Corsa ai regali

Il Babbo Natale ticinese è tra i più poveri

Gli svizzeri prevedono di raggiungere la cifra record di 310 franchi a testa per i doni, ma nel nostro cantone si spende decisamente meno

 Il Babbo Natale ticinese è tra i più poveri
(foto Zocchetti)

Il Babbo Natale ticinese è tra i più poveri

(foto Zocchetti)

ZURIGO - Bando all’avarizia sotto Natale: stando a un sondaggio realizzato per conto della società di consulenza EY gli svizzeri prevedono di spendere la cifra record di 310 franchi a testa per regali. In prima fila vi sono dolci, libri e giocattoli.

Il dato - che emerge da un rilevamento di 400 persone adulte effettuato in ottobre in tutto il paese - è assai superiore a quello dell’anno scorso (272 franchi) e rappresenta un nuovo primato dopo quello del 2010 (301 franchi).

A voler aprire il portafogli sono soprattutto gli uomini, che intendono spendere 328 franchi (+56 rispetto al 2017), ma anche le donne segnano una crescita: più 18 franchi a 291 franchi. Particolarmente propensa ad allargare i cordoni della borsa è la fascia dei 36-45enni, che mettono in conto 429 franchi (+21%).

Le differenze regionali rimangono importanti: fra chi abita nella regione del Lemano (404 franchi) e chi risiede nella Svizzera orientale (262 franchi) corrono 142 franchi di differenza. Il Ticino in questa classifica si schiera con i più «poveri» (286 franchi, +15 franchi rispetto a dodici mesi prima).

A beneficiare della voglia di generosità saranno soprattutto i centri commerciali, dove verrà speso il 39% del budget natalizio (-2 punti rispetto all’anno scorso). I negozi specializzati rimangono stabili al 36%, mentre i punti vendita online scendono leggermente (16%, -2 punti), emerge dall’inchiesta realizzata da un istituto demoscopico a scadenza annuale sin dal 2009.

La preferenza dei consumatori fra online e negozio «fisico» va spesso a quest’ultimo (64%, -12 punti), grazie al fatto che è possibile valutare meglio la merce. L’8% (-3 punti) propende a favore del web - in questo caso si fa attenzione al servizio 24 ore su 24 e alla possibilità di evitare centri città sovraffollati - mentre per il 28% (+15 punti) i due canali sono equivalenti.

L’atmosfera prenatalizia nelle città o nei centri commerciali è molto importante per il 19% del campione, abbastanza importante per il 44%, poco importante per il 28% e per nulla importante per il 9%. Per il 35% degli interrogati gli eventi organizzati nell’ambito del Natale sono un incentivo in più a recarsi in città o nel centro commerciale, per il 47% vanno bene ma non sono decisivi, mentre il 9% li considera un disturbo.

Il 6% (-4 punti) pensa di acquistare i regali solamente all’estero, il 21% (+3 punti) lo farà almeno in parte, mentre il 73% (+1 punto) spenderà nella Confederazione. Gli svizzeri si confermano inoltre previdenti anche in materia di Natale: il 12% compra i doni in ottobre o prima, il 22% in novembre, il 49% 3-4 settimane prima e solo il 17% 1-2 settimane prima.

Ma cosa regalare? Si punterà soprattutto su alimentari e dolci (76%), libri (58%), giocattoli (+54%), denaro o buoni in denaro (52%), vestiti (46%), CD o DVD (33%), cosmetici (31%), biglietti eventi (26%), gioielli (17%), articoli di arredamento (16%), articoli sportivi (15%) e articoli legati alla salute (13%).

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