La Svizzera da vivere... a piedi

Itinerari

Alla scoperta delle meraviglie elvetiche, tra storia e curiosità, lungo i sentieri che attraversano il Paese

La Svizzera da vivere... a piedi
© KEYSTONE/Anthony Anex

La Svizzera da vivere... a piedi

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«Anche a me piacerebbe fare il Cammino di Santiago de Compostela». Quante volte abbiamo sentito questo desiderio da parenti, amici e conoscenti o lo abbiamo espresso noi stessi. Ma, vuoi perché il percorso richiede più tempo delle ferie a disposizione e una certa organizzazione o vuoi perché si è semplicemente troppo pigri, l’entusiasmo si spegne con la stessa velocità con cui è nato. E il desiderio viene riposto in un cassetto. «Sarà per la prossima volta», quando sentiremo nuovamente qualcuno parlarne riaccendendo quella sete di avventura, di spiritualità, la voglia di fare qualcosa di diverso, da soli o in compagnia, per ritrovarsi. E non è nemmeno necessario oltrepassare i confini per farlo: basta mettere piede fuori dalla porta di casa per imboccare cammini suggestivi e rigeneranti anche in Svizzera. Se ancora dunque non avete deciso come trascorrere le ferie (e avete già scartato l’ipotesi di recarvi all’estero), forse è giunta l’ora di realizzare quel desiderio chiuso nel cassetto. In queste pagine vi presentiamo alcuni itinerari della vasta rete di sentieri ufficiali che attraversano il Paese in lungo e in largo (altri li potete scoprire cliccando qui), tra storia e curiosità. Percorsi di diverso livello di difficoltà da affrontare a tappe che richiedono, come ogni viaggio, organizzazione e preparazione (consigli e ulteriori info cliccando qui). Zaino in spalla, carta geografica in mano, si parte alla scoperta delle meraviglie svizzere.

La ViaJacobi
Rorschach–Ginevra

Il ponte in legno di Rapperswil-Hurden che attraversa il Lago di Zurigo. Sullo sfondo, a sinistra, il castello di Rapperswil. © Shutterstock
Il ponte in legno di Rapperswil-Hurden che attraversa il Lago di Zurigo. Sullo sfondo, a sinistra, il castello di Rapperswil. © Shutterstock

A proposito del Cammino di Santiago de Compostela, che attraversa l’Europa per concludersi in Galizia nell’omonimo santuario dedicato all’apostolo Giacomo, tra i suoi itinerari ce n’è uno che passa proprio dalla Svizzera. Stiamo parlando della ViaJacobi che conduce ai piedi delle Alpi, dal Lago di Costanza a Ginevra. Le 33 tappe che compongono la ViaJacobi offrono diverse varianti di percorso (alcune delle quali sconfinano anche in Francia e in Germania). Il tragitto può così raggiungere una lunghezza fino a 645 chilometri. Chi decide di percorrere tutte le tappe può partire da Rorschach – snodo del traffico medievale e porto di San Gallo, menzionato intorno al 1300 come tappa di pellegrinaggio – oppure da Ginevra, nei pressi della cattedrale St. Pierre. Lungo il cammino si susseguono paesaggi molto vari e ci si imbatte in diverse chiese e cappelle, nonché in castelli come quello di Rapperswil che domina il Lago di Zurigo da una collina. Verso Payerne, ai margini del bosco Belle-Croix, sorge invece una croce di san Giacomo del 1981. Segnalato come percorso nazionale numero 4, la ViaJacobi fa parte degli Itinerari culturali della Svizzera e richiede una forma fisica di medio livello.

Trans Swiss Trail
Porrentruy–Mendrisio

La riserva della biosfera dell’UNESCO nel distretto dell’Entlebuch. © Shutterstock
La riserva della biosfera dell’UNESCO nel distretto dell’Entlebuch. © Shutterstock

