Internet e social fanno il boom anche da noi, tra picchi e qualche apprensione

Coronavirus

Importante aumento di videochiamate e telefonate classiche in questi giorni in Ticino e in Svizzera - Mark Zuckerberg intanto parla di numeri talmente alti a causa del virus da temere un crollo dei server

Internet e social fanno il boom anche da noi, tra picchi e qualche apprensione
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Vite che cambiano. E con esse le nostre abitudini. Alcune vengono cancellate e sostituite, altre evolvono, alcune implodono ed altre esplodono. L’uso della rete, di internet, non è certo un’abitudine nuova, ma di sicuro le forzature da coronavirus la stanno ulteriormente rinsaldando. Al punto da creare casi di sovrautilizzo, con relativi rischi per i gestori. Un grido d’allarme, nei giorni scorsi, era arrivato - oltre che dall’Unione europea - anche da Mark Zuckerberg, preoccupato per lo stato di salute dei suoi server. «Temo per i server WhatsApp: potrebbero fondersi».

Sembra la notte di Capodanno

Zuckerberg si è spinto anche oltre, dicendosi attento anche al fenomeno delle fake news, di ciò che i social stanno veicolando nell’ambito del coronavirus. Il maggiore utilizzo degli stessi porta anche a una maggiore e più rapida diffusione di contenuti impropri, addirittura pericolosi nella loro funzione invasiva, che il gigante californiano - per restare nello specifico - fatica a gestire. Perché? Perché tutti i suoi dipendenti sono stati spinti a lavorare da casa, con qualche problema in più a livello organizzativo proprio in questo preciso settore. Tornando ai volumi di utilizzo, riferendosi ad alcuni Paesi, i più toccati dal coronavirus, a cominciare quindi dall’Italia, Zuckerberg ha parlato di traffico addirittura raddoppiato in questi ultimi giorni. Un boom simile a quello che di solito si registra nel corso della notte di Capodanno. «Ben oltre quel picco», ha precisato nel corso di una press call giovedì scorso. Un picco dovuto in particolare alla crescita nell’utilizzo di due strumenti, le chiamate vocali attraverso lo stesso WhatsApp e le videochiamate.

O come la domenica sera

Che questo sia un trend universale - e che quindi esso sia collegato con il coronavirus - ce lo ha confermato anche Ivana Sambo, portavoce di Swisscom nella Svizzera italiana: il flusso, grazie alle videochiamate e alle chiamate vocali, è aumentato anche nel nostro Paese. E poi un’ulteriore conferma: «Sì, in effetti abbiamo riscontrato una crescita di volume». E poi qualche dato: «Attualmente osserviamo anche nei giorni lavorativi, in particolare la sera, un traffico dati con un carico di picco simile a quello che di solito caratterizza la domenica sera. Nei giorni lavorativi registriamo un carico medio di picco nelle ore serali di circa 2,4 Terabit/s. La domenica registriamo un carico di picco medio compreso tra 2,6 e 2,7 Terabit/s. E il carico di punta viene raggiunto senza eccezioni, guardando di più Swisscom TV e altri contenuti video - ad esempio Netflix -, poiché il video streaming è generalmente il più grande driver di dati». Proprio Netflix, in questo senso, nei giorni scorsi era stato contattato, così come altre piattaforme del calibro di Google e Youtube, dall’UE. Ai giganti della rete - va pure calcolato in questo senso l’approdo sul mercato europeo di Disney+ - era stato chiesto di prendere provvedimenti in termini di consumo della banda di rete, per evitare che la stessa collassasse e collassi.

Strutture rinforzate

Il patron di Facebook teme infatti che la pressione possa aumentare: «Al momento la situazione non è fuori controllo, anche perché ancora l’epidemia non si è sviluppata in maniera massiccia ovunque. Ma dobbiamo assicurarci di avere un’infrastruttura al di sopra di questa situazione per poter continuare a fornire il livello di servizio di cui le persone hanno bisogno in un momento come questo». Ivana Sambo, in merito alle reti svizzere: «Per quanto concerne il traffico dei dati, non abbiamo avuto impasse. Mentre nel voice la situazione straordinaria ha portato, da lunedì 16 marzo, a un forte aumento dell’utilizzo dei servizi telefonici, con un conseguente molteplice incremento del volume e della durata delle chiamate di Swisscom e Sunrise nelle ore di punta. Ciò aveva portato a una congestione delle capacità nei cosiddetti punti d’interconnessione (chiamate tra Swisscom e i clienti Sunrise, rete mobile e fissa), in particolare nelle ore di punta. Assieme a Sunrise abbiamo lavorato intensamente per ampliare la capacità delle chiamate tra le loro reti. E un miglioramento significativo è già stato raggiunto. Infatti possiamo confermare che le capacità all’interno dell’infrastruttura di rete mobile e fissa sono sufficienti per garantire la telefonia e il traffico internet anche nella situazione straordinaria».

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