I videogiochi d’azione fanno bene all’intelletto

Giovani

Per queste ricerche Daphné Bavelier, professoressa all’Università di Ginevra, ha ricevuto il premio Jacobs 2019, dotato di 1 milione di franchi

I videogiochi d’azione fanno bene all’intelletto
Foto Shutterstock

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GINEVRA - Ha scoperto che i videogiochi d’azione - per esempio quelli ricchi di sparatorie, in genere poco amati dai genitori - migliorano le doti cognitive dei ragazzi: per queste ricerche Daphné Bavelier, professoressa all’Università di Ginevra, ha ricevuto il premio Jacobs 2019, dotato di 1 milione di franchi.

Negli ultimi 20 anni Bavelier ha dedicato il suo lavoro a queste ricerche controcorrente, si legge in un comunicato odierno della Jacobs Foundation, la fondazione zurighese che assegna ogni due anni il riconoscimento. «La sua principale attività è quella di identificare i meccanismi cerebrali che portano a una maggiore plasticità neuronale e quindi a un migliore apprendimento».

Bavelier e gli altri ricercatori del laboratorio di neuroscienze di Ginevra hanno mostrato che giochi quali gli sparatutto - spesso messi in relazione con comportamenti violenti - hanno anche aspetti positivi: i giovani che giocano regolarmente con questi prodotti hanno una maggiore capacità di attenzione rispetto ai loro coetanei che ricorrono a giochi più tranquilli come The Sims o Tetris. I giochi d’azione migliorano anche la percezione e l’orientamento spaziale.

Finora la professoressa Bavelier si è occupata principalmente dei possibili effetti positivi dei videogiochi. Tuttavia ciò non significa che non vi siano conseguenze negative o abusi, ricorda la Jacobs Foundation. Bavelier utilizzerà il provento del premio per continuare ad analizzare i diversi effetti dei giochi in questione e dei sottostanti meccanismi cerebrali.

La Jacobs Foundation è stata creata dall’imprenditore di origini tedesche Klaus J. Jacobs (1936-2008), che guidò l’impero della cioccolata Jacobs-Suchard e fu all’origine di altri due importanti aziende, Adecco (lavoro interinale) e Barry Callebaut (cioccolata). I riconoscimenti, assegnati a partire dal 2009, hanno l’intento di favorire l’istruzione e lo sviluppo della gioventù.

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