Dalla città vecchia di Porrentruy a Mendrisio, nella frazione di Meride, per finire in bellezza il cammino raggiungendo la vetta del Monte San Giorgio, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Sono questi gli estremi del Trans Swiss Trail, percorso lungo il quale ci si immerge in un ampio ventaglio di paesaggi e culture, incrociando molteplici punti di attrazione distribuiti su 488 chilometri. Delle 32 tappe previste, una decina sono nella Svizzera italiana. In particolare, dal Giura si passa per la «Terra dei laghi» (Bienne, Morat e Neuchâtel) e la regione di Berna. Poi, attraverso l’Emmental e l’Entlebuch, dove si trova la prima riserva svizzera della biosfera patrimonio dell’UNESCO, si giunge al ago dei Quattro Cantoni. La passeggiata lungo le rive di quest’ultimo porta da Beckenried (Nidvaldo) fino alla gola di Risleten-Schlucht, dove sono state rinvenute tracce di dinosauri. Una volta raggiunto il punto più elevato del percorso, il San Gottardo, si scende in Ticino, passando da Biasca, Bellinzona, Tesserete, Lugano e Morcote. Così come per gli altri percorsi, la fitta rete svizzera di mezzi pubblici permette di fare alcuni tratti in treno, bus o su un battello. E, ovviamente, l’itinerario è percorribile anche in senso inverso. Il percorso nazionale Trans Swiss Trail rientra anch’esso nel progetto «Svizzeramobile», segnalato sui cartelli escursionistici con il numero 2, e richiede una forma fisica di livello medio.

Sentiero dei passi alpini
Coira–St. Gingolph

Vista sul Paese di Saint-Gingolph, metà in Svizzera e metà in Italia. © Shutterstock
Vista sul Paese di Saint-Gingolph, metà in Svizzera e metà in Italia. © Shutterstock

Escursione tanto entusiasmante quanto impegnativa (di livello tecnico medio), il Sentiero dei passi alpini attraversa alcuni suggestivi valichi delle Alpi grigionesi e vallesane. Punti di partenza e arrivo sono la più antica città svizzera, ovvero Coira, e il comune di Saint-Gingolph, che forma un unico Paese con l’omonimo villaggio francese oltre il torrente Morge. Il percorso nazionale, segnalato con il numero 6, è composto da 34 tappe (di cui alcune nell’Alto Ticino), da percorrere anche singolarmente, per un totale di 610 chilometri.

Sentiero alpino panoramico
Rorschach–Ginevra

Uno scorcio della regione del Toggenburgo. © Shutterstock
Uno scorcio della regione del Toggenburgo. © Shutterstock

Così come la ViaJacobi, anche il Sentiero alpino panoramico conduce da Rorschach sul Lago di Costanza fino a Ginevra, ma lo fa attraversando l’Appenzello, il Toggenburgo, la Svizzera centrale, l’Emmental, la regione dello Schwarzen-burg nel Canton Berna e La Gruyère. Un percorso di oltre 500 chilometri scandito in 29 tappe giornaliere che, come indica il nome, promette una vista mozzafiato sulle vette delle Alpi, sull’Altipiano svizzero e sul Giura. Il percorso nazionale, segnalato da Svizzeramobile sui cartelli escursionistici con il numero 3, si snoda lungo i tradizionali paesaggi culturali delle Prealpi, in un alternarsi di pascoli, boschi, torbiere basse naturali e vasti prati. Ma anche di villaggi fuori dal tempo, castelli, tradizionali case di paglia (risalenti alla colonizzazione indipendente degli Alemanni nel primo Medioevo), caratteristiche abitazioni appenzellesi, cascine isolate nella regione del Napf e di vigneti affacciati sul Lago Lemano. Degno di nota anche l’attraversamento del Sentiero dei tobleroni (così sono state soprannominate le fortificazioni di difesa anticarro costruite durante la mobilitazione militare degli anni 1939-45) tra Aubonne e Nyon. Così come altri itinerari a lunga percorrenza, anche il Sentiero alpino panoramico richiede una forma fisica di medio livello.

ViaGottardo
Basilea–Chiasso

La strada della Tremola, caratterizzata da 24 tornanti, è considerata il manufatto viario storico più lungo della Svizzera. © Shutterstock
La strada della Tremola, caratterizzata da 24 tornanti, è considerata il manufatto viario storico più lungo della Svizzera. © Shutterstock

