anche se il grande schermo è in difficoltà. Recentemente abbiamo notato un aumento del pubblico tra i 25 e i 30 anni. A Natale vorremmo che la stessa magia si ripresentasse. Cerchiamo sempre di fare una scelta un po’ particolare, una scelta d’autore, che esuli dal circuito commerciale. Continuiamo sulla nostra linea, ma per Natale cerchiamo una proposta per le famiglie, che solitamente non abbiamo».

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Multisala, Mendrisio Luca Morandini: «Il trend di questa stagione è positivo. C’è un incremento quasi del 9%. Ora escono dei film molto attesi, quindi continuiamo a essere ottimisti. Il periodo natalizio non è più determinante come una volta, ma rimangono senz’altro i giorni più forti perché la gente si muove di più. Dipende molto dal periodo in cui escono i film più attesi, ma poi basta veramente poco nell’industria cinematografica per fare la differenza sull’andamento annuale. Andare nelle sale è un fenomeno che rimane, anzi verrà accentuato ancora di più con l’arrivo delle nuove tecnologie e dei nuovi canali di streaming: ad esempio si sta già pensando che le piattaforme, sulla base delle serie di maggiore qualità da loro presentate, metteranno dei budget molto importanti per fare dei film con un livello nettamente superiore da portare anche al cinema».

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Otello, Ascona Antonio Prata: «Lo scorso anno, in questo periodo, non avevamo avuto un particolare incremento delle entrate. Quello era stato un periodo di cambiamenti a livello di programmazione, perché la realtà locarnese è cambiata molto negli ultimi anni, per cui abbiamo dovuto rivedere tante scelte. La nostra è stata quella di andare a lavorare con delle figure di distribuzione più indipendenti. Per queste festività ci accontentiamo di confermare il trend degli ultimi mesi, ovvero un costante e progressivo incremento, che ha portato la gente ad avvicinarsi alle scelte che sono state fatte. Ad oggi, abbiamo circa 1.200 spettatori in più rispetto all’anno precedente. Le previsioni per il Natale 2019 - considerando anche i titoli che avremo - possono essere positive».

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PalaCinema, Locarno Michael Lämmler: «Quello del Natale è un periodo nel quale il cinema è molto apprezzato: è una tradizione andare al cinema, soprattutto il 26 dicembre. Si può dire che è il giorno più forte dell’anno ed è il momento dove i cinema sono a pieno regime. I pronostici per le prossime settimane sono buoni: le uscite in programma sono molto forti. Detto questo, bisogna continuamente stuzzicare l’interesse del pubblico. L’effetto del cinema poi è insostituibile, per buona pace dello streaming e degli schermi dei cellulari».

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