Oggi rappresenta l’asse viario più importante del Paese, ma il San Gottardo è molto di più di un passaggio che collega il nord al sud delle Alpi. Qui si fondono mito e storia, dal patto con il diavolo per la costruzione del primo ponte sulle gole della Schöllenen alla Nuova trasversale ferroviaria transalpina (Alptransit). Oggi il San Gottardo vanta varie vie d’accesso e può essere raggiunto anche a piedi da Chiasso, da Sciaffusa e da Basilea percorrendo l’omonima Via. Un itinerario di 320 chilometri suddiviso in 20 tappe (la metà delle quali in Ticino) il cui percorso principale segue la strada aperta all’inizio del XIII secolo che permise di andare da Basilea a Milano attraversando l’Unterer Hauenstein e, appunto, il Passo del San Gottardo. Lungo il tragitto – segnato sui cartelli con il numero 7 – ci si imbatte in insediamenti e paesaggi rurali che altrimenti non si avrebbe modo di notare, all’ombra dei monumenti simbolici del transito del San Gottardo: la Strada della Tremola (foto), la ferrovia, la galleria autostradale, oltre al Ponte del diavolo e alla galleria di base Alptransit, il più lungo tunnel ferroviario al mondo. La ViaGottardo rientra tra gli Itinerari culturali della Svizzera e tra i sentieri di montagna di media difficoltà tecnica che richiede un altrettanto livello di forma fisica.

Sentiero in cresta del Giura
Dielsdorf–Nyon

Vista mozzafiato dal Creux du van, nel distretto di Val de Travers (Canton Neuchâtel). © Shutterstock
Vista mozzafiato dal Creux du van, nel distretto di Val de Travers (Canton Neuchâtel). © Shutterstock

L’imponente anfiteatro naturale del Creux du van, altrimenti noto come il Grand Canyon della Svizzera, è solo uno degli innumerevoli punti d’attrazione situati lungo il Sentiero in cresta del Giura, percorso nazionale panoramico che attraversa due regioni linguistiche in un alternarsi di paesaggi vari e incontaminati. L’itinerario, la cui prima segnalazione risale al 1905, collega Dielsdorf nel Canton Zurigo a Nyon e richiede una buona forma fisica per percorrere 320 chilometri, suddivisi in 16 tappe tra salite e discese che variano dai 13.700 ai 13.800 metri. Come suggerisce il nome del Sentiero, il percorso – indicato sui cartelli escursionistici ufficiali con il numero 5 – si snoda in particolare attraverso le vette del versante svizzero del Massiccio del Giura, dalle quali si può godere di una vista mozzafiato sulle Alpi, sulla Foresta Nera e sui Vosgi. Lungo il tragitto si incontrano grotte profonde, rovine di monasteri e castelli, ampi boschi e pascoli, nonché animali selvatici e alberi imponenti come il tiglio di Linn (Argovia), che si stima abbia tra i 600 e gli 800 anni. Tra le tappe dell’itinerario, spicca inoltre il villaggio di Sainte-Croix, divenuto celebre in tutto il mondo grazie all’orologiaio ginevrino Antoine Favre che qui inventò nel 1796 il carillon.

ViaRhenana
Kreuzlingen–Basilea

Vista aerea sulle cascate del Reno e sul castello medievale di Laufen. © Shutterstock
Vista aerea sulle cascate del Reno e sul castello medievale di Laufen. © Shutterstock

Lunga 190 chilometri, la ViaRhenana è, di fatto, l’itinerario più corto tra quelli menzionati in queste pagine, ma al pari degli altri degno di nota per le sue peculiarità. Si snoda lungo la storica via d’acqua tra l’Untersee e l’Alto Reno, da Kreuzlingen a Basilea. Percorrendo la ViaRhenana si ha modo di vedere, oltre a suggestivi paesaggi boschivi e golenali, borghi storici quali Gottlieben, Ermatingen, Steckborn, diversi castelli, le rovine romane di Augusta Raurica ma anche le monumentali centrali elettriche di Laufenburg e Säckingen, nonché le isole di Reichenau nel Lago di Costanza e di Werd nel Reno, così come le cascate che contraddistinguono la parte svizzera del lungo fiume europeo (foto). Il percorso, facente parte degli Itinerari culturali della Svizzera e segnalato sui cartelli escursionistici con il numero 60, passa inoltre dalla riserva naturale Schaarenwald, caratterizzata dalla presenza di storiche fortificazioni, e dal ponte coperto in legno più lungo d’Europa a Säckingen. Classificato come sentiero escursionistico tecnicamente facile, la ViaRhenana è suddivisa in 10 tappe giornaliere e richiede una forma fisica di livello medio. A renderla particolarmente attrattiva anche la possibilità di combinare diversi mezzi di trasporto, compresi ovviamente i battelli e le barche.

La versione integrale dell’articolo può essere letta su ExtraSette n. 23, in allegato oggi al Corriere del Ticino.